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Thursday, April 03, 2025
Monday, March 31, 2025
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Flashback: The Empty Square
Flashback: The Empty Square: Five years ago today, Pope Francis stood alone in a rainy St. Peter’s Square and gave his blessing to a world nearly paralyzed with fear of a contagious disease.
Friday, March 28, 2025
I punti più importanti della filosofia di San Tommaso
MiL - Messainlatino.it
Quali sono i punti più importanti della filosofia di San Tommaso? - #santommaso #teologia #summatheologica
Doctor Angelicus ora pro nobis.Luigi C.
Il Cammino dei Tre Sentieri, 6 Marzo 2025
1.San Tommaso d'Aquino nacque a Roccasecca, nel Basso-Lazio, tra il 1224 e il 1226. Morì a Fossanova il 7 marzo del 1274.
2.Le sue opere principali sono la Summa Theologica e la Summa contra gentiles.
I punti del suo pensiero
1.Ragione e fede devono collaborare. San Tommaso utilizza questo argomento molto chiaro: Dio Sha voluto l'uomo volontà, ma anche ragione; dunque, l'uomo deve arrivare a Dio con la fede, ma anche con la ragione. Pertanto, la Rivelazione presuppone la ragione.
2.La conoscenza deve iniziare dai sensi. Secondo san Tommaso, Aristotele aveva ragione: la conoscenza inizia dai sensi. La conoscenza è adeguamento del soggetto all'oggetto (realismo).
3.Tutti gli enti sono contingenti, solo Dio è necessario. San Tommaso afferma che la realtà è fatta di essere esistenti ma che non dovevano necessariamente esistere e quindi sarebbero potuti non esistere (contingenti). Gli esseri contingenti presuppongono un essere necessario: Dio, che è l'atto puro (esse ut actus). In Dio essere ed esistenza coincidono, nelle creature essere ed esistenza non coincidono.
4.L'esistenza di Dio è dimostrabile. Proprio perché gli esseri conteingenti presupponfgono l'essere necessario, allora attraverso gli effetti si può risalira alla causa prima, così come era riuscito anche Aristotele individuando il primo motore immobile. San Tommaso dice che ci sono ben cinque "vie" con cui poter arrivare all'esistenza del Creatore.
5.Tutto esiste perché partecipa dell'essere nella sua pienezza, che è Dio. Nella partecipazione Dio è causa efficiente, ma anche causa sussistente: Dio ha creato, ma continua ad operare nel mondo e a sostenerlo.
6.L'analogia entis, cioè il "metodo analogico". La partecipazione conduce al metodo analogico: tra Dio e il creato non c'è univocità, né equivocità, ma analogia. Con l'erroneità del metodo univoco si confuta l'ilozoismo presocratico, ovvero il panteismo. Con l'erroneità del metodo equivoco si confuta lo scetticismo atomista. Con il metodo analogico (analogia entis) si capisce non solo che Dio esiste, ma si possono anche conoscere alcune sue caratteristiche. Per esempio, che Dio ha creato per amore, cosa che Aristotele non era riuscito a capire. Insomma, con l'analogia si può conoscere (anche se non "comprendere") la natura di Dio.
7.Con la ragione non solo si può conoscere l'esistenza di Dio, ma anche alcune sue caratteristiche. Grazie al metodo analogico, san Tommaso individua tre "vie" per conoscere la natura di Dio. La via dell'affermazione: le perfezioni delle creature sono anche in Dio. La via dell'eminenza: le perfezioni delle creature sono in Dio in grado eminente, cioè infinito. La via della rimozione: le imperfezioni delle creature contingenti non possono trovarsi in Dio, essere necessario.
8.L'uomo non solo è anima, ma anche corpo. Qui san Tommaso riprendere il concetto di "sinolo" di Aristotele. L'uomo è sinolo di materia (corpo) e forma (anima) che insieme formano un'unica sostanza.
9.La ragione può dimostrare che l'uomo ha un'anima immortale. Secondo san Tommaso, l'anima è immortale perché è forma pura. La Scuola Francescana aveva parlato di anima e corpo come due sostanze per salvaguardare l'immortalità dell'anima; in tal modo però vi era il rischio del dualismo, cioè la contrapposizione tra anima e corpo. San Tommaso risolve il problema applicando la teoria aristotelica della materia e della forma: l'anima diventa forma pura, per cui ha bisogno sì del corpo ma solo fin quando è incarnata.
10.Non solo intelletto, ma anche volontà; non solo volontà, ma anche intelletto. Secondo san Tommaso, l'intelletto ha una primato logico: per amare bisogna prima conoscere. La volontà ha però un primato ontologico: si verrà giudicati non dalla capacità di conoscere Dio, ma di amarlo.
11.Ogni forma di governo può andare bene, purché si rispetti il bene comune. Come per Aristotele, anche per san Tommaso l'uomo è naturalmente portato a vivere in società. Ogni forma di governo è valida, purché garantisca l'autentico bene comune. Comunque per san Tommaso è da preferire la monarchia, perché assicura maggiormente l'unità dello Stato.
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Quali sono i punti più importanti della filosofia di San Tommaso? - #santommaso #teologia #summatheologica
Doctor Angelicus ora pro nobis.Luigi C.
Il Cammino dei Tre Sentieri, 6 Marzo 2025
1.San Tommaso d'Aquino nacque a Roccasecca, nel Basso-Lazio, tra il 1224 e il 1226. Morì a Fossanova il 7 marzo del 1274.
2.Le sue opere principali sono la Summa Theologica e la Summa contra gentiles.
I punti del suo pensiero
1.Ragione e fede devono collaborare. San Tommaso utilizza questo argomento molto chiaro: Dio Sha voluto l'uomo volontà, ma anche ragione; dunque, l'uomo deve arrivare a Dio con la fede, ma anche con la ragione. Pertanto, la Rivelazione presuppone la ragione.
2.La conoscenza deve iniziare dai sensi. Secondo san Tommaso, Aristotele aveva ragione: la conoscenza inizia dai sensi. La conoscenza è adeguamento del soggetto all'oggetto (realismo).
3.Tutti gli enti sono contingenti, solo Dio è necessario. San Tommaso afferma che la realtà è fatta di essere esistenti ma che non dovevano necessariamente esistere e quindi sarebbero potuti non esistere (contingenti). Gli esseri contingenti presuppongono un essere necessario: Dio, che è l'atto puro (esse ut actus). In Dio essere ed esistenza coincidono, nelle creature essere ed esistenza non coincidono.
4.L'esistenza di Dio è dimostrabile. Proprio perché gli esseri conteingenti presupponfgono l'essere necessario, allora attraverso gli effetti si può risalira alla causa prima, così come era riuscito anche Aristotele individuando il primo motore immobile. San Tommaso dice che ci sono ben cinque "vie" con cui poter arrivare all'esistenza del Creatore.
5.Tutto esiste perché partecipa dell'essere nella sua pienezza, che è Dio. Nella partecipazione Dio è causa efficiente, ma anche causa sussistente: Dio ha creato, ma continua ad operare nel mondo e a sostenerlo.
6.L'analogia entis, cioè il "metodo analogico". La partecipazione conduce al metodo analogico: tra Dio e il creato non c'è univocità, né equivocità, ma analogia. Con l'erroneità del metodo univoco si confuta l'ilozoismo presocratico, ovvero il panteismo. Con l'erroneità del metodo equivoco si confuta lo scetticismo atomista. Con il metodo analogico (analogia entis) si capisce non solo che Dio esiste, ma si possono anche conoscere alcune sue caratteristiche. Per esempio, che Dio ha creato per amore, cosa che Aristotele non era riuscito a capire. Insomma, con l'analogia si può conoscere (anche se non "comprendere") la natura di Dio.
7.Con la ragione non solo si può conoscere l'esistenza di Dio, ma anche alcune sue caratteristiche. Grazie al metodo analogico, san Tommaso individua tre "vie" per conoscere la natura di Dio. La via dell'affermazione: le perfezioni delle creature sono anche in Dio. La via dell'eminenza: le perfezioni delle creature sono in Dio in grado eminente, cioè infinito. La via della rimozione: le imperfezioni delle creature contingenti non possono trovarsi in Dio, essere necessario.
8.L'uomo non solo è anima, ma anche corpo. Qui san Tommaso riprendere il concetto di "sinolo" di Aristotele. L'uomo è sinolo di materia (corpo) e forma (anima) che insieme formano un'unica sostanza.
9.La ragione può dimostrare che l'uomo ha un'anima immortale. Secondo san Tommaso, l'anima è immortale perché è forma pura. La Scuola Francescana aveva parlato di anima e corpo come due sostanze per salvaguardare l'immortalità dell'anima; in tal modo però vi era il rischio del dualismo, cioè la contrapposizione tra anima e corpo. San Tommaso risolve il problema applicando la teoria aristotelica della materia e della forma: l'anima diventa forma pura, per cui ha bisogno sì del corpo ma solo fin quando è incarnata.
10.Non solo intelletto, ma anche volontà; non solo volontà, ma anche intelletto. Secondo san Tommaso, l'intelletto ha una primato logico: per amare bisogna prima conoscere. La volontà ha però un primato ontologico: si verrà giudicati non dalla capacità di conoscere Dio, ma di amarlo.
11.Ogni forma di governo può andare bene, purché si rispetti il bene comune. Come per Aristotele, anche per san Tommaso l'uomo è naturalmente portato a vivere in società. Ogni forma di governo è valida, purché garantisca l'autentico bene comune. Comunque per san Tommaso è da preferire la monarchia, perché assicura maggiormente l'unità dello Stato.
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Saturday, March 22, 2025
Tuesday, March 18, 2025
"If a ray of intellectual light is permitted to penetrate the miasma…
"If a ray of intellectual light is permitted to penetrate the miasma of democratophily, it can plainly be seen that the idea that in democracies we, the people, govern ourselves is a palpable fiction. Having acquired whatever rulers we acquire by whatever means we do in what we are pleased to call our democracies, our rulers rule us every bit as autocratically as if they were devout believers in the divine right of kings. The fact that we have serial rulers doesn't make those that we have at a given time any less our rulers than the kings and tyrants of a more classical vintage, it just makes them careful not to appear tyrannical or regal. And modern technologies extend the reach and the efficiency of their means of coercion further than anything Louis XIV could have dreamed of. A man is a slave if he is ruled by a slavemaster; he is no less a slave if he happens to have a small say in the selection of his slavemaster every few years."
[from my "Démocratie, Populisme et la Crise de la Culture", in Chantal Delsol and Giulio de Ligio (eds), La Démocratie dans l'Adversité (Paris, Les Éditions du Cerf, 2019, p. 352]
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Saturday, March 01, 2025
Who goes to Heaven
Sometime in the last millennium (an expression guaranteed to make many of us feel our age), I hit upon what I think is a handy tool for understanding how God assesses the state of each person's soul. It comes from the legal concept of holding members of a board of directors responsible for the malfeasance of corporate officers and other employees. To determine whether the directors are culpable, the legal process must, as the expression goes, "pierce the corporate veil"—the veil which normally creates a buffer between the daily actions of those who work for a corporation and those who are legally responsible for the corporation as a whole. The questions that need to be answered to "pierce the corporate veil" and get at the guilt (or innocence) of the directors are essentially these three: (1) What did you know? (2) When did you know it? and (3) What did you do about it?
There is a sense in which we can apply a similar form of analysis to our own "true selves". Indeed, it seems to me that these questions are very close to what Our Lord's questions will be when the time comes for Him to judge each and every person who has ever lived, to assess each one's personal culpability for his or her failure to follow the Natural Law and to accept and live in accordance with Divine Revelation. What did you know? When did you know it? And once you knew, what did you do about it?
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There is a sense in which we can apply a similar form of analysis to our own "true selves". Indeed, it seems to me that these questions are very close to what Our Lord's questions will be when the time comes for Him to judge each and every person who has ever lived, to assess each one's personal culpability for his or her failure to follow the Natural Law and to accept and live in accordance with Divine Revelation. What did you know? When did you know it? And once you knew, what did you do about it?
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