Lo scopo dell’anno paolino non è tanto quello di conoscere meglio il pensiero dell’Apostolo (questo gli studiosi lo fanno da sempre, senza contare che la ricerca scientifica richiede tempi più lunghi di un anno); è piuttosto, come ha ricordato in più occasioni il Santo Padre, quello di imparare da Paolo come rispondere alle sfide attuali della fede.
Una di queste sfide, forse la più aperta mai conosciuta fino ad oggi, si è tradotta in uno slogan pubblicitario scritto sui mezzi di trasporto pubblico di Londra e di altre città europee: “Dio probabilmente non esiste. Dunque smetti di tormentarti e goditi la vita”: There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life.”
L’elemento di maggior presa di questo slogan non è la premessa “Dio non esiste”, ma la conclusione: “Goditi la vita!” Il messaggio sottinteso è che la fede in Dio impedisce di godere la vita, è nemica della gioia. Senza di essa ci sarebbe più felicità nel mondo! Paolo ci aiuta a dare una risposta a questa sfida, spiegando l’origine e il senso di ogni sofferenza, a partire da quella di Cristo.
Perché “era necessario che il Cristo patisse per entrare nella sua gloria”? (Lc 24, 26). A questa domanda si dà talvolta una risposta “debole” e, in un certo senso, rassicurante. Cristo, rivelando la verità di Dio, provoca necessariamente l’opposizione delle forze del male e delle tenebre e queste, come era avvenuto nei profeti, porteranno al suo rifiuto e alla sua eliminazione. “Era necessario che il Cristo patisse” andrebbe dunque inteso nel senso di “era inevitabile che il Cristo patisse”.
Paolo da una risposta “forte” a quella domanda. La necessità non è di ordine naturale, ma soprannaturale. Nei paesi di antica fede cristiana si associa quasi sempre l’idea di sofferenza e di croce a quella di sacrificio e di espiazione: la sofferenza, si pensa, è necessaria per espiare il peccato e placare la giustizia di Dio. È questo che ha provocato, in epoca moderna, il rigetto di ogni idea di sacrificio offerto a Dio e, per finire, l’idea stessa di Dio.
Non si può negare che talvolta noi cristiani abbiamo prestato il fianco a questa accusa. Ma si tratta di un equivoco che una migliore conoscenza del pensiero di san Paolo ha ormai definitivamente chiarito. Egli scrive che Dio ha prestabilito Cristo “a servire come strumento di espiazione” (Rom 3,25), ma tale espiazione non opera su Dio per placarlo, ma sul peccato per eliminarlo. “Si può dire che sia Dio stesso, non l’uomo, che espia il peccato... L’immagine è più quella della rimozione di una macchia corrosiva o la neutralizzazione di un virus letale che quella di un’ira placata dalla punizione”[2].
Cristo ha dato un contenuto radicalmente nuovo all’idea di sacrificio. In esso “non è più l’uomo ad esercitare un’influenza su Dio perché questi si plachi. Piuttosto è Dio ad agire affinché l’uomo desista dalla propria inimicizia contro di lui e verso il prossimo. La salvezza non inizia con la richiesta di riconciliazione da parte dell’uomo, bensì con la richiesta di Dio: ‘Lasciatevi riconciliare con Lui” (1 Cor 2,6 ss)”[3].
Il fatto è che Paolo prende sul serio il peccato, non lo banalizza. Il peccato è, per lui, la causa principale dell’infelicità degli uomini, cioè il rifiuto di Dio, non Dio! Esso rinchiude la creatura umana nella “menzogna” e nella “ingiustizia” (Rom 1, 18 ss.; 3, 23), condanna lo stesso cosmo materiale alla “vanità” e alla “corruzione” (Rom 8, 19 ss.) ed è la causa ultima anche dei mali sociali che affliggono l’umanità.
Si fanno analisi a non finire della crisi economica in atto nel mondo e delle sue cause, ma chi osa mettere la scure alla radice e parlare di peccato? L’elite finanziaria ed economica mondiale era diventata una locomotiva impazzita che avanzava a corsa sfrenata, senza darsi pensiero del resto del treno rimasto fermo a distanza sui binari. Stavamo andando tutti “contromano”.
L’Apostolo definisce l’avarizia insaziabile una “idolatria” (Col 3,5) e addita nella sfrenata cupidigia di denaro “la radice di tutti i mali” (1 Tim 6,10). Possiamo dargli torto? Perché tante famiglie ridotte al lastrico, masse di operai che rimangono senza lavoro, se non per la sete insaziabile di profitto da parte di alcuni? E perché, nel terremoto degli Abruzzi di questi giorni, sono crollati tanti palazzi costruiti di recente? Cosa aveva indotto a mettere sabbia di mare al posto del cemento?
Con la sua morte, Cristo però non ha soltanto denunciato e vinto il peccato; ha anche dato un senso nuovo alla sofferenza, anche a quella che non dipende dal peccato di nessuno, come, appunto, il dolore di tante vittime del terremoto che ha sconvolto la vicina regione dell’Abruzzo. Ne ha fatto una via alla risurrezione e alla vita. Il senso nuovo dato da Cristo alla sofferenza non si manifesta tanto nella sua morte, quanto nel superamento della morte, cioè nella risurrezione. “È morto per i nostri peccati, è risorto per la nostra giustificazione” (Rom 4, 25): i due eventi sono inseparabili nel pensiero di Paolo e della Chiesa.
E’ un’esperienza umana universale: in questa vita piacere e dolore si susseguono con la stessa regolarità con cui, al sollevarsi di un’onda nel mare, segue un avvallamento e un vuoto che risucchia indietro il naufrago. “Un so che di amaro - ha scritto il poeta pagano Lucrezio - sorge dall’intimo stesso di ogni piacere e ci angoscia in mezzo alle delizie”[4]. L’uso della droga, l’abuso del sesso, la violenza omicida, sul momento danno l’ebbrezza del piacere, ma conducono alla dissoluzione morale, e spesso anche fisica, della persona.
Cristo, con la sua passione e morte, ha ribaltato il rapporto tra piacere e dolore. Egli “in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottomise alla croce” (Eb 12,2). Non più un piacere che termina in sofferenza, ma una sofferenza che porta alla vita e alla gioia. Non si tratta solo di un diverso susseguirsi delle due cose; è la gioia, in questo modo, ad avere l’ultima parola, non la sofferenza, e una gioia che durerà in eterno. “Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui” (Rom 6,9). E non lo avrà neppure su di noi.Questo nuovo rapporto tra sofferenza e piacere si riflette nel modo di scandire il tempo della Bibbia. Nel calcolo umano, il giorno inizia con la mattina e termina con la notte; per la Bibbia comincia con la notte e termina con il giorno: “E fu sera e fu mattina: primo giorno”, recita il racconto della creazione (Gen 1,5). Non è senza significato che Gesù morì di sera e risorse di mattino. Senza Dio, la vita è un giorno che termina nella notte; con Dio è una notte che termina nel giorno, e un giorno senza tramonto.
Cristo non è venuto dunque ad aumentare la sofferenza umana o a predicare la rassegnazione ad essa; è venuto a darle un senso e ad annunciarne la fine e il superamento. Quello slogan sui bus di Londra e di altre città viene letto anche da genitori che hanno un figlio malato, da persone sole, o rimaste senza lavoro, da esuli fuggiti dagli orrori della guerra, da persone che hanno subito gravi ingiustizie nella vita… Io cerco di immaginare la loro reazione nel leggere le parole: “Probabilmente Dio non c’è: goditi dunque la vita!” E con che?
La sofferenza resta certo un mistero per tutti, specialmente la sofferenza degli innocenti, ma senza la fede in Dio essa diventa immensamente più assurda. Le si toglie anche l’ultima speranza di riscatto. L’ateismo è un lusso che si possono concedere solo i privilegiati della vita, quelli che hanno avuto tutto, compresa la possibilità di darsi agli studi e alla ricerca.
Non è la sola incongruenza di quella trovata pubblicitaria. “Dio probabilmente non esiste”: dunque, potrebbe anche esistere, non si può escludere del tutto che esista. Ma, caro fratello non credente, se Dio non esiste, io non ho perso niente; se invece esiste, tu hai perso tutto! Dovremmo quasi ringraziare chi ha promosso quella campagna pubblicitaria; essa ha servito alla causa di Dio più che tanti nostri argomenti apologetici. Ha mostrato la povertà delle sue ragioni ed ha contribuito a scuotere tante coscienze addormentate.
http://www.cantalamessa.org/it/predicheView.php?id=301
Monday, April 27, 2009
Karl Rahner: un'analisi critica
Karl Rahner: un'analisi critica
Pubblicato un volume frutto di un convegno di studi tenutosi a Firenze
ROMA, venerdì, 24 aprile 2009 (ZENIT.org).- Un fattore determinante che si è imposto nel post-concilio è stato un devoto ossequio ad un pluralismo incontrollato ed inarrestabile, davanti al quale ci si è più volte inchinati senza però chiedersi della sua conformità alla verità.
Sembra che l'unica lettura possibile del Vaticano II sia quella di una supina accoglienza delle novità per il fatto che sono nuove a prescindere se sono vere e buone.
Un autore che in questo nuovo impasse si è segnalato notevolmente ed ha avuto larga risonanza è Karl Rahner, il quale, in modo sintomatico, pensava che «possono esistere molte teologie della mistica tra loro diverse e addirittura contraddittorie, senza che una tale diversità escluda in partenza che tutte queste teologie intendano parlare della stessa esperienza originaria» (Dio e Rivelazione, Paoline 1981, p. 259).
E così un sacro velo di rispettoso silenzio è stato più volte calato su queste teologie addirittura contraddittorie, perché in fondo – in una sintesi rahneriana –, rappresentavano la vera critica a quel tentativo di oggettivare l'inoggettivabile, di rendere formula dogmatica un'esperienza trascendentale inafferrabile e sempre al di là del limite, anche dell'errore, anche del magistero.
Finalmente si è avuta una rottura di questo ghiaccio raggelante con lo storico discorso di Benedetto XVI alla Curia Romana (dicembre 2005) in cui si ponevano le basi critiche per impostare rettamente quella diade di tradizione e innovazione, senza tradimenti o archeologismi.
Questo discorso fu anche la spinta ad organizzare, nel novembre del 2007, a Firenze, un convegno di studi critici sulla figura, l'opera e la recezione teologica di Karl Rahner. Scevri di ogni soggettiva antipatia e lungi dallo scenare un processo alle intenzioni, si è tentato unicamente – a livello scientifico, con dati alla mano – di capire donde promani quello “spirito del concilio” che si invoca come norma normante ogni scibile teologico e ogni articolo di fede.
Una delle sorgenti è stata ravvisata proprio nella filosofia e nella teologia di Karl Rahner. Il suo sistema di pensiero principia con il Geist in welt e approda in qualche modo al Grundkurs des Glaubens. Einführung in den Begriff des Christentums: dallo spirito come libertà alla riduzione del cristianesimo a concetto in un dipanarsi gnoseologico di tipo idealista-esistenzialista.
Dal privilegiare la trascendentalità come esperienza atematica e primordiale del soggetto che percepisce l'orrizonte infinito dell'essere, Dio, si arriva alla descrizione della fede come mero sviluppo del concetto del soggetto conoscente. Dio diventa un mezzo per l'uomo? Se Dio è subordinato all'uomo, la verità è subordinata al soggetto, ai tempi, alle mode.
Gli atti del convegno sono riuniti nel libro ora edito da Cantagalli dal titolo Karl Rahner un'analisi critica (Cantagalli, Siena 2009, pp. 319, euro 18,00), a cura di padre Serafino M. Lanzetta, che raccoglie gli interventi di teologi italiani e tedeschi.
Il libro è strutturato secondo una progressività filosofico-teologica con un contributo storico finale. L'introduzione di padre Lanzetta cerca di mettere in luce le problematiche emergenti da l pensiero rahneriano, riconducibili essenzialmente a due: 1) la contiguità tra natura e grazia letta in modo trascendentale che apre 2) al cristianesimo anonimo, ovvero alla presa in seria considerazione dell'ateismo e all'opzione morale fondamentale, tali da giustificare ogni alternativa, ogni nuova lettura religiosa e teologica e ogni applicazione morale, perché in fondo l'uomo coglie sempre Dio o piuttosto è colto da Dio nel suo porsi conoscitivo.
I primi due lavori riguardano il pensiero filosofico di Rahner: mons. Antonio Livi con la filosofia del “senso comune” mostra l'inadeguato approccio epistemologico di Rahner al dato di fede e don Ignazio Andereggen mette in luce i prodromi filosofici del pensiero teologico di Rahner, Hegel ed Heiddeger, passando attraverso la gnoseologia di Kant.
Poi seguono gli interventi propriamente teologici. Mons. Brunero Gherardini si attesta sull'equivoco primordiale di Rahner, il nesso “natura e grazia”, facendo vedere come quel naturalismo già prospettato dalla Nuovelle Théologie, in Rahner diventa più pericoloso in quanto facilmente diluisce la grazia nella natura e ogni dono diventa un'esigenza.
Padre Giovanni Cavalcoli, invece, mette in rilievo la radice teoretica del cristianesimo anonimo di Rahner. Chi è ateo in senso categoriale sarà sempre teista in senso trascendentale. In questo modo ogni uomo è già in grazia che lo sappia o no.
Padre Peter Damian M. Fehlner passa in rassegna gli enunciati di Rahner sulla Trinità, il cui trattato, con Rahner, riceve un assetto senz'altro nuovo: la Trinità immanente è la Trinità economica, quanto a dire: il Dio in sé é dato nel Dio per noi. Dio è sempre per noi fino al punto però di non riuscire a capire cosa possa significare tre ipostasi in una sola n atura.
Di qui si passa al mistero di Cristo, illuminato da padre Joaquín Ferrer Arellano e messo in relazione alla prospettiva escatologica di Rahner. Anche Cristo è “l'uomo per noi” che nel suo mistero salvifico ha già rivelato all'uomo il futuro. L'unica proposizione escatologica valida è che Dio ha già salvato l'uomo in Cristo. Ora, ci sarà più posto per gli stati escatologici?
Padre Alessando M. Apollonio rileva alcune divergenze di Rahner con la dottrina cattolica sul mistero di Maria, come ad esempio la sua diatriba sulla virginitas in partu.
Due teologi tedeschi poi si concentrano piuttosto su una critica strutturale alla teologia di Rahner, presentando di riflesso tre modelli teologici alternativi: il prof. Hans Christian Schmidbaur mette a confronto Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger con il metodo dal basso di Rahner e don Manfred Hauke presenta la critica a Rahner del Card. Leo Scheffczyk.
Infine, il libro si chiude con un saggio storico-ermeneutico di padre Paolo M. Siano che mette a confronto il pensiero di Rahner con quello massonico, non per dire che Rahner era massone ma per mostrare la contiguità dei due pensieri. Quel tanto invocato dialogo tra Chiesa e Loggia potrebbe attestarsi piuttosto su un pensiero estraneo al magistero perenne della Chiesa.
L'ideale che muove questo libro non è la critica finalizzata a se stessa ma solo un desiderio: edificare la Chiesa, corpo di Cristo, nella verità e nella carità, auspicando un ritorno ai grandi maestri, echi viventi di quel sapienziale quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est. Che è ciò che rimane.
Pubblicato un volume frutto di un convegno di studi tenutosi a Firenze
ROMA, venerdì, 24 aprile 2009 (ZENIT.org).- Un fattore determinante che si è imposto nel post-concilio è stato un devoto ossequio ad un pluralismo incontrollato ed inarrestabile, davanti al quale ci si è più volte inchinati senza però chiedersi della sua conformità alla verità.
Sembra che l'unica lettura possibile del Vaticano II sia quella di una supina accoglienza delle novità per il fatto che sono nuove a prescindere se sono vere e buone.
Un autore che in questo nuovo impasse si è segnalato notevolmente ed ha avuto larga risonanza è Karl Rahner, il quale, in modo sintomatico, pensava che «possono esistere molte teologie della mistica tra loro diverse e addirittura contraddittorie, senza che una tale diversità escluda in partenza che tutte queste teologie intendano parlare della stessa esperienza originaria» (Dio e Rivelazione, Paoline 1981, p. 259).
E così un sacro velo di rispettoso silenzio è stato più volte calato su queste teologie addirittura contraddittorie, perché in fondo – in una sintesi rahneriana –, rappresentavano la vera critica a quel tentativo di oggettivare l'inoggettivabile, di rendere formula dogmatica un'esperienza trascendentale inafferrabile e sempre al di là del limite, anche dell'errore, anche del magistero.
Finalmente si è avuta una rottura di questo ghiaccio raggelante con lo storico discorso di Benedetto XVI alla Curia Romana (dicembre 2005) in cui si ponevano le basi critiche per impostare rettamente quella diade di tradizione e innovazione, senza tradimenti o archeologismi.
Questo discorso fu anche la spinta ad organizzare, nel novembre del 2007, a Firenze, un convegno di studi critici sulla figura, l'opera e la recezione teologica di Karl Rahner. Scevri di ogni soggettiva antipatia e lungi dallo scenare un processo alle intenzioni, si è tentato unicamente – a livello scientifico, con dati alla mano – di capire donde promani quello “spirito del concilio” che si invoca come norma normante ogni scibile teologico e ogni articolo di fede.
Una delle sorgenti è stata ravvisata proprio nella filosofia e nella teologia di Karl Rahner. Il suo sistema di pensiero principia con il Geist in welt e approda in qualche modo al Grundkurs des Glaubens. Einführung in den Begriff des Christentums: dallo spirito come libertà alla riduzione del cristianesimo a concetto in un dipanarsi gnoseologico di tipo idealista-esistenzialista.
Dal privilegiare la trascendentalità come esperienza atematica e primordiale del soggetto che percepisce l'orrizonte infinito dell'essere, Dio, si arriva alla descrizione della fede come mero sviluppo del concetto del soggetto conoscente. Dio diventa un mezzo per l'uomo? Se Dio è subordinato all'uomo, la verità è subordinata al soggetto, ai tempi, alle mode.
Gli atti del convegno sono riuniti nel libro ora edito da Cantagalli dal titolo Karl Rahner un'analisi critica (Cantagalli, Siena 2009, pp. 319, euro 18,00), a cura di padre Serafino M. Lanzetta, che raccoglie gli interventi di teologi italiani e tedeschi.
Il libro è strutturato secondo una progressività filosofico-teologica con un contributo storico finale. L'introduzione di padre Lanzetta cerca di mettere in luce le problematiche emergenti da l pensiero rahneriano, riconducibili essenzialmente a due: 1) la contiguità tra natura e grazia letta in modo trascendentale che apre 2) al cristianesimo anonimo, ovvero alla presa in seria considerazione dell'ateismo e all'opzione morale fondamentale, tali da giustificare ogni alternativa, ogni nuova lettura religiosa e teologica e ogni applicazione morale, perché in fondo l'uomo coglie sempre Dio o piuttosto è colto da Dio nel suo porsi conoscitivo.
I primi due lavori riguardano il pensiero filosofico di Rahner: mons. Antonio Livi con la filosofia del “senso comune” mostra l'inadeguato approccio epistemologico di Rahner al dato di fede e don Ignazio Andereggen mette in luce i prodromi filosofici del pensiero teologico di Rahner, Hegel ed Heiddeger, passando attraverso la gnoseologia di Kant.
Poi seguono gli interventi propriamente teologici. Mons. Brunero Gherardini si attesta sull'equivoco primordiale di Rahner, il nesso “natura e grazia”, facendo vedere come quel naturalismo già prospettato dalla Nuovelle Théologie, in Rahner diventa più pericoloso in quanto facilmente diluisce la grazia nella natura e ogni dono diventa un'esigenza.
Padre Giovanni Cavalcoli, invece, mette in rilievo la radice teoretica del cristianesimo anonimo di Rahner. Chi è ateo in senso categoriale sarà sempre teista in senso trascendentale. In questo modo ogni uomo è già in grazia che lo sappia o no.
Padre Peter Damian M. Fehlner passa in rassegna gli enunciati di Rahner sulla Trinità, il cui trattato, con Rahner, riceve un assetto senz'altro nuovo: la Trinità immanente è la Trinità economica, quanto a dire: il Dio in sé é dato nel Dio per noi. Dio è sempre per noi fino al punto però di non riuscire a capire cosa possa significare tre ipostasi in una sola n atura.
Di qui si passa al mistero di Cristo, illuminato da padre Joaquín Ferrer Arellano e messo in relazione alla prospettiva escatologica di Rahner. Anche Cristo è “l'uomo per noi” che nel suo mistero salvifico ha già rivelato all'uomo il futuro. L'unica proposizione escatologica valida è che Dio ha già salvato l'uomo in Cristo. Ora, ci sarà più posto per gli stati escatologici?
Padre Alessando M. Apollonio rileva alcune divergenze di Rahner con la dottrina cattolica sul mistero di Maria, come ad esempio la sua diatriba sulla virginitas in partu.
Due teologi tedeschi poi si concentrano piuttosto su una critica strutturale alla teologia di Rahner, presentando di riflesso tre modelli teologici alternativi: il prof. Hans Christian Schmidbaur mette a confronto Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger con il metodo dal basso di Rahner e don Manfred Hauke presenta la critica a Rahner del Card. Leo Scheffczyk.
Infine, il libro si chiude con un saggio storico-ermeneutico di padre Paolo M. Siano che mette a confronto il pensiero di Rahner con quello massonico, non per dire che Rahner era massone ma per mostrare la contiguità dei due pensieri. Quel tanto invocato dialogo tra Chiesa e Loggia potrebbe attestarsi piuttosto su un pensiero estraneo al magistero perenne della Chiesa.
L'ideale che muove questo libro non è la critica finalizzata a se stessa ma solo un desiderio: edificare la Chiesa, corpo di Cristo, nella verità e nella carità, auspicando un ritorno ai grandi maestri, echi viventi di quel sapienziale quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est. Che è ciò che rimane.
Latin: Case Uses Lingua Latina 1-35
Nominative
subject Marcus Iuliam pulsat
Marcus strikes Julia.
predicate nominative Creta est insula magna.
Crete is a large island.
Genitive
possession Iulius est dominus servorum.
Julius is the master of the slaves.
partitive Provincia est pars imperii Romani.
The Province is a part of the Roman empire.
description Quintus is puer septem annorum.
Quintus is a boy of seven years.
objective timor mortis amor patriae
fear of death, love of country
purpose with causa (delectandi causa)
for the sake of delighting
value magni aestimat
he thinks it of great value
charge eum furti accusare
to charge him with theft
with verbs pudet, oblivisci, meminisse
Dative
indirect object Iulius Marco, filio suo, malum dat.
Julius gives an apple to Marcus, his son.
interest Spirare necesse est homini.
It is necessary for man to breathe.
possession Marco una soror est.
To Marcus there is one sister.
agent with gerundive (servo vaciendum est)
it must be done by the slave
with impersonal verbs Licet mihi ire. Libet mihi.
I am permitted to go. It pleases me.
with special verbs imperare, parere, credere, nocere, oboedire, persuadere,
invidere, parcere, appropinquare, placere, confidere,
< /span>ignoscere, resistere, minari, studere, prodesse, praeesse,
deesse, adesse, favere, nubered, plaudere
Accusative
direct object Marcus Iuliam pulsat
Marcus strikes Julia.
place to which Syra in cubiculum intrat.
Syra enters into the room.
indirect statement Medicus puerum dormire dicit.
A0 (acc + infinitive) The doctor says that the boy is sleeping.
with iubere, velle Te hic manere iubeo (volo).
I order (want) you to remain here.
extent Gladius duos pedes longus est.
The sword is two feet long.
duration Centum annos vivere ...
To live for one hundred years ...
exclamation O, discipulos20improbos!
Oh, wicked students!
with prepositions ad ante apud circum in
inter per post prope sub supra
Ablative
place where Iulia in cubiculo suo est.
Julia is in her room.
place from which Ab oppido ad villam it Iulius.
From town to his villa Julius goes.
separation Medus Tusculo Romam it.
Medus goes from Tusculum to Rome.
agent Lectica a servis portatur.
The sedan chair is carried by the slaves.
means, cause Lydia verbis Medi delectatur.
Lydia is delighted by the words of Medus.
instrument Iulius lectica vehitur.
Julius is carried by a litter.
price Hic anulus centum nummis constat.
This ring stands at one hundred coins.
manner Magna voce clamat.
He shouts in a loud voice
time when Illo tempore mense Decembri ...
At that time in the month December ...
absolute sole oriente
with the sun rising
degree of difference paulo levior
a little lighter (lighter by a little)
with carere cibo carere
to lack food
with uti, frui manu sua utitur, otio fruor
he uses his hand, I enjoy leisure
with opus est Quid opus est armis?
What need is there of arms?
comparison Marcus pigrior est Quinto.
Marcus is lazier than Quintus.
respect insula parva nomine Naxus
a small island, Naxus by name
description, quality tanta audacia sunt
they are of such great boldness
with prepositions a/ab cum e/ex in sine sub
Vocative
direct address Salve, domine!
Greetings, master!
Locative
place where Medus neque Romae neque Tusculi est.
(towns, cities, etc) Medus is neither in Rome nor in Tusculum.
subject Marcus Iuliam pulsat
Marcus strikes Julia.
predicate nominative Creta est insula magna.
Crete is a large island.
Genitive
possession Iulius est dominus servorum.
Julius is the master of the slaves.
partitive Provincia est pars imperii Romani.
The Province is a part of the Roman empire.
description Quintus is puer septem annorum.
Quintus is a boy of seven years.
objective timor mortis amor patriae
fear of death, love of country
purpose with causa (delectandi causa)
for the sake of delighting
value magni aestimat
he thinks it of great value
charge eum furti accusare
to charge him with theft
with verbs pudet, oblivisci, meminisse
Dative
indirect object Iulius Marco, filio suo, malum dat.
Julius gives an apple to Marcus, his son.
interest Spirare necesse est homini.
It is necessary for man to breathe.
possession Marco una soror est.
To Marcus there is one sister.
agent with gerundive (servo vaciendum est)
it must be done by the slave
with impersonal verbs Licet mihi ire. Libet mihi.
I am permitted to go. It pleases me.
with special verbs imperare, parere, credere, nocere, oboedire, persuadere,
invidere, parcere, appropinquare, placere, confidere,
< /span>ignoscere, resistere, minari, studere, prodesse, praeesse,
deesse, adesse, favere, nubered, plaudere
Accusative
direct object Marcus Iuliam pulsat
Marcus strikes Julia.
place to which Syra in cubiculum intrat.
Syra enters into the room.
indirect statement Medicus puerum dormire dicit.
A0 (acc + infinitive) The doctor says that the boy is sleeping.
with iubere, velle Te hic manere iubeo (volo).
I order (want) you to remain here.
extent Gladius duos pedes longus est.
The sword is two feet long.
duration Centum annos vivere ...
To live for one hundred years ...
exclamation O, discipulos20improbos!
Oh, wicked students!
with prepositions ad ante apud circum in
inter per post prope sub supra
Ablative
place where Iulia in cubiculo suo est.
Julia is in her room.
place from which Ab oppido ad villam it Iulius.
From town to his villa Julius goes.
separation Medus Tusculo Romam it.
Medus goes from Tusculum to Rome.
agent Lectica a servis portatur.
The sedan chair is carried by the slaves.
means, cause Lydia verbis Medi delectatur.
Lydia is delighted by the words of Medus.
instrument Iulius lectica vehitur.
Julius is carried by a litter.
price Hic anulus centum nummis constat.
This ring stands at one hundred coins.
manner Magna voce clamat.
He shouts in a loud voice
time when Illo tempore mense Decembri ...
At that time in the month December ...
absolute sole oriente
with the sun rising
degree of difference paulo levior
a little lighter (lighter by a little)
with carere cibo carere
to lack food
with uti, frui manu sua utitur, otio fruor
he uses his hand, I enjoy leisure
with opus est Quid opus est armis?
What need is there of arms?
comparison Marcus pigrior est Quinto.
Marcus is lazier than Quintus.
respect insula parva nomine Naxus
a small island, Naxus by name
description, quality tanta audacia sunt
they are of such great boldness
with prepositions a/ab cum e/ex in sine sub
Vocative
direct address Salve, domine!
Greetings, master!
Locative
place where Medus neque Romae neque Tusculi est.
(towns, cities, etc) Medus is neither in Rome nor in Tusculum.
Latin: Cum eo eo eo
Cum eo eo eo
I go there with him."
"eo" may be one of three things:
1. The masculine or neuter ablative singular of the demonstrative "is,ea, id."
2. An adverb meaning "thither" or "to that place."
3. The first person singular, present , indicative of the verb "eo, ire,ii, itum," meaning "I go."
Indeed they are, and were, easily confused! Is there any wonder that the Romance languages used 'vadere' and 'ille' rather than maintain use of 'ire' and 'is' ... ?
(classical Latin) is it -> ille vadit (vulgar Latin)
Italian: egli va
Spanish: el va
Portuguese: ele vai
French: il va
I go there with him."
"eo" may be one of three things:
1. The masculine or neuter ablative singular of the demonstrative "is,ea, id."
2. An adverb meaning "thither" or "to that place."
3. The first person singular, present , indicative of the verb "eo, ire,ii, itum," meaning "I go."
Indeed they are, and were, easily confused! Is there any wonder that the Romance languages used 'vadere' and 'ille' rather than maintain use of 'ire' and 'is' ... ?
(classical Latin) is it -> ille vadit (vulgar Latin)
Italian: egli va
Spanish: el va
Portuguese: ele vai
French: il va
Thursday, April 16, 2009
人権思想
「人間の顔を有するものは誰でもそれだけですでに人間たる「使命」と「真価」をもっているのだという「偏見」が出来上がり得た歴史的世界はもともと、ルネッサンスの「普遍的な」、しかしまた「恐るべき人間」にその源をもった単なる人間性の世界、今日おとろえつつあるその世界ではなくて、人間が自己および隣人に対する位置を神人キリストによって測ったキリスト教の世界である。およそヨーロッパ世界のホモー(Homo)をはじめて人間にする形象は、キリスト教徒が神の似すがたとしての自分自身についていだく表象によって根本的に規定されている。したがって、「我々すべて」が人間であるという命題は、キリスト教がストア学派と協同して作り出した人間性に局限される。単純な人間的存在に関するかような歴史的事情は、キリスト教が消滅するに至ってはじめて人間性も問題をふくんだものとなるということから、間接に見てとられる。」(K・レーヴィット、柴田治三郎訳、『ヘーゲルからニーチェへII』、岩波現代叢書、1967年、125頁)
Friday, April 10, 2009
I 10 comandamenti paradossali
The Paradoxical Commandments
Finding Personal Meaning In a Crazy World
by Dr. Kent M. Keith
1. People are illogical, unreasonable, and self-centered.Love them anyway.
2. If you do good, people will accuse you of selfish ulterior motives.Do good anyway.
3. If you are successful, you will win false friends and true enemies.Succeed anyway.
4. The good you do today will be forgotten tomorrow.Do good anyway.
5. Honesty and frankness make you vulnerable.Be honest and frank anyway.
6. The biggest men and women with the biggest ideas can be shot down by the smallest men and women with the smallest minds.Think big anyway.
7. People favor underdogs but follow only top dogs.Fight for a few underdogs anyway.
8. What you spend years building may be destroyed overnight.Build anyway.
9. People really need help but may attack you if you do help them.Help people anyway.
10 Give the world the best you have and you'll get kicked in the teeth.Give the world the best you have anyway.
逆説の十か条
1. 人は不合理で、わからず屋で、わがままな存在だ。
それでもなお、人を愛しなさい。
2. なにか良いことをすれば、隠された利己的な動機があるはずだと人に責められるだろう。
それでもなお、良いことをしなさい。
3. 成功すれば、うその友達と本物の敵を得ることになる。
それでもなお、成功しなさい。
4. 今日の善行は明日になれば忘れられてしまうだろう。
それでもなお、良いことをしなさい。
5. 正直で率直なあり方は、あなたを無防備ににするだろう。
それでもなお、正直で率直なあなたでいなさい。
6. 最大の考えをもった最も大きな男女は、最小の心をもった最も小さな男女によって撃ち落されるかも しれない。
それでもなお、大きな考えを持ちなさい。
7. 人は弱者をひいきにはするが、勝者の後ろにしかついていかない。
それでもなお、弱者のために戦いなさい。
8. 何年もかけて築いたものが、一夜にして崩れさるかもしれない。
それでもなお、築きあげなさい。
9. 人が本当に助けを必要としていても、実際に助けの手を差し伸べると 攻撃されるかもしれない。 それでもなお、人を助けなさい。
10. 世界のために最善を尽くしても、その見返りにひどい仕打ちを受けるかもしれない。
それでもなお、世界のために最善を尽くしなさい。
マザーテレサのコルカト(カルカッタ)にある「孤児の家」の壁に書いてあった言葉である。いかにもマザーテレサ好みの「究極の福音」であるような気のするメッセージである。
この言葉の作者はケント・M・キースという1949年生まれのアメリカ人。
「それでもなお人を愛しなさい -人生の意味を見つけるための逆説の10か条」(ケント・M・キース著 大内博訳 早川書房刊)その帯にはこう紹介されている。「変革を夢見た若者が60年代に記したメッセージは、口づてに広まり、世界中で愛される格言となった」 「マザーテレサも感動した世界最高の処世訓」
Finding Personal Meaning In a Crazy World
by Dr. Kent M. Keith
1. People are illogical, unreasonable, and self-centered.Love them anyway.
2. If you do good, people will accuse you of selfish ulterior motives.Do good anyway.
3. If you are successful, you will win false friends and true enemies.Succeed anyway.
4. The good you do today will be forgotten tomorrow.Do good anyway.
5. Honesty and frankness make you vulnerable.Be honest and frank anyway.
6. The biggest men and women with the biggest ideas can be shot down by the smallest men and women with the smallest minds.Think big anyway.
7. People favor underdogs but follow only top dogs.Fight for a few underdogs anyway.
8. What you spend years building may be destroyed overnight.Build anyway.
9. People really need help but may attack you if you do help them.Help people anyway.
10 Give the world the best you have and you'll get kicked in the teeth.Give the world the best you have anyway.
逆説の十か条
1. 人は不合理で、わからず屋で、わがままな存在だ。
それでもなお、人を愛しなさい。
2. なにか良いことをすれば、隠された利己的な動機があるはずだと人に責められるだろう。
それでもなお、良いことをしなさい。
3. 成功すれば、うその友達と本物の敵を得ることになる。
それでもなお、成功しなさい。
4. 今日の善行は明日になれば忘れられてしまうだろう。
それでもなお、良いことをしなさい。
5. 正直で率直なあり方は、あなたを無防備ににするだろう。
それでもなお、正直で率直なあなたでいなさい。
6. 最大の考えをもった最も大きな男女は、最小の心をもった最も小さな男女によって撃ち落されるかも しれない。
それでもなお、大きな考えを持ちなさい。
7. 人は弱者をひいきにはするが、勝者の後ろにしかついていかない。
それでもなお、弱者のために戦いなさい。
8. 何年もかけて築いたものが、一夜にして崩れさるかもしれない。
それでもなお、築きあげなさい。
9. 人が本当に助けを必要としていても、実際に助けの手を差し伸べると 攻撃されるかもしれない。 それでもなお、人を助けなさい。
10. 世界のために最善を尽くしても、その見返りにひどい仕打ちを受けるかもしれない。
それでもなお、世界のために最善を尽くしなさい。
マザーテレサのコルカト(カルカッタ)にある「孤児の家」の壁に書いてあった言葉である。いかにもマザーテレサ好みの「究極の福音」であるような気のするメッセージである。
この言葉の作者はケント・M・キースという1949年生まれのアメリカ人。
「それでもなお人を愛しなさい -人生の意味を見つけるための逆説の10か条」(ケント・M・キース著 大内博訳 早川書房刊)その帯にはこう紹介されている。「変革を夢見た若者が60年代に記したメッセージは、口づてに広まり、世界中で愛される格言となった」 「マザーテレサも感動した世界最高の処世訓」
Monday, April 06, 2009
南御堂 難波別院 4月
南御堂 難波別院
*--*--*--*--*--*--*
人間は自分の心に自分が縛られている
-仲野良俊-
*--*--*--*--*--*--*
桜の咲くこの季節は新入社員をよく見かける。 彼らの姿から、希望や不安で一杯であった頃の自分を思い出す。当時は、何をするにも周囲に相談し、助言にも熱心に耳を傾けていたように思う。 それがいつの間にか、自分の考え方や判断に疑問を持たなくなり、ついには、それに固執し守ろうと必死になっているようだ。その結果、我が意にそぐわないものは切り捨て、やがては自分が孤立していくことにもなる。拠り所としていた私の心が逆に私をがんじがらめにしていく。 そんな私に、それでいいのかと呼びかける声がある。この身の事実に気づかせていただく声に、しっかりと耳を傾けていきたいものだ。
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人間は自分の心に自分が縛られている
-仲野良俊-
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桜の咲くこの季節は新入社員をよく見かける。 彼らの姿から、希望や不安で一杯であった頃の自分を思い出す。当時は、何をするにも周囲に相談し、助言にも熱心に耳を傾けていたように思う。 それがいつの間にか、自分の考え方や判断に疑問を持たなくなり、ついには、それに固執し守ろうと必死になっているようだ。その結果、我が意にそぐわないものは切り捨て、やがては自分が孤立していくことにもなる。拠り所としていた私の心が逆に私をがんじがらめにしていく。 そんな私に、それでいいのかと呼びかける声がある。この身の事実に気づかせていただく声に、しっかりと耳を傾けていきたいものだ。
Friday, April 03, 2009
Auguri di Pasqua 2009
Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
“Cristo, mia speranza, è risorto
vi precede in Galilea”.
“La speranza vede nel seme che getti oggi nel solco la spiga che crescerà domani”. (don Mazzolari)
La Galilea per i discepoli era il luogo della vita quotidiana con tutti i suoi alti e bassi. E poi, come si deduce dal detto “Galilea della Genti” (Mt. 4:15) era il luogo dell’incontro-scontro tra culture diverse. Il luogo dove comincia la Missione.
Cristo è risorto: Buona Pasqua!
------------------------------------------------------
Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
"Yea, Christ my hope is arisen;
to Galilee he will go before you."
“Hope sees in the seed that you throw today into the earth, the harvest that will grow tomorrow” (P. Mazzolari)
Galilee for the disciples was the place of everyday life with all its highs and lows. And, as can be evinced from the saying "Galilee of the "Peoples" (Gentiles) (Mat. 4:15) , was also the place where many different cultures met and struggled. The starting point of universal Mission.
Christ is Risen: Happy Easter!
------------------------------------------
Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
「わが希望なるキリストはよみがえりたもうた。
ガリレアで汝らを待ちたもう。」
ヴィクティマエ・パスカリ・ラウデス “Victimae paschali laudes”(過越しのいけにえに賛美を)はカトリック教会の聖歌の一つ。中世に多く書かれたセクエンツィアの一つで、復活祭のミサのためのもの。ブルゴーニュ出身で神聖ローマ皇帝コンラート2世のシャプラン(宮廷付き聖歌隊長)であったヴィポ Wipo(活動 1020頃-1040頃)の作とされる。
「希望は、今日土に蒔かれる種の中に、明日芽生える穂をみる」(P. Mazzolari)
ガリラヤは弟子たちにとって、故郷であり、生活の場でした。わたしたちにとっても、復活したイエスとの出会いの場は、自分たちの生活の場の中でのことだと言えるのではないでしょうか? わたしたちは聖書を読み、聖書の中で復活したイエスに出会うのではありません。福音書は昔イエスという方がいたというだけでなく、今もわたしたちの現実の中でともにいてくださる、ということを伝えています。本当にそのイエスを感じること、そこにわたしたちの救いといのちと喜びの源があるのではないでしょうか。さらに、「異邦人のガリラヤ」(マタイ4・15)という言い方から分かるように、ガリラヤは異文化の出会い(ないし衝突)の場でもあった。福音宣教はそこから始まる。
ご復活おめでとうございます!
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
“Cristo, mia speranza, è risorto
vi precede in Galilea”.
“La speranza vede nel seme che getti oggi nel solco la spiga che crescerà domani”. (don Mazzolari)
La Galilea per i discepoli era il luogo della vita quotidiana con tutti i suoi alti e bassi. E poi, come si deduce dal detto “Galilea della Genti” (Mt. 4:15) era il luogo dell’incontro-scontro tra culture diverse. Il luogo dove comincia la Missione.
Cristo è risorto: Buona Pasqua!
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Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
"Yea, Christ my hope is arisen;
to Galilee he will go before you."
“Hope sees in the seed that you throw today into the earth, the harvest that will grow tomorrow” (P. Mazzolari)
Galilee for the disciples was the place of everyday life with all its highs and lows. And, as can be evinced from the saying "Galilee of the "Peoples" (Gentiles) (Mat. 4:15) , was also the place where many different cultures met and struggled. The starting point of universal Mission.
Christ is Risen: Happy Easter!
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Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam. (Victimae Paschali laudes)
「わが希望なるキリストはよみがえりたもうた。
ガリレアで汝らを待ちたもう。」
ヴィクティマエ・パスカリ・ラウデス “Victimae paschali laudes”(過越しのいけにえに賛美を)はカトリック教会の聖歌の一つ。中世に多く書かれたセクエンツィアの一つで、復活祭のミサのためのもの。ブルゴーニュ出身で神聖ローマ皇帝コンラート2世のシャプラン(宮廷付き聖歌隊長)であったヴィポ Wipo(活動 1020頃-1040頃)の作とされる。
「希望は、今日土に蒔かれる種の中に、明日芽生える穂をみる」(P. Mazzolari)
ガリラヤは弟子たちにとって、故郷であり、生活の場でした。わたしたちにとっても、復活したイエスとの出会いの場は、自分たちの生活の場の中でのことだと言えるのではないでしょうか? わたしたちは聖書を読み、聖書の中で復活したイエスに出会うのではありません。福音書は昔イエスという方がいたというだけでなく、今もわたしたちの現実の中でともにいてくださる、ということを伝えています。本当にそのイエスを感じること、そこにわたしたちの救いといのちと喜びの源があるのではないでしょうか。さらに、「異邦人のガリラヤ」(マタイ4・15)という言い方から分かるように、ガリラヤは異文化の出会い(ないし衝突)の場でもあった。福音宣教はそこから始まる。
ご復活おめでとうございます!
Saturday, March 28, 2009
カヤラン Orchidea giapponese


Thrixspermum japonicum カヤラン (榧蘭)
和名カヤラン属。日本にはjaponicumカヤラン、saruwatariiケイトウフウラン渓頭風蘭、fantasticumハガクレナガミラン葉隠長実蘭などが産する。 代表種 Thrixspermum japonicum (Miq.) Reichb. f.
カヤラン(Sarcochilus japonicus (Reichb. fil.) Miq.)は、単子葉植物ラン科カヤラン属の多年草で、小柄な着生植物である。樹木の幹や枝から垂れ下がるように生育し、気根で付着する。
界: 植物界 Plantae 門: 被子植物門 Magnoliophyta 綱: 単子葉植物綱 Liliopsida 目: ラン目 Orchidales 科: ラン科 Orchidaceae 属: カヤラン属 Sarcochilus 属: カヤラン S. japonicus
サルコキルス (Sarcochilus:サルコキルス)
略号 Sorco. 12種ほどが北、東オーストラリアに分布する着生ラン。属名はギリシア語のsarx肉、cheilos唇、しんべんが肉質であることから。 代表種 Sorco. fitzgeraldii
樹木にくっついて生活する植物を着生植物と言う。寄生植物と間違えられることもあるが、くっついている植物から栄養を吸収しているわけではないので、全く異なるものである。
日本原産の着生ランで、風通の良い湿った樹幹にぶら下がるように生育します。葉が左右二列に互生していて、イチイ科の榧(カヤノキ)の葉のように見えるのでカヤランと言います。小型で大きさも5~6cmです。花は黄色で大きさは5mmほどです。なお、葉は1年に一枚ずつ互生して生えるのだそうです。
漢字表記を茅蘭とか萱蘭としてあるものを見ますが、前述のような名前の由来からみるとやはり榧蘭とすべきではないかと思います。
Thrixspermum japonicum (Miq.) Rchb. f. 1878 : Japan Thrixspermum (synonym Sarcochilus japonicus)
カヤラン
日本では宮城県から九州まで分布する小型着生ランです。海外では中国大陸南部にあります。芽先は下へ根は上に伸び、逆立ちしてぶら下がるようにして木にくっついています。奈良県では湿り気の多い谷筋に比較的多く見られるランです。厚めの葉が左右に規則正しく並び名前の由来にもなっている榧(カヤ)の木の葉を思わせる姿をしています(名前の由来はカヤの木に良くくっついているからとの説もアリ)。小さい草姿ながら根をたくさん伸ばし、いかにも頑張って木にくっついている感じがします。細い花茎を数本垂らし、4月ごろ1花茎に花を数個咲かせます。小さい花ながらも丸みある黄色い花がかわいらしく、ころころした雰囲気。唇弁(リップ)は丸みある袋状で内側には赤褐色の虎縞模様が入りアクセントになっています。
栽培は、環境づくりが重要です。空気中湿度が高い環境で風通しもあるところが理想です。環境さえ合えばヘゴにくっつけても、杉皮につけても、庭木につけても、束ねたミズゴケにつけても良くできます。つけるときは芽先が下を向くようにします。鉢にミズゴケ植えもできますが根が加湿にならないように注意します。蒸れても乾燥しすぎても葉を落とし枯死してしまうので栽培はあまり簡単なほうではありませんが、相性の良い環境を見つけてあげれば手をかけなくても育っています。私のところでは、杉の皮にくっつけて、明るめでやや風通しよいところの地面近くにぶら下げています。学生の頃からずっとそのままですが頑張って育っています。冬はやや乾き気味にし、霜や乾風に当てないようにしましょう。
Thrixspermum is a genus of orchids, comprising around 100 species distributed from India to Southeast Asia and New Guinea. The genus is also present in several Pacific Islands and two species have been found in Australia. The type species is Thrixspermum centipedia. These orchids live in lowland tropical rainforests up to an altitude of 1,200 m.
Thrixspermum are small or medium-sized monopodial epiphyte orchids. They have a typical flattened raceme that bears flowers in either two distinct ranks or any direction. Flowers are fragrant and last 2 to 3 days.
The scientific name refers to the hair-like seeds.
Vascular plants with monopodial growth habits grow upward from a single point. They add leaves to the apex each year and the stem grows longer accordingly. The word Monopodial is derived from Greek "mono-", one and "podial", "foot", in reference to the fact that monopodial plants have a single trunk or stem.
Orchids with monopodial growth often produce copious aerial roots that often hang down in long drapes and have green chlorophyll underneath the grey root coverings which are used as additional photosynthetic organs. They do not have a rhizome or pseudobulbs so species adapted to dry periods have fleshy succulent leaves instead. Flowers generally come from the stem between the leaves. With some monopodial species, the stem (the rhizome) might fork into two, but for all monopodial orchids this is not necessary for continued growth, as opposed to orchids with sympodial growth.This is monopodial
Retrieved from "http://en.wikipedia.org/wiki/Monopodial"
An epiphyte is an organism that grows upon or attaches to a living plant.
和名カヤラン属。日本にはjaponicumカヤラン、saruwatariiケイトウフウラン渓頭風蘭、fantasticumハガクレナガミラン葉隠長実蘭などが産する。 代表種 Thrixspermum japonicum (Miq.) Reichb. f.
カヤラン(Sarcochilus japonicus (Reichb. fil.) Miq.)は、単子葉植物ラン科カヤラン属の多年草で、小柄な着生植物である。樹木の幹や枝から垂れ下がるように生育し、気根で付着する。
界: 植物界 Plantae 門: 被子植物門 Magnoliophyta 綱: 単子葉植物綱 Liliopsida 目: ラン目 Orchidales 科: ラン科 Orchidaceae 属: カヤラン属 Sarcochilus 属: カヤラン S. japonicus
サルコキルス (Sarcochilus:サルコキルス)
略号 Sorco. 12種ほどが北、東オーストラリアに分布する着生ラン。属名はギリシア語のsarx肉、cheilos唇、しんべんが肉質であることから。 代表種 Sorco. fitzgeraldii
樹木にくっついて生活する植物を着生植物と言う。寄生植物と間違えられることもあるが、くっついている植物から栄養を吸収しているわけではないので、全く異なるものである。
日本原産の着生ランで、風通の良い湿った樹幹にぶら下がるように生育します。葉が左右二列に互生していて、イチイ科の榧(カヤノキ)の葉のように見えるのでカヤランと言います。小型で大きさも5~6cmです。花は黄色で大きさは5mmほどです。なお、葉は1年に一枚ずつ互生して生えるのだそうです。
漢字表記を茅蘭とか萱蘭としてあるものを見ますが、前述のような名前の由来からみるとやはり榧蘭とすべきではないかと思います。
Thrixspermum japonicum (Miq.) Rchb. f. 1878 : Japan Thrixspermum (synonym Sarcochilus japonicus)
カヤラン
日本では宮城県から九州まで分布する小型着生ランです。海外では中国大陸南部にあります。芽先は下へ根は上に伸び、逆立ちしてぶら下がるようにして木にくっついています。奈良県では湿り気の多い谷筋に比較的多く見られるランです。厚めの葉が左右に規則正しく並び名前の由来にもなっている榧(カヤ)の木の葉を思わせる姿をしています(名前の由来はカヤの木に良くくっついているからとの説もアリ)。小さい草姿ながら根をたくさん伸ばし、いかにも頑張って木にくっついている感じがします。細い花茎を数本垂らし、4月ごろ1花茎に花を数個咲かせます。小さい花ながらも丸みある黄色い花がかわいらしく、ころころした雰囲気。唇弁(リップ)は丸みある袋状で内側には赤褐色の虎縞模様が入りアクセントになっています。
栽培は、環境づくりが重要です。空気中湿度が高い環境で風通しもあるところが理想です。環境さえ合えばヘゴにくっつけても、杉皮につけても、庭木につけても、束ねたミズゴケにつけても良くできます。つけるときは芽先が下を向くようにします。鉢にミズゴケ植えもできますが根が加湿にならないように注意します。蒸れても乾燥しすぎても葉を落とし枯死してしまうので栽培はあまり簡単なほうではありませんが、相性の良い環境を見つけてあげれば手をかけなくても育っています。私のところでは、杉の皮にくっつけて、明るめでやや風通しよいところの地面近くにぶら下げています。学生の頃からずっとそのままですが頑張って育っています。冬はやや乾き気味にし、霜や乾風に当てないようにしましょう。
Thrixspermum is a genus of orchids, comprising around 100 species distributed from India to Southeast Asia and New Guinea. The genus is also present in several Pacific Islands and two species have been found in Australia. The type species is Thrixspermum centipedia. These orchids live in lowland tropical rainforests up to an altitude of 1,200 m.
Thrixspermum are small or medium-sized monopodial epiphyte orchids. They have a typical flattened raceme that bears flowers in either two distinct ranks or any direction. Flowers are fragrant and last 2 to 3 days.
The scientific name refers to the hair-like seeds.
Vascular plants with monopodial growth habits grow upward from a single point. They add leaves to the apex each year and the stem grows longer accordingly. The word Monopodial is derived from Greek "mono-", one and "podial", "foot", in reference to the fact that monopodial plants have a single trunk or stem.
Orchids with monopodial growth often produce copious aerial roots that often hang down in long drapes and have green chlorophyll underneath the grey root coverings which are used as additional photosynthetic organs. They do not have a rhizome or pseudobulbs so species adapted to dry periods have fleshy succulent leaves instead. Flowers generally come from the stem between the leaves. With some monopodial species, the stem (the rhizome) might fork into two, but for all monopodial orchids this is not necessary for continued growth, as opposed to orchids with sympodial growth.This is monopodial
Retrieved from "http://en.wikipedia.org/wiki/Monopodial"
An epiphyte is an organism that grows upon or attaches to a living plant.
Thursday, March 26, 2009
変わった花

学名:Solanum mammosum
英名:fox face
別名:ツノナス(角茄子)
花期:夏
果実の付け根に角のような突起があるので,ツノナス(角茄子)とも呼びます。外国人はこれを「狐の顔」というか狐の頭に見立てたのでしょう。 原産地は熱帯アメリカでもともとは低木ですが,日本では冬を越せないので一年草として扱われます。近代生け花などの花材として使われたりします。花屋さんで売られているときには葉や余分な枝は取り除いてあるので,水も必要でなく,そのまま空の花瓶に放り込んでおけば 2 ヶ月くらいは楽に観賞できます。
Solanum mammosum Albero dei capezzoli
Arbusto alto fino a 120 cm, con fiori a grappolo, frutto di forma conica con lobi, di colore giallo oro a maturazione, lunghi circa 5-6 cm. Originario dell'America tropicale. Cresce in ogni tipo di terreno, da quelli sabbiosi a quelli argillosi. Non tollera terreni con cattivo drenaggio. Si semina tutto l'anno, eccetto i mesi di calura estiva. E’ sufficiente cospargere appena i semi di terriccio e mantenere umido ma senza esagerare.La pianta è utilizzata per scopi ornamentali, in parte a causa della somiglianza dei frutti ad un seno. E’ usato nel folclore popolare per attrarre la fortuna, a Taiwan si utilizza come un'offerta religiosa.Prima dell’invenzione del sapone il succo era comunemente usato nei villaggi come un detersivo per lavare i vestiti. La pianta inoltre ha alcune proprietà medicinali: acaricida, fungicida, piaghe dei seni.Il Solanum mammosum per la forma del frutto che, è tossico, è conosciuto con moltissimi altri nomi, praticamente un nome diverso in ogni paese:Nipple Fruit, Titty Fruit, Cow's Udder, Apple of Sodom, Morelle Mammée, le fruit aux tétons, Pig face, Uierplant, Appel van Sodom, Love apple, Susumber, Tit fruit, Turkey berry, Tétons de jeune fille, Berenjena de gallina, Berenjena de teta, Tetilla, peito-de-moça, juá-bravo, jurubeba-do-pará, peito de moça, Chucho de vaca, Tinta uma, cocona venenosa, Tintuma, Tinctona, Resalgal, Tintonilla, Cocoán y Chuf-cha, Manzana de amor, Kuheuterpflanze, Nippelfrucht, frutto delle tette, albero dei capezzoli
Solanum mammosum is commonly known as Nipplefruit, Titty Fruit, Cow's Udder, or, ambiguously, "apple of Sodom"[1]. It is an annual to perennial plant in the Solanaceae family, part of the Solanum or nightshade genus, and a relative of the tomato and potato.
Monday, March 16, 2009
身体、精神、霊 Physical・Psychological・Spiritual
『パンセ』を読む http://www.kojintekina.com/pascal/pascal793.html
793
身体から精神への無限の距離は、精神から愛への無限大に無限な距離を表徴する。なぜなら、愛は超自然であるから。
——
この世の偉大のあらゆる光輝は、精神の探求にたずさわる人々には光彩を失う。
——
精神的な人々の偉大は、王や富者や将軍やすべて肉において偉大な人々には見えない。
——
神から来るのでなければ無に等しい知恵の偉大は、肉的な人々にも精神的な人々にも見えない。これらは類をことにする三つの秩序である。
——
偉大な天才たちは、彼らの威力、彼らの光輝、彼らの偉大、彼らの勝利、彼らの光彩を持ち、肉的な偉大を少しも必要としない。彼らの偉大は、肉的な偉大と何の関係もない。彼らは目では見えないが、精神で見える。それで十分なのだ。
——
アルキメデス(1)は、この世の光輝はなくても、同じように尊敬されたであろう。彼は目に見える戦争はしなかった。だが、すべての精神的な人々に、彼の発明を提供した。ああ、彼は精神的な人々に対していかに光輝を放ったことか。
——
イエス・キりストは、財産もなく、学問の対外的な業績もなく、その清浄な秩序のなかにおられる。彼は発明も授けず、支配もしなかった。だが、謙虚で忍耐づよく、清浄で、神に対しては清く、悪魔に対しては恐るべく、少しの罪もなかった。ああ、知恵を見る心情の目を持つ人々にとって、彼はいかに偉大な壮麗とすばらしい豪華とをもって来臨されたことであろう。
——
アルキメデスにとっては、その幾何学の書物のなかで王公のようにふるまうことは、よし彼が王公(2) であったとしても、無用であったろう。
——
われわれの主イエス・キリストにとっても、その清浄な世界において照り輝くために、王として来臨することは無用であったであろう。だが、彼は彼の秩序にふさわしい光輝をもって、そこに来られたのだ。
——
イエス・キリストの卑賤を、彼が来臨して現そうとされた偉大と同じ秩序のものであるかのように考えて、つまづくのは、笑うべきことである。この偉大を、彼の生涯、彼の苦難、彼の微賎、彼の死、弟子たちの選定、彼らからの置き去り、彼のひそかな復活などのうちに見るがよい。人はそれがいかに偉大であるかを知り、そこにありもしない卑賤をつまずきの種にするようなことはあるまい。
——
しかし、世には肉的な偉大にのみ感心して、精神的な偉大などはないかのように思っている人々があり、また精神的な偉大にのみ感心して、知恵のうちにさらに無限に高いものはないかのように、思っている人々がある。——あらゆる物体、すなわち大空、大地、その王国などは、精神の最も小さいものにもおよばない。なぜなら、精神はそれらのすべてと自身とを認識するが、物体は何も認識しないからである。
——
あらゆる物体の総和も、あらゆる精神の総和も、またそれらすべての業績も、愛の最も小さい動作にもおよばない。これは無限に高い秩序に属するものである。
——
あらゆる物体の総和からも、小さな思考を発生させることはできない。それは不可能であり、ほかの秩序に属するものである。あらゆる物体と精神とから、人は真の愛の一動作をも引き出すことはできない。それは不可能であり、ほかの超自然的な秩序に属するものである。
(1)(紀元前287-212)。シラクサに生まれた幾何学者・物理学者。「アルキメデスの原理」をはじめとして多くの発明発見をしたが、ローマ軍がシラクサを占領したとき、殺害された。
(2)アルキメデスは王族であったと、プルタルコスは言っているけれども、キケロは彼を素性の知れない人であったししるしている。
http://www.kojintekina.com/pascal/pascal793.html
793
身体から精神への無限の距離は、精神から愛への無限大に無限な距離を表徴する。なぜなら、愛は超自然であるから。
——
この世の偉大のあらゆる光輝は、精神の探求にたずさわる人々には光彩を失う。
——
精神的な人々の偉大は、王や富者や将軍やすべて肉において偉大な人々には見えない。
——
神から来るのでなければ無に等しい知恵の偉大は、肉的な人々にも精神的な人々にも見えない。これらは類をことにする三つの秩序である。
——
偉大な天才たちは、彼らの威力、彼らの光輝、彼らの偉大、彼らの勝利、彼らの光彩を持ち、肉的な偉大を少しも必要としない。彼らの偉大は、肉的な偉大と何の関係もない。彼らは目では見えないが、精神で見える。それで十分なのだ。
——
アルキメデス(1)は、この世の光輝はなくても、同じように尊敬されたであろう。彼は目に見える戦争はしなかった。だが、すべての精神的な人々に、彼の発明を提供した。ああ、彼は精神的な人々に対していかに光輝を放ったことか。
——
イエス・キりストは、財産もなく、学問の対外的な業績もなく、その清浄な秩序のなかにおられる。彼は発明も授けず、支配もしなかった。だが、謙虚で忍耐づよく、清浄で、神に対しては清く、悪魔に対しては恐るべく、少しの罪もなかった。ああ、知恵を見る心情の目を持つ人々にとって、彼はいかに偉大な壮麗とすばらしい豪華とをもって来臨されたことであろう。
——
アルキメデスにとっては、その幾何学の書物のなかで王公のようにふるまうことは、よし彼が王公(2) であったとしても、無用であったろう。
——
われわれの主イエス・キリストにとっても、その清浄な世界において照り輝くために、王として来臨することは無用であったであろう。だが、彼は彼の秩序にふさわしい光輝をもって、そこに来られたのだ。
——
イエス・キリストの卑賤を、彼が来臨して現そうとされた偉大と同じ秩序のものであるかのように考えて、つまづくのは、笑うべきことである。この偉大を、彼の生涯、彼の苦難、彼の微賎、彼の死、弟子たちの選定、彼らからの置き去り、彼のひそかな復活などのうちに見るがよい。人はそれがいかに偉大であるかを知り、そこにありもしない卑賤をつまずきの種にするようなことはあるまい。
——
しかし、世には肉的な偉大にのみ感心して、精神的な偉大などはないかのように思っている人々があり、また精神的な偉大にのみ感心して、知恵のうちにさらに無限に高いものはないかのように、思っている人々がある。——あらゆる物体、すなわち大空、大地、その王国などは、精神の最も小さいものにもおよばない。なぜなら、精神はそれらのすべてと自身とを認識するが、物体は何も認識しないからである。
——
あらゆる物体の総和も、あらゆる精神の総和も、またそれらすべての業績も、愛の最も小さい動作にもおよばない。これは無限に高い秩序に属するものである。
——
あらゆる物体の総和からも、小さな思考を発生させることはできない。それは不可能であり、ほかの秩序に属するものである。あらゆる物体と精神とから、人は真の愛の一動作をも引き出すことはできない。それは不可能であり、ほかの超自然的な秩序に属するものである。
(1)(紀元前287-212)。シラクサに生まれた幾何学者・物理学者。「アルキメデスの原理」をはじめとして多くの発明発見をしたが、ローマ軍がシラクサを占領したとき、殺害された。
(2)アルキメデスは王族であったと、プルタルコスは言っているけれども、キケロは彼を素性の知れない人であったししるしている。
http://www.kojintekina.com/pascal/pascal793.html
Friday, March 13, 2009
Meccanismo del caprio espiatorio
A volte si ha l'impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo, almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.
Benedetto XVI
Benedetto XVI
Friday, February 27, 2009
Global Warming
La verita' scomoda sul riscaldamento globale
di Luigi Mariani*
ROMA, giovedì, 26 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Ho visto di recente il film "una verità scomoda" di Gore. Premesso che non ho alcuna competenza nel settore dei documentari cinematografici, il mio giudizio a caldo è che Gore è un attore nato e che il documentario ha un ritmo narrativo tale da renderlo assai coinvolgente.
Un misto di American graffiti e di elogio dell’eroe romantico, condito da un afflato morale che richiama più volte alla responsabilità collettiva del genere umano e adotta slogan di grande presa come “collisione fra civiltà ; e Terra”, “permettere che si verifichi l’aumento della CO2 è profondamente immorale”, “liberiamoci dei gas serra”.
Una vera testimonianza di fede nella teoria dell’Antropogenic Global Warming (teoria del riscaldamento globale di origine antropica o teoria AGW) la quale sostiene che i gas serra sono il fattore chiave per la variabilità del clima e che l’aumento della temperature registrato negli ultimi 150 anni (dopo l’uscita dalla Piccola Era Glaciale) è causato dalle emissioni umane di anidride carbonica.
Preciso che esiste un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite (l’International Panel on Climatic Change - IPCC) composto di scienziati e rappresentanti dei governi che sostiene la veridicità di tale teoria, basandosi da un l ato su ricostruzioni dei climi del passato e dall’altro su previsioni fino a 100 anni effettuate con modelli matematici (i Global Climate Models – GCM) e preciso anche che questa non è l’unica teoria scientifica sulla piazza (Shaviv, 2005).
Ciò detto, penso che i contenuti del documentario possano essere analizzati utilizzando come chiave di lettura le tre tecniche di verità aristoteliche (Wollf, 1995) che sono logica, dialettica e retorica. La logica (in questo caso la scienza) è il procedimento razionale che, partendo da premesse vere trae conclusioni vere attraverso dimostrazioni, la dialettica dal canto suo mira alla verità partendo dal conflitto fra idee diverse ed infine la retorica è l’arte di convincere un uditorio di un’idea.
La mia valutazione circa il tasso di presenza delle tre tecniche nel film di Davis Guggenheim è la seguente: 10% di scienza, 0% di dialettica e 90% di retorica. In soldoni dunque un’ottima fiction di genere propagandistico.
Il basso quoziente di scienza discende dal fatto che il documentario di Gore è stato montato da persone che sanno troppo poco di climatologia.
Si noti poi quante volte Gore batta sul tasto dell'etica, mentre i portatori di idee diverse dalle sue sono in sostanza dei "poco di buono" (di volta in volta definiti come “scettici” oppure come “servi ben pagati dei petrolieri”).
Da ciò il fatto che il confronto delle idee (dialettica) sia del tutto assente.
La retorica viene invece sparsa a piene mani, giungendo addirittura a porre al centro della scena con finalità empatiche una serie di vicende private (e come non sentirsi emotivamente coinvolti dalle vicende umane del figlio o della sorella di Gore o ancora dalle sue disavv enture elettorali?).
E visto che sul piano retorico non potrei mai e poi mai spuntarla con un simile campione, mi proverò a sottoporre a critica alcune affermazioni di Gore basandomi su lavori scientifici recenti. Criteri di giudizio scientifico.
1. Nel documentario viene ad un certo punto proposto un cartone animato. Su di esso avanzo anzitutto il sospetto che il gelato non si sciolga per il Global warming ma per il ben più massiccio fenomeno dell’Urban warming (Mariani, 2008). Nell’animazione si vedono inoltre gas serra che intrappolano i raggi di sole mentre il sistema non funziona affatto così (Mihre, 1998). Gore dice poi che occorre “liberarci dei perfidi gas serra” mentre non dice in alcun modo che senza effetto serra il pianeta non sarebbe abitabile e senza CO2 non ci sarebbe la vita (Hetherington e Raven, 2005).
2. In tema di ghiacciai il regresso dei ghiacci sul Kilimangiaro ha avuto in realtà inizio nel 1880 (Kaser et al., 2004) mentre per quanto riguarda le calotte artiche ed i ghiacciai alpini e appenninici una contrazione più forte di quella attuale si è registrata fra 7500 e 5500 anni fa (optimum climatico postglaciale) e 1000 anni fa (optimum climatico medievale) (Giraudi, 2005)
3. Gore sostiene che l’ondata di calore del 2003 è frutto del Global Warming. Chase et al. (2006) dimostrano invece che nel peri odo 1979-2006 tali fenomeni si sono ripetuti con frequenza immutata nell’emisfero nord. Quel che fece la differenza furono i caratteri dell’area Europea.
4. Gore, parlando dell’uragano Katrina dice che siamo di fronte ad un aumento di distruttività degli uragani. Le statistiche USA per il periodo 1900-2005 indicano una sostanziale assenza di trend (Pielke et al., 2008).
5. Gore cita come senza precedenti i 930 mm di pioggia caduti in 24 ore a Bombay. E’ falso poiché episodi più rilevanti sono segnalati in bibliografia anche in anni remoti (Cati, 1981).
6. Estinzione degli orsi polari: si tenga conto che questi animali sono sopravvissuti a fasi più calde dell’attuale (il periodo caldo di 125.000 anni fa, l’optimum postglaciale e quello medievale).
7. Il contenimento della malaria è legato alle politiche sanitarie e di bonifica, senza le quali sarebbe oggi presente pure in Europa, ove fu endemica fino all’800 (Lamb, 1966; Reiter, 2008).
8. Il livello degli oceani è salito di 1 mm l’anno dall’inizio del ‘900 fino al 1951. Dal 1951 al 1980 è sceso di 1 mm l’anno e dal 1980 sta salendo di nuovo di 1 mm l’anno (Morner et al., 2004; Morner, 2007). Da qui a sommergere isole o nazioni ce ne passa.
9. l’aumento di inondazioni, siccità e tempeste paventato da Gore è incoerente rispetto a lla riduzione del gradiente termico polo-equatore previsto dai GCM (Mariani, 2008).
10. il riscaldamento globale si è interrotto nel 1998 e per ritrovare dati di temperatura globale simuli a quelli del 2008 bisogna tornare al 1996. Come si concilia ciò con le previsioni dei GCM?
Concludo rilevando che la leggerezza con cui Gore naviga fra dati contraddittori è impressionante.
E sì che a un certo punto afferma di aver fatto centinaia di interventi in tutto il mondo per propagandare le sue idee. Possibile che nessuno l’abbia mai posto di fronte agli elementi di dubbio che ho sopra illustrato?
Penso che se avesse passato almeno parte del suo preziosissimo tempo a leggere letteratura scientifica forse avrebbe presentato le cose in modo meno irrealistico.
* Docente di Agrometereologia all’Università di Milano, già presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia ed attuale vicepresidente della stessa, ha al proprio attivo oltre 100 pubblicazioni scientifiche e divulgative in merito.
-----------
BIBLIOGRAFIA
Cati L., 1981. Idrografia e idrologia del Po, Poligrafico dello Stato, Roma, 310 pagine.
Hetherington A.M., Raven J.A., 2005. The biology of carbon dioxide, Current Biology Vol 15 n. 11, 406-410.
Giraudi, C. 2005. Middle to Late Holocene glacial variations, periglacial processes and alluvial sedimentation on the higher Apennine massifs (Italy). Quaternary Research 64: 176-184.
IPCC, 2007. Fourth Assessm ent Report (AR4). Climate Change 2007 [disponibile in rete al sito http://www.ipcc.ch/]
Kaser G., Hardy D.R., Olg T., Bradley R. S., Hyera T.M. , 2004. Modern glacier retreat on Kilimanjaro as evidence of climate change: observations and facts, International Journal of Climatology.
Le Roy Ladurie E., 2004. Histoire humaine et comparée du climat. I. Canicules et glaciers (XIIIe-XVIIIe siècles), Fayard.
Lamb H.H., 1966. The changing climate, Methuen, London, 236 pp.
Lindzen R.S., Giannitsis C., 2002. Reconciling observations of global temperature change Geophysical Research Letters, vol. 29, NO. 0, 10.1029/2001GL014074, 2002.
Mariani L., 2006. Clima ed agricoltura in Europa e nel bacino del Mediterraneo dalla fine dell’ultima glaciazione, Rivista di storia dell’agricoltura, anno XLVI, n.2, 3-42.
Mariani L., 2008. Note scientifiche per un discorso sul clima, Edizioni IF – Ateneo Regina Apostolurum, Roma, 126 pagine.
Morner N., Tooley M., Possnert G., 2004. New perspectives for the future of the Maldives, Global and Planetary Change 40 (2004) 177–182.
Morner N.A., 2007. Claim that sea level is rising is a total fraud, EIR, 22 June, 2007 (http://www.mitosyfraudes.org/Calen7/MornerEng.html)
Myhre, G., E.J. Highwood, K.P. Shine, and F. Stordal, 1998: New es timates of radiative forcing due to well mixed greenhouse gases. Geophys. Res. Lett., 25, 2715-2718.
Pielke R.A., Adegoke J.O., Chase T.N., Marshall C.H., Matsui T., Niyogi D., 2007. A new paradigm for assessing the role of agriculture in the climate system and in climate change, Agricultural and Forest Meteorology 142 (2007), 234–254.
Reiter P., 2008. Global warming and malaria: knowing the horse before hitching the cart, Malaria Journal, MalariaJournal 2008, 7(Suppl 1), (http://www.malariajournal.com/content/7/S1/S3).
Shaviv, N.J., 2005. On climate response to changes in the cosmic ray flux and radiative budget. J. Geophys. Res. 110,A08105
Tiezzi E., 2008. Un incontro con Al Gore, in Liberi di prevedere il domani, Atti del primo Congresso Epap, 25-36.
Törnqvist T.E.,González J.L., Newsom L.A., van der Borg K., de Jong A.F.M. Kurnik C.W., 2004. DecipheringHolocene sea-level history on the U.S. Gulf Coast: A high-resolution record from the Mississippi Delta, GeologicalSociety of America Bulletin; July/August 2004; v. 116; no. 7/8; p. 1026–1039
Wolff F., 1995. Trois techniques de verite dans la Grèce classique, Aristote et l'argumentation, Hermes, 15, 41-71.8
di Luigi Mariani*
ROMA, giovedì, 26 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Ho visto di recente il film "una verità scomoda" di Gore. Premesso che non ho alcuna competenza nel settore dei documentari cinematografici, il mio giudizio a caldo è che Gore è un attore nato e che il documentario ha un ritmo narrativo tale da renderlo assai coinvolgente.
Un misto di American graffiti e di elogio dell’eroe romantico, condito da un afflato morale che richiama più volte alla responsabilità collettiva del genere umano e adotta slogan di grande presa come “collisione fra civiltà ; e Terra”, “permettere che si verifichi l’aumento della CO2 è profondamente immorale”, “liberiamoci dei gas serra”.
Una vera testimonianza di fede nella teoria dell’Antropogenic Global Warming (teoria del riscaldamento globale di origine antropica o teoria AGW) la quale sostiene che i gas serra sono il fattore chiave per la variabilità del clima e che l’aumento della temperature registrato negli ultimi 150 anni (dopo l’uscita dalla Piccola Era Glaciale) è causato dalle emissioni umane di anidride carbonica.
Preciso che esiste un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite (l’International Panel on Climatic Change - IPCC) composto di scienziati e rappresentanti dei governi che sostiene la veridicità di tale teoria, basandosi da un l ato su ricostruzioni dei climi del passato e dall’altro su previsioni fino a 100 anni effettuate con modelli matematici (i Global Climate Models – GCM) e preciso anche che questa non è l’unica teoria scientifica sulla piazza (Shaviv, 2005).
Ciò detto, penso che i contenuti del documentario possano essere analizzati utilizzando come chiave di lettura le tre tecniche di verità aristoteliche (Wollf, 1995) che sono logica, dialettica e retorica. La logica (in questo caso la scienza) è il procedimento razionale che, partendo da premesse vere trae conclusioni vere attraverso dimostrazioni, la dialettica dal canto suo mira alla verità partendo dal conflitto fra idee diverse ed infine la retorica è l’arte di convincere un uditorio di un’idea.
La mia valutazione circa il tasso di presenza delle tre tecniche nel film di Davis Guggenheim è la seguente: 10% di scienza, 0% di dialettica e 90% di retorica. In soldoni dunque un’ottima fiction di genere propagandistico.
Il basso quoziente di scienza discende dal fatto che il documentario di Gore è stato montato da persone che sanno troppo poco di climatologia.
Si noti poi quante volte Gore batta sul tasto dell'etica, mentre i portatori di idee diverse dalle sue sono in sostanza dei "poco di buono" (di volta in volta definiti come “scettici” oppure come “servi ben pagati dei petrolieri”).
Da ciò il fatto che il confronto delle idee (dialettica) sia del tutto assente.
La retorica viene invece sparsa a piene mani, giungendo addirittura a porre al centro della scena con finalità empatiche una serie di vicende private (e come non sentirsi emotivamente coinvolti dalle vicende umane del figlio o della sorella di Gore o ancora dalle sue disavv enture elettorali?).
E visto che sul piano retorico non potrei mai e poi mai spuntarla con un simile campione, mi proverò a sottoporre a critica alcune affermazioni di Gore basandomi su lavori scientifici recenti. Criteri di giudizio scientifico.
1. Nel documentario viene ad un certo punto proposto un cartone animato. Su di esso avanzo anzitutto il sospetto che il gelato non si sciolga per il Global warming ma per il ben più massiccio fenomeno dell’Urban warming (Mariani, 2008). Nell’animazione si vedono inoltre gas serra che intrappolano i raggi di sole mentre il sistema non funziona affatto così (Mihre, 1998). Gore dice poi che occorre “liberarci dei perfidi gas serra” mentre non dice in alcun modo che senza effetto serra il pianeta non sarebbe abitabile e senza CO2 non ci sarebbe la vita (Hetherington e Raven, 2005).
2. In tema di ghiacciai il regresso dei ghiacci sul Kilimangiaro ha avuto in realtà inizio nel 1880 (Kaser et al., 2004) mentre per quanto riguarda le calotte artiche ed i ghiacciai alpini e appenninici una contrazione più forte di quella attuale si è registrata fra 7500 e 5500 anni fa (optimum climatico postglaciale) e 1000 anni fa (optimum climatico medievale) (Giraudi, 2005)
3. Gore sostiene che l’ondata di calore del 2003 è frutto del Global Warming. Chase et al. (2006) dimostrano invece che nel peri odo 1979-2006 tali fenomeni si sono ripetuti con frequenza immutata nell’emisfero nord. Quel che fece la differenza furono i caratteri dell’area Europea.
4. Gore, parlando dell’uragano Katrina dice che siamo di fronte ad un aumento di distruttività degli uragani. Le statistiche USA per il periodo 1900-2005 indicano una sostanziale assenza di trend (Pielke et al., 2008).
5. Gore cita come senza precedenti i 930 mm di pioggia caduti in 24 ore a Bombay. E’ falso poiché episodi più rilevanti sono segnalati in bibliografia anche in anni remoti (Cati, 1981).
6. Estinzione degli orsi polari: si tenga conto che questi animali sono sopravvissuti a fasi più calde dell’attuale (il periodo caldo di 125.000 anni fa, l’optimum postglaciale e quello medievale).
7. Il contenimento della malaria è legato alle politiche sanitarie e di bonifica, senza le quali sarebbe oggi presente pure in Europa, ove fu endemica fino all’800 (Lamb, 1966; Reiter, 2008).
8. Il livello degli oceani è salito di 1 mm l’anno dall’inizio del ‘900 fino al 1951. Dal 1951 al 1980 è sceso di 1 mm l’anno e dal 1980 sta salendo di nuovo di 1 mm l’anno (Morner et al., 2004; Morner, 2007). Da qui a sommergere isole o nazioni ce ne passa.
9. l’aumento di inondazioni, siccità e tempeste paventato da Gore è incoerente rispetto a lla riduzione del gradiente termico polo-equatore previsto dai GCM (Mariani, 2008).
10. il riscaldamento globale si è interrotto nel 1998 e per ritrovare dati di temperatura globale simuli a quelli del 2008 bisogna tornare al 1996. Come si concilia ciò con le previsioni dei GCM?
Concludo rilevando che la leggerezza con cui Gore naviga fra dati contraddittori è impressionante.
E sì che a un certo punto afferma di aver fatto centinaia di interventi in tutto il mondo per propagandare le sue idee. Possibile che nessuno l’abbia mai posto di fronte agli elementi di dubbio che ho sopra illustrato?
Penso che se avesse passato almeno parte del suo preziosissimo tempo a leggere letteratura scientifica forse avrebbe presentato le cose in modo meno irrealistico.
* Docente di Agrometereologia all’Università di Milano, già presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia ed attuale vicepresidente della stessa, ha al proprio attivo oltre 100 pubblicazioni scientifiche e divulgative in merito.
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BIBLIOGRAFIA
Cati L., 1981. Idrografia e idrologia del Po, Poligrafico dello Stato, Roma, 310 pagine.
Hetherington A.M., Raven J.A., 2005. The biology of carbon dioxide, Current Biology Vol 15 n. 11, 406-410.
Giraudi, C. 2005. Middle to Late Holocene glacial variations, periglacial processes and alluvial sedimentation on the higher Apennine massifs (Italy). Quaternary Research 64: 176-184.
IPCC, 2007. Fourth Assessm ent Report (AR4). Climate Change 2007 [disponibile in rete al sito http://www.ipcc.ch/]
Kaser G., Hardy D.R., Olg T., Bradley R. S., Hyera T.M. , 2004. Modern glacier retreat on Kilimanjaro as evidence of climate change: observations and facts, International Journal of Climatology.
Le Roy Ladurie E., 2004. Histoire humaine et comparée du climat. I. Canicules et glaciers (XIIIe-XVIIIe siècles), Fayard.
Lamb H.H., 1966. The changing climate, Methuen, London, 236 pp.
Lindzen R.S., Giannitsis C., 2002. Reconciling observations of global temperature change Geophysical Research Letters, vol. 29, NO. 0, 10.1029/2001GL014074, 2002.
Mariani L., 2006. Clima ed agricoltura in Europa e nel bacino del Mediterraneo dalla fine dell’ultima glaciazione, Rivista di storia dell’agricoltura, anno XLVI, n.2, 3-42.
Mariani L., 2008. Note scientifiche per un discorso sul clima, Edizioni IF – Ateneo Regina Apostolurum, Roma, 126 pagine.
Morner N., Tooley M., Possnert G., 2004. New perspectives for the future of the Maldives, Global and Planetary Change 40 (2004) 177–182.
Morner N.A., 2007. Claim that sea level is rising is a total fraud, EIR, 22 June, 2007 (http://www.mitosyfraudes.org/Calen7/MornerEng.html)
Myhre, G., E.J. Highwood, K.P. Shine, and F. Stordal, 1998: New es timates of radiative forcing due to well mixed greenhouse gases. Geophys. Res. Lett., 25, 2715-2718.
Pielke R.A., Adegoke J.O., Chase T.N., Marshall C.H., Matsui T., Niyogi D., 2007. A new paradigm for assessing the role of agriculture in the climate system and in climate change, Agricultural and Forest Meteorology 142 (2007), 234–254.
Reiter P., 2008. Global warming and malaria: knowing the horse before hitching the cart, Malaria Journal, MalariaJournal 2008, 7(Suppl 1), (http://www.malariajournal.com/content/7/S1/S3).
Shaviv, N.J., 2005. On climate response to changes in the cosmic ray flux and radiative budget. J. Geophys. Res. 110,A08105
Tiezzi E., 2008. Un incontro con Al Gore, in Liberi di prevedere il domani, Atti del primo Congresso Epap, 25-36.
Törnqvist T.E.,González J.L., Newsom L.A., van der Borg K., de Jong A.F.M. Kurnik C.W., 2004. DecipheringHolocene sea-level history on the U.S. Gulf Coast: A high-resolution record from the Mississippi Delta, GeologicalSociety of America Bulletin; July/August 2004; v. 116; no. 7/8; p. 1026–1039
Wolff F., 1995. Trois techniques de verite dans la Grèce classique, Aristote et l'argumentation, Hermes, 15, 41-71.8
Tre tecniche di verita' aristoteliche
Ciò detto, penso che i contenuti del documentario possano essere analizzati utilizzando come chiave di lettura le tre tecniche di verità aristoteliche (Wollf, 1995) che sono logica, dialettica e retorica. La logica (in questo caso la scienza) è il procedimento razionale che, partendo da premesse vere trae conclusioni vere attraverso dimostrazioni, la dialettica dal canto suo mira alla verità partendo dal conflitto fra idee diverse ed infine la retorica è l’arte di convincere un uditorio di un’idea.
La mia valutazione circa il tasso di presenza delle tre tecniche nel film di Davis Guggenheim è la seguente: 10% di scienza, 0% di dialettica e 90% di retorica. In soldoni dunque un’ottima fiction di genere propagandistico.
Wolff F., 1995. Trois techniques de verite dans la Grèce classique, Aristote et l'argumentation, Hermes, 15, 41-71.8
La mia valutazione circa il tasso di presenza delle tre tecniche nel film di Davis Guggenheim è la seguente: 10% di scienza, 0% di dialettica e 90% di retorica. In soldoni dunque un’ottima fiction di genere propagandistico.
Wolff F., 1995. Trois techniques de verite dans la Grèce classique, Aristote et l'argumentation, Hermes, 15, 41-71.8
Friday, February 20, 2009
Il "dio ignoto" dei giapponesi
「何事のおはしますをば知らねどもかたじけなさの涙こぼるる」
(『西行法師家集』)
西行が伊勢神宮にお参りした時詠まれた歌で、特定の宗教をもたなかった西行が、ここにどのような神様が祭られているか知らないけれど、そのかたじけなさに思わず頭をたれ拝せざるを得ない、それほど伊勢神宮はありがたいところである、
おわ・す おはす 【▽御▽座す】
(動サ変)(1)「ある」「いる」の尊敬語。おいでになる。いらっしゃる。おありになる。
Il "dio ignoto" dei giapponesi
NANIGOTO no OWASHIMASU wo ba SHIRANEDOMO KATAJIKENASA no NAMIDA KOBORURU
"Non so cosa (chi) sia, ma mi struggo in lacrime di gratitudine"
Versi di Saigyo (1118-1190) bonzo e poeta, si dice composti quando e' passato davanti al tempio shintoista di Ise.
(『西行法師家集』)
西行が伊勢神宮にお参りした時詠まれた歌で、特定の宗教をもたなかった西行が、ここにどのような神様が祭られているか知らないけれど、そのかたじけなさに思わず頭をたれ拝せざるを得ない、それほど伊勢神宮はありがたいところである、
おわ・す おはす 【▽御▽座す】
(動サ変)(1)「ある」「いる」の尊敬語。おいでになる。いらっしゃる。おありになる。
Il "dio ignoto" dei giapponesi
NANIGOTO no OWASHIMASU wo ba SHIRANEDOMO KATAJIKENASA no NAMIDA KOBORURU
"Non so cosa (chi) sia, ma mi struggo in lacrime di gratitudine"
Versi di Saigyo (1118-1190) bonzo e poeta, si dice composti quando e' passato davanti al tempio shintoista di Ise.
Friday, February 13, 2009
Slaves in medieval Japan Schiavi in Giappone
雑兵たちの戦場 --------------------------------------------------------------------------------
中世の傭兵と奴隷狩り 書名:雑兵たちの戦場 著者:藤木久志 発行:1995年11月1日 第1刷発行 出版社:朝日新聞社 ISBN:4-02-256894-1 価格:2400円(本体2330円) 備考:
◎解説
飢餓と戦争があいついだ日本の戦国時代、英雄たちの戦場は、人と物の掠奪で満ちていた。戦場に繰り広げられる、雑兵たちの奴隷狩り--まともに耕しても食えない人々にとって、戦場は数少ない稼ぎ場だった。口減らしの戦争、掠奪の立ち向かう戦場の村の必死の営み。やがて、天下統一によって、戦場が閉ざされると、人々はアジアの戦場へ、城郭都市の普請場へ殺到した。「雑兵たちの戦場」に立つと、意外な戦国社会像が見えてくる。
中世の傭兵と奴隷狩り 書名:雑兵たちの戦場 著者:藤木久志 発行:1995年11月1日 第1刷発行 出版社:朝日新聞社 ISBN:4-02-256894-1 価格:2400円(本体2330円) 備考:
◎解説
飢餓と戦争があいついだ日本の戦国時代、英雄たちの戦場は、人と物の掠奪で満ちていた。戦場に繰り広げられる、雑兵たちの奴隷狩り--まともに耕しても食えない人々にとって、戦場は数少ない稼ぎ場だった。口減らしの戦争、掠奪の立ち向かう戦場の村の必死の営み。やがて、天下統一によって、戦場が閉ざされると、人々はアジアの戦場へ、城郭都市の普請場へ殺到した。「雑兵たちの戦場」に立つと、意外な戦国社会像が見えてくる。
Thursday, February 12, 2009
Violenza e Verita'
C’est une étrange et longue guerre que celle où la violence essaie d’opprimer la vérité. Tous les efforts de la violence ne peuvent affaiblir la vérité, et ne servent qu’à la relever davantage. Toutes les lumières de la vérité ne peuvent rien pour arrêter la violence, et ne font que l’irriter encore plus. Quand la force combat la force, la plus puissante détruit la moindre; quand l’on oppose les discours aux discours, ceux qui sont véritables et convaincants confondent et dissipent ceux qui n’ont que la vanité et le mensonge: mais la violence et la vérité ne peuvent rien l’une sur l’autre. Qu’on ne prétende pas de là néanmoins que les choses soient égales: car il y a cette extrême différence, que la violence n’a qu’un cours borné par l’ordre de Dieu, qui en conduit les effets à la gloire de la vérité qu’elle attaque, au lieu que la vérité subsiste éternellement, et triomphe en fin de ses ennemis; parce qu’elle est éternelle et puissante comme Dieu même [2].
What a long and strange war it is where violence tries to crush truth! Hard as it may struggle, violence cannot weaken truth, and its efforts only make truth stand out more clearly. Truth, however brightly it may shine, can do nothing to stop violence, and its light only irritates violence even more. When might is ranged against might, the stronger defeats the weaker. When discourse is ranged against discourse, what is true and convincing confounds and dissipates what is based only on vanity and lies. But violence and truth can do nothing, the one against the other. Nevertheless, don’t be fooled by that into thinking that they are at the same level as each other. For there is this extreme difference between them: that violence only has a course marked out for it by God’s command, such that its effects redound to the glory of the truth which it is attacking, while truth subsists eternally, and triumphs in the end over its enemies. Because it is as eternal and powerful as God himself.
[2] Pascal, Douzième lettre provinciale. Achever Clausewitz (Carnets Nord, Paris 2007), Preface (p.7 unmarked)
「暴力が真理をつぶそうとする戦争は、長くて変わった戦闘である。暴力がいかに力をかけても真理を弱めることができない。むしろ、真理をよりはっきりと際立たせるだけである。真理はいかに輝くものであっても、暴力をとめるために何もできない。むしろ、その光は暴力をますます怒らせるのである。力ずくは力ずくと闘う場合は、最も強い方が弱い方を屈服させる。異なる主張は対決する場合、真理と説得力に基づいた方がウソと見栄に基づいた方を当惑させ、消えさせる。ところが、暴力と真理は互いに何もできない。それにも関わらず、だまされるな、両者は同じレベルにあると思わないでください。両者の間に極まりない相違がある。暴力には神によって定められた道程に従うことのみゆるされる。行き着くところは、攻めようとしている真理の栄光をはね返らせることである。他方、真理は永遠に消えることなく、最終的に敵に打ち勝つのである。なぜなら、真理は神自身と同じように永遠で力強いものだからである。」(B・パスカル、『プロヴァンシアルの手紙』12番、私訳)
What a long and strange war it is where violence tries to crush truth! Hard as it may struggle, violence cannot weaken truth, and its efforts only make truth stand out more clearly. Truth, however brightly it may shine, can do nothing to stop violence, and its light only irritates violence even more. When might is ranged against might, the stronger defeats the weaker. When discourse is ranged against discourse, what is true and convincing confounds and dissipates what is based only on vanity and lies. But violence and truth can do nothing, the one against the other. Nevertheless, don’t be fooled by that into thinking that they are at the same level as each other. For there is this extreme difference between them: that violence only has a course marked out for it by God’s command, such that its effects redound to the glory of the truth which it is attacking, while truth subsists eternally, and triumphs in the end over its enemies. Because it is as eternal and powerful as God himself.
[2] Pascal, Douzième lettre provinciale. Achever Clausewitz (Carnets Nord, Paris 2007), Preface (p.7 unmarked)
「暴力が真理をつぶそうとする戦争は、長くて変わった戦闘である。暴力がいかに力をかけても真理を弱めることができない。むしろ、真理をよりはっきりと際立たせるだけである。真理はいかに輝くものであっても、暴力をとめるために何もできない。むしろ、その光は暴力をますます怒らせるのである。力ずくは力ずくと闘う場合は、最も強い方が弱い方を屈服させる。異なる主張は対決する場合、真理と説得力に基づいた方がウソと見栄に基づいた方を当惑させ、消えさせる。ところが、暴力と真理は互いに何もできない。それにも関わらず、だまされるな、両者は同じレベルにあると思わないでください。両者の間に極まりない相違がある。暴力には神によって定められた道程に従うことのみゆるされる。行き着くところは、攻めようとしている真理の栄光をはね返らせることである。他方、真理は永遠に消えることなく、最終的に敵に打ち勝つのである。なぜなら、真理は神自身と同じように永遠で力強いものだからである。」(B・パスカル、『プロヴァンシアルの手紙』12番、私訳)
Monday, February 02, 2009
Ambiente ed Evoluzione Lamark e Darwin
L’effetto dell’ambiente sull’evoluzione
di Carlo Bellieni*
ROMA, domenica, 1° febbraio 2009 (ZENIT.org).- Il numero di febbraio 2009 di National Geographic dedica una monografia a Charles Darwin, nel bicentenario della nascita: mostra i progressi che dopo Lamarck e Darwin il pensiero sulla mutazione della vita sulla terra - che nessuno dei due scienziati aveva ancora battezzato “evoluzione” - ha avuto nei secoli.
L’idea portante del pensiero di Darwin nacque dalla constatazione delle somiglianze e delle differenze tra le specie di animali – tartarughe, struzzi - nei Paesi del sud America da lui visitati con la nave Beagle; ciò lo portò a supporre che le diverse specie fossero scat urite non da creazioni separate, ma da una “trasmutazione” (così la chiamava) dovuta ad un influsso di ambienti diversi. Ma fu leggendo i lavori sulla crisi dovuta alla presunta sovrappopolazione scritti dal contemporaneo Thomas Malthus che Darwin trasse l’idea che questa “trasmutazione” fosse dovuta ad una lotta per la sopravvivenza del più adatto, in cui l’ambiente non aveva un ruolo di indurre la “trasmutazione”, ma di selezionare i soggetti che avevano la “trasmutazione” più adatta per vivere in esso. Erano idee innovative, ma che hanno parzialmente fatto il loro tempo. Intanto perché Darwin ancora sapeva poco di genetica. Matt Ridley sul National Geographic conclude l’articolo suddetto scrivendo che “le idee di Darwin sul meccanismo dell’ereditarietà erano sbagliate e confuse” perché pensava che le caratteristiche individuali fossero il ri sultato della mistura di quelle dei genitori, non rendendosi conto che invece fossero sì una mistura, ma delle caratteristiche di generazioni e generazioni precedenti, come invece capì “l’umile frate Gregor Mendel, padre della genetica moderna”.
Ma la genetica, spiega la biologa Mary Esteller sulla rivista Lancet del dicembre 2008, oggi ci fa fare un passo avanti. Se gli studi di Mendel aggiungevano ai dati di Darwin l’importanza della trasmissione e della selezione non solo dei caratteri dominanti, ma anche di quelli recessivi, e se Watson e Crick mostravano sessant’anni fa che questi caratteri son pezzetti di un lungo filamento di basi che si chiama DNA che passano di padre in figlio, oggi sappiamo che possiamo ereditare non solo caratteri congeniti, cioè presenti nel DNA al momento del concepimento, ma anche caratteri acquisiti per via dell’influsso ambientale sul DNA durante la vita. E questo ha un peso rilevante per i motivi che a breve vedremo.
Si tratta di una nuova branca della biologia detta epigenetica, che tratta dell’influsso dell’ambiente sul patrimonio genetico. Mary Esteller scrive: “Noi non siamo i nostri geni. I geni sono solo una parte della vicenda. Non possiamo prendercela solo coi geni per il nostro comportamento o per la nostra suscettibilità alle malattie”. E continua spiegando che questo si vede bene nei gemelli monozigoti che svilupperanno malattie genetiche in epoche diverse pur avendo lo stesso corredo di DNA, e anche dal fatto che “uno dei risultati più sorprendenti della comparazione dei genomi di varie specie animali è quanto simili essi siano. Il genoma del topo non differisce molto da quello dell’uomo. Come possiamo allora spiegare le differenze?”.
Susannah Vermuza sulla rivista Genome del 2003 spiega che “la ricerca mostra con evidenza che in natura avviene l’eredità di caratteristiche acquisite” ed Eva Jablonka insieme a Marion J. Lamb nel volume Evolution in Four Dimentions (MIT Press, 2005) spiegano che questa ereditarietà dei caratteri acquisiti avviene per via di azioni epigenetiche, cioè non per mutazioni del DNA, ma per un silenziamento di alcuni geni indotto dall’ambiente, che agisce tramite l’azione di gruppi metilici e di istoni - rispettivamente molecole semplici e proteine - sul DNA. Questo rende ragione anche del perché le tante cellule dell’organismo, tutte con un DNA uguale, si comportano in modo diverso - e sono realmente diverse -: proprio perché in ognuna, pur avendo gli stessi geni, solo alcuni di questi possono parlare, ogni cellula esprimendo solo alcuni dei tanti geni che possiede. E questo spiega anche perché nonostante i due animali abbiano DNA molto simili, il topo abbia un aspetto molto diverso dallo scimpanzé: gli stessi geni sono presenti in entrambi gli animali, ma le cellule del topo ne usano alcuni, quelle dello scimpanzé altri.
Sul Sunday Times del luglio 2008, Steve Jones, professore di genetica all’University College di Londra spiegava così: “C’è sempre maggiore evidenza che fattori ambientali come la dieta o lo stress possono influenzare l’organismo ed essere trasmessi alla prole senza mutazioni del DNA”, ma mutandone l’espressione dei geni (oltretutto questo mette anche in allarme sulle proprie abitudini di vita e alimentari, che possono portare alterazioni dell’espressione del DNA trasmissibili ai figli). Michael Skinner, direttore del Center for Reproductive Biology alla Washington State University descrisse su Science del 2005 che esponendo topi ad un particolare insetticida, si provocava una diminuzione degli spermatozoi e contemporaneamente un silenziamento di parti del DNA per l’azione dei suddetti gruppi metilici; ma soprattutto mostrò che l’effetto di questo contatto con la sostanza tossica avvenuta in una generazione, durava per almeno quattro generazioni successive.
Appare allora evidente l’effetto dell’ambiente sull’evoluzione, non più solo come selezionatore di mutazioni avvenute per caso, ma anche come induttore di cambiamenti genetici ereditabili. Eva Jablonka e Marion J. Lamb spiegano che “Ogni singola mutazione è casuale, ma la risposta del genoma – l’aumentata velocità di mutazione – può essere adattativa, cioè influenzata dall’ambiente”. Questo rende ragione della sopravvivenza di individui a cambiamenti ambientali bruschi e violenti ma anche improvvisi. Insomma, spiegano che “alcune mutazioni ereditarie sono dovute a istruzione più che a selezione”.
Perché è importante dal punto di vista intellettuale questa nuova pagina della moderna biologia? Perché è rilevante umanamente riscontrare che l’ambiente non è solo un selezionatore ma anche un induttore di cambiamenti ereditabili? Il famoso chimico Enzo Tiezzi, nel suo “Steps Towards an Evolutionary Physics” (WIT Press 2006), scrive che “l’avventura dell’evoluzione biologica è segnata da eventi-possibilità e eventi-scelta. E’ un’avventura stocastica, dal greco stokazomai, che significa, mirare con la freccia al centro del bersaglio”. Infatti le frecce arrivano in ordine sparso sul bersaglio, ma tutte protese verso il centro da parte dell’arciere. E continua “Il sistema combina la possibilità con la selezione. (…) Gli ecosistemi si evolvono stocasticamente per co-evoluzione e auto-organizzazione&rdquo ;, in cui l’ambiente ha la funzione di catalizzatore e organizzatore. Questo ci aiuta a rispondere alle domande che abbiamo posto prima: perché l’ereditarietà epigenetica è importante culturalmente? Perché mostra che l’evoluzione non è cieca.
La teoria sull’evoluzione è stata partorita da teorie nate a contatto del pensiero malthusiano, secondo cui il mondo è una continua e cieca lotta per la sopravvivenza tra cambiamenti casuali; ed è nata non a caso nell’epoca Vittoriana, in cui l’Impero inglese cercava le basi filosofiche e scientifiche del suo diritto a conquistare e governare il mondo di cui doveva dimostrare di essere il frutto migliore e più adatto; l’evoluzione mostra invece oggi il suo “volto umano”: un’armonica copresenza di tanti fattori, tutti cooperanti fra loro per evitare il disordine. Si mettono finalmente in discussione lot ta e violenza come motori del mondo. Ci si domanda infatti se è sopravvissuto più agevolmente il più violento o invece il più capace di generare solidarietà, e dunque di far gruppo, stando attento ai più deboli della specie.
E’ un passo avanti importante; ma molto c’è ancora da scoprire in questo percorso di ricerca e conoscenza, che ha come nemico il fideismo cieco di chi crede ancora che tutta la realtà sia una casuale lotta, in cui “casualità” e “lotta” finiscono per diventare termini assoluti ed essere quasi divinizzati e, di conseguenza, trasformarsi in termini ideologici.
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*Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro Vita.
di Carlo Bellieni*
ROMA, domenica, 1° febbraio 2009 (ZENIT.org).- Il numero di febbraio 2009 di National Geographic dedica una monografia a Charles Darwin, nel bicentenario della nascita: mostra i progressi che dopo Lamarck e Darwin il pensiero sulla mutazione della vita sulla terra - che nessuno dei due scienziati aveva ancora battezzato “evoluzione” - ha avuto nei secoli.
L’idea portante del pensiero di Darwin nacque dalla constatazione delle somiglianze e delle differenze tra le specie di animali – tartarughe, struzzi - nei Paesi del sud America da lui visitati con la nave Beagle; ciò lo portò a supporre che le diverse specie fossero scat urite non da creazioni separate, ma da una “trasmutazione” (così la chiamava) dovuta ad un influsso di ambienti diversi. Ma fu leggendo i lavori sulla crisi dovuta alla presunta sovrappopolazione scritti dal contemporaneo Thomas Malthus che Darwin trasse l’idea che questa “trasmutazione” fosse dovuta ad una lotta per la sopravvivenza del più adatto, in cui l’ambiente non aveva un ruolo di indurre la “trasmutazione”, ma di selezionare i soggetti che avevano la “trasmutazione” più adatta per vivere in esso. Erano idee innovative, ma che hanno parzialmente fatto il loro tempo. Intanto perché Darwin ancora sapeva poco di genetica. Matt Ridley sul National Geographic conclude l’articolo suddetto scrivendo che “le idee di Darwin sul meccanismo dell’ereditarietà erano sbagliate e confuse” perché pensava che le caratteristiche individuali fossero il ri sultato della mistura di quelle dei genitori, non rendendosi conto che invece fossero sì una mistura, ma delle caratteristiche di generazioni e generazioni precedenti, come invece capì “l’umile frate Gregor Mendel, padre della genetica moderna”.
Ma la genetica, spiega la biologa Mary Esteller sulla rivista Lancet del dicembre 2008, oggi ci fa fare un passo avanti. Se gli studi di Mendel aggiungevano ai dati di Darwin l’importanza della trasmissione e della selezione non solo dei caratteri dominanti, ma anche di quelli recessivi, e se Watson e Crick mostravano sessant’anni fa che questi caratteri son pezzetti di un lungo filamento di basi che si chiama DNA che passano di padre in figlio, oggi sappiamo che possiamo ereditare non solo caratteri congeniti, cioè presenti nel DNA al momento del concepimento, ma anche caratteri acquisiti per via dell’influsso ambientale sul DNA durante la vita. E questo ha un peso rilevante per i motivi che a breve vedremo.
Si tratta di una nuova branca della biologia detta epigenetica, che tratta dell’influsso dell’ambiente sul patrimonio genetico. Mary Esteller scrive: “Noi non siamo i nostri geni. I geni sono solo una parte della vicenda. Non possiamo prendercela solo coi geni per il nostro comportamento o per la nostra suscettibilità alle malattie”. E continua spiegando che questo si vede bene nei gemelli monozigoti che svilupperanno malattie genetiche in epoche diverse pur avendo lo stesso corredo di DNA, e anche dal fatto che “uno dei risultati più sorprendenti della comparazione dei genomi di varie specie animali è quanto simili essi siano. Il genoma del topo non differisce molto da quello dell’uomo. Come possiamo allora spiegare le differenze?”.
Susannah Vermuza sulla rivista Genome del 2003 spiega che “la ricerca mostra con evidenza che in natura avviene l’eredità di caratteristiche acquisite” ed Eva Jablonka insieme a Marion J. Lamb nel volume Evolution in Four Dimentions (MIT Press, 2005) spiegano che questa ereditarietà dei caratteri acquisiti avviene per via di azioni epigenetiche, cioè non per mutazioni del DNA, ma per un silenziamento di alcuni geni indotto dall’ambiente, che agisce tramite l’azione di gruppi metilici e di istoni - rispettivamente molecole semplici e proteine - sul DNA. Questo rende ragione anche del perché le tante cellule dell’organismo, tutte con un DNA uguale, si comportano in modo diverso - e sono realmente diverse -: proprio perché in ognuna, pur avendo gli stessi geni, solo alcuni di questi possono parlare, ogni cellula esprimendo solo alcuni dei tanti geni che possiede. E questo spiega anche perché nonostante i due animali abbiano DNA molto simili, il topo abbia un aspetto molto diverso dallo scimpanzé: gli stessi geni sono presenti in entrambi gli animali, ma le cellule del topo ne usano alcuni, quelle dello scimpanzé altri.
Sul Sunday Times del luglio 2008, Steve Jones, professore di genetica all’University College di Londra spiegava così: “C’è sempre maggiore evidenza che fattori ambientali come la dieta o lo stress possono influenzare l’organismo ed essere trasmessi alla prole senza mutazioni del DNA”, ma mutandone l’espressione dei geni (oltretutto questo mette anche in allarme sulle proprie abitudini di vita e alimentari, che possono portare alterazioni dell’espressione del DNA trasmissibili ai figli). Michael Skinner, direttore del Center for Reproductive Biology alla Washington State University descrisse su Science del 2005 che esponendo topi ad un particolare insetticida, si provocava una diminuzione degli spermatozoi e contemporaneamente un silenziamento di parti del DNA per l’azione dei suddetti gruppi metilici; ma soprattutto mostrò che l’effetto di questo contatto con la sostanza tossica avvenuta in una generazione, durava per almeno quattro generazioni successive.
Appare allora evidente l’effetto dell’ambiente sull’evoluzione, non più solo come selezionatore di mutazioni avvenute per caso, ma anche come induttore di cambiamenti genetici ereditabili. Eva Jablonka e Marion J. Lamb spiegano che “Ogni singola mutazione è casuale, ma la risposta del genoma – l’aumentata velocità di mutazione – può essere adattativa, cioè influenzata dall’ambiente”. Questo rende ragione della sopravvivenza di individui a cambiamenti ambientali bruschi e violenti ma anche improvvisi. Insomma, spiegano che “alcune mutazioni ereditarie sono dovute a istruzione più che a selezione”.
Perché è importante dal punto di vista intellettuale questa nuova pagina della moderna biologia? Perché è rilevante umanamente riscontrare che l’ambiente non è solo un selezionatore ma anche un induttore di cambiamenti ereditabili? Il famoso chimico Enzo Tiezzi, nel suo “Steps Towards an Evolutionary Physics” (WIT Press 2006), scrive che “l’avventura dell’evoluzione biologica è segnata da eventi-possibilità e eventi-scelta. E’ un’avventura stocastica, dal greco stokazomai, che significa, mirare con la freccia al centro del bersaglio”. Infatti le frecce arrivano in ordine sparso sul bersaglio, ma tutte protese verso il centro da parte dell’arciere. E continua “Il sistema combina la possibilità con la selezione. (…) Gli ecosistemi si evolvono stocasticamente per co-evoluzione e auto-organizzazione&rdquo ;, in cui l’ambiente ha la funzione di catalizzatore e organizzatore. Questo ci aiuta a rispondere alle domande che abbiamo posto prima: perché l’ereditarietà epigenetica è importante culturalmente? Perché mostra che l’evoluzione non è cieca.
La teoria sull’evoluzione è stata partorita da teorie nate a contatto del pensiero malthusiano, secondo cui il mondo è una continua e cieca lotta per la sopravvivenza tra cambiamenti casuali; ed è nata non a caso nell’epoca Vittoriana, in cui l’Impero inglese cercava le basi filosofiche e scientifiche del suo diritto a conquistare e governare il mondo di cui doveva dimostrare di essere il frutto migliore e più adatto; l’evoluzione mostra invece oggi il suo “volto umano”: un’armonica copresenza di tanti fattori, tutti cooperanti fra loro per evitare il disordine. Si mettono finalmente in discussione lot ta e violenza come motori del mondo. Ci si domanda infatti se è sopravvissuto più agevolmente il più violento o invece il più capace di generare solidarietà, e dunque di far gruppo, stando attento ai più deboli della specie.
E’ un passo avanti importante; ma molto c’è ancora da scoprire in questo percorso di ricerca e conoscenza, che ha come nemico il fideismo cieco di chi crede ancora che tutta la realtà sia una casuale lotta, in cui “casualità” e “lotta” finiscono per diventare termini assoluti ed essere quasi divinizzati e, di conseguenza, trasformarsi in termini ideologici.
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*Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro Vita.
Saturday, January 31, 2009
ご聖体 言われなければ全く実感がない
L'orbita della terra attorno al sole è di 940 milioni di km.ci impiega 365 giorni e 6 ore... cioè 8766 ore.la velocità è circa 107.232 km/h.Un'ora è composta da 3600 secondi... si arriva alla velocità di 29,78 km al secondo.
La terra orbita in senso antiorario attorno al sole alla velocita media di 107.000 Km. orari. La terra ruota sempre antiorario attorno al proprio asse alla velocita'di circa 1668 km.orari all'equatore.
Le volocità di rotazione sono: velocità angolare = 15 ° l'ora, velocità lineare diversa a seconda della distanza del punto a cui ci riferiamo dall'asse di rotazione (circa 1700 km/h all'equatore, 0 km/h ai poli).
地球の公転
地球が太陽のまわりを1年かけて公転していることも知っていますね。
私たちが暮らしている地球は太陽の周りを1年かけて1周(公転)しています。地球の公転の速度はなんと秒速30キロ! 時速に直すと10万8000キロものスピードです。地球はジェット機よりもはるかに速いスピードで決められた道(軌道)の上を動いているのです。
地球の自転
よく知られているように、地球は自分自身で1日に1回転しています。地球の赤道一周が約4万キロですから、40000÷24=1667km/h
赤道付近では、1667km/h となります。
そして、すごい速さで周っている地球から雲を見ると、どうして・・・あんなにゆっくりと動いて見えるのですか?
全く実感がない。
ご聖体も言われなければ全く実感がない
Visus, tactus, gustus in te fallitur,
Sed auditu solo tuto creditur.
Credo quidquid dixit Dei Filius;
Nil hoc verbo veritátis verius.
La terra orbita in senso antiorario attorno al sole alla velocita media di 107.000 Km. orari. La terra ruota sempre antiorario attorno al proprio asse alla velocita'di circa 1668 km.orari all'equatore.
Le volocità di rotazione sono: velocità angolare = 15 ° l'ora, velocità lineare diversa a seconda della distanza del punto a cui ci riferiamo dall'asse di rotazione (circa 1700 km/h all'equatore, 0 km/h ai poli).
地球の公転
地球が太陽のまわりを1年かけて公転していることも知っていますね。
私たちが暮らしている地球は太陽の周りを1年かけて1周(公転)しています。地球の公転の速度はなんと秒速30キロ! 時速に直すと10万8000キロものスピードです。地球はジェット機よりもはるかに速いスピードで決められた道(軌道)の上を動いているのです。
地球の自転
よく知られているように、地球は自分自身で1日に1回転しています。地球の赤道一周が約4万キロですから、40000÷24=1667km/h
赤道付近では、1667km/h となります。
そして、すごい速さで周っている地球から雲を見ると、どうして・・・あんなにゆっくりと動いて見えるのですか?
全く実感がない。
ご聖体も言われなければ全く実感がない
Visus, tactus, gustus in te fallitur,
Sed auditu solo tuto creditur.
Credo quidquid dixit Dei Filius;
Nil hoc verbo veritátis verius.
Friday, January 30, 2009
Maestri del sospetto
Ricoeur described Freud, Marx and Nietzsche as "masters of suspicion"(1) ("maîtres du soupçon").
1) Cf. Paul Ricoeur, Le conflit des interprétations (Paris: Seuil, 1969), pp. 149-150
リクールは マルクス ニーチエ フロイトを「三人の巨大な懐疑の教師」と呼んでいる。
1) Cf. Paul Ricoeur, Le conflit des interprétations (Paris: Seuil, 1969), pp. 149-150
リクールは マルクス ニーチエ フロイトを「三人の巨大な懐疑の教師」と呼んでいる。
Monday, January 26, 2009
Se Dio e' per noi chi sara' contro di noi
"Se Dio e' per noi, chi sara' contro di noi?"(Rom. 8,31) Chi non e' contro di noi? ammettiamo pure che tutto il mondo, tiranni, popoli, parenti, cittadini siano contro di noi. Ebbene, pure essendo contro di noi, sono cosi' lontani dal poterci nuocere; anzi, senza volerlo, sono proprio strumenti di vittoria e di grande guadagno per noi, perche' la sapienza di Dio volge le loro insidie a nostra gloria e salvezza. (Omelie sulla lettera ai Romani di San Giovanni Crisostomo)
「『神が私たちの味方であるなら、だれが私たちに敵対できるでしょう。』(ロマ8:31)私たちに敵対しない者がいるでしょうか?諸僭主、諸民族、親戚、市民たち、全世界が私たちに敵対しているとしておきましょう。それでも、私たちに敵対しているとしても、私たちに害を加えることからまだ遠いです。むしろ、知らずに彼らは私たちの栄光、大きな利益のための道具となるでしょう。なぜなら、主の知恵は彼らのわなを私たちの栄光と救いに変えるからです。」
聖ヨハネ・クリソストモス、ローマ信徒への手紙講話
「『神が私たちの味方であるなら、だれが私たちに敵対できるでしょう。』(ロマ8:31)私たちに敵対しない者がいるでしょうか?諸僭主、諸民族、親戚、市民たち、全世界が私たちに敵対しているとしておきましょう。それでも、私たちに敵対しているとしても、私たちに害を加えることからまだ遠いです。むしろ、知らずに彼らは私たちの栄光、大きな利益のための道具となるでしょう。なぜなら、主の知恵は彼らのわなを私たちの栄光と救いに変えるからです。」
聖ヨハネ・クリソストモス、ローマ信徒への手紙講話
Sunday, January 25, 2009
Aver tempo non aver tempo
"Ci sono quelli che...passano il loro tempo aspettando che il tempo passi..."(Guareschi)
E ci sono altri, invece, che
"non sapendo che cosa fare del tempo, fanno di tutto per non avere tempo" (Peter Benary)
Leonardo Sapienza
E ci sono altri, invece, che
"non sapendo che cosa fare del tempo, fanno di tutto per non avere tempo" (Peter Benary)
Leonardo Sapienza
Bribes in Confucius's time
「宋人或得玉,獻諸子罕,子罕弗受,獻玉者曰,以示玉人,玉人以為寶也,故敢獻之,子罕曰,我以不貪為寶爾,以玉為寶,若以與我,皆喪寶也,」
(春秋左氏伝 襄公十五年)
宋(そう)のいやしい村人が「玉」を見つけたので、司城(建設大臣みたい
なもの)の「子罕(しかん)」に献上しようとしました。「この玉を専門家に見せますと、これは宝物だと言います。ですからこれをあえてあなた様に差し上げるのです」。しかし子罕はこれを受取りません。もちろん子罕も「玉」の価値は分かっています。子罕は言います。
『我以不貪為寶、爾以玉為寶。若以興我、皆喪寶也。』
読下しますと「我は貪らざるを以って寶と為す。爾(なんじ)は玉を以って寶と為す。若
(も)し以って我に興(あたえ)れば、皆寶を喪う也。」となりましょうか。
意訳しますと「私の宝は不貪であり、貴方の宝は玉である。私が玉を受取ればお互い宝を喪うことになります」となります。
春秋左氏傳(しゅんじゅうさしでん)は、孔子の編纂と伝えられる歴史書『春秋』の代表的な注釈書の1つで、通称『左伝』。現存する他の注釈書として『春秋公羊伝』、『春秋穀梁伝』とあわせて三伝と呼ばれる。『左伝』の作者は、魯の左丘明であるといわれてるが、定かではない。
---------------------
孔子曰:“君子有九思:視思明,聽思聰,色思溫,貌思恭,言思忠,事思敬,疑思問,忿思難,見得思義。” 《論語 季氏10》
Confucius said:"For the gentleman, there are nine things he need to take notice of: In seeing, he must seek understanding. In hearing, he must listen with clarity. His demeanour must be of cordial. His countenance must be of respectfulness. Be conscientious when he speaks. be serious in his tasks. Seek advice when in doubt. Anger causes difficulty in thinking. Think of what is right at the sight of gain."
「得ることを見ては、義を思う」。利益が得られそうな場合に出くわせば、それは正しいことかを考える。
(春秋左氏伝 襄公十五年)
宋(そう)のいやしい村人が「玉」を見つけたので、司城(建設大臣みたい
なもの)の「子罕(しかん)」に献上しようとしました。「この玉を専門家に見せますと、これは宝物だと言います。ですからこれをあえてあなた様に差し上げるのです」。しかし子罕はこれを受取りません。もちろん子罕も「玉」の価値は分かっています。子罕は言います。
『我以不貪為寶、爾以玉為寶。若以興我、皆喪寶也。』
読下しますと「我は貪らざるを以って寶と為す。爾(なんじ)は玉を以って寶と為す。若
(も)し以って我に興(あたえ)れば、皆寶を喪う也。」となりましょうか。
意訳しますと「私の宝は不貪であり、貴方の宝は玉である。私が玉を受取ればお互い宝を喪うことになります」となります。
春秋左氏傳(しゅんじゅうさしでん)は、孔子の編纂と伝えられる歴史書『春秋』の代表的な注釈書の1つで、通称『左伝』。現存する他の注釈書として『春秋公羊伝』、『春秋穀梁伝』とあわせて三伝と呼ばれる。『左伝』の作者は、魯の左丘明であるといわれてるが、定かではない。
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孔子曰:“君子有九思:視思明,聽思聰,色思溫,貌思恭,言思忠,事思敬,疑思問,忿思難,見得思義。” 《論語 季氏10》
Confucius said:"For the gentleman, there are nine things he need to take notice of: In seeing, he must seek understanding. In hearing, he must listen with clarity. His demeanour must be of cordial. His countenance must be of respectfulness. Be conscientious when he speaks. be serious in his tasks. Seek advice when in doubt. Anger causes difficulty in thinking. Think of what is right at the sight of gain."
「得ることを見ては、義を思う」。利益が得られそうな場合に出くわせば、それは正しいことかを考える。
Friday, January 23, 2009
Prevenzione e cura per il cancro
A Believe-It-or-Not Cancer Drug
CellAdam Is Successful, Natural, Ethical
By Edward Pentin
ROME, JAN. 22, 2009 (Zenit.org).- Imagine a medicine that has a staggering 75% success rate in treating cancer, and yet is a natural and ethical product, owned by a nonprofit company headed by devout Catholics.
Too good to be true? That's what I thought. The medical world is not short of bogus cancer "cures." Treatment for the disease is a multi-billion dollar industry that has led to questionable or unproven methods springing up throughout the world.
Yet this little-known product, which works by rebuilding the body's own adult stem cells and destroying tumour cells, already has a 25-year track record as a highly effective cancer treatment. Called CellAdam, it is most effective in preventing the earl y stages of cancer. But it also impedes the malignant process, and has an analgesic effect in the hopeless stage of an advanced tumour. Because of its natural composition, it has none of the hallucinogenic effects you get with morphine. The ingredients simply include a fatty acid complex extracted from soy and sunflower.
"This is a totally unusual and huge breakthrough," says Dr. Thomas Janossy, president of Biostemworld, the company producing the drug internationally. "In the next two to three years, it will become the first anti-cancer prescription drug in the world that is nature-based."
So why has hardly anyone heard of it? According to Biostemworld, the reason is because it was developed in Hungary during the country's Communist era. CellAdam was discovered, by chance, by Adam Kovacs, a Christian Hungarian researcher, who put his whole life into finding a cure for cancer.
Imre Beke, Biostemworld's chairman, calls it a "diamond in disguise" because of the numerous obstacles that have prevented this drug from reaching a wider market.
Prevention
It's best track record, however, is as a cancer prevention therapy. When used as a dietary supplement, it wo rks by building up the body's adult stem cell count. Stem cells can decrease by as much as 80% in the course of a lifetime, leading to signs of ageing, a weakened immune system, and diseases such as cancer. With CellAdam and its other nature-based drugs, Biostemworld claims it can restore that count by as much as 75%, exceeding a similar product in California by 50%. Not only do they prevent cancer, but other diseases too.
More details on CellAdam and Biostemworld's other nature-based disease prevention products can be found at: http://biostemworld.com/portal/
CellAdam Is Successful, Natural, Ethical
By Edward Pentin
ROME, JAN. 22, 2009 (Zenit.org).- Imagine a medicine that has a staggering 75% success rate in treating cancer, and yet is a natural and ethical product, owned by a nonprofit company headed by devout Catholics.
Too good to be true? That's what I thought. The medical world is not short of bogus cancer "cures." Treatment for the disease is a multi-billion dollar industry that has led to questionable or unproven methods springing up throughout the world.
Yet this little-known product, which works by rebuilding the body's own adult stem cells and destroying tumour cells, already has a 25-year track record as a highly effective cancer treatment. Called CellAdam, it is most effective in preventing the earl y stages of cancer. But it also impedes the malignant process, and has an analgesic effect in the hopeless stage of an advanced tumour. Because of its natural composition, it has none of the hallucinogenic effects you get with morphine. The ingredients simply include a fatty acid complex extracted from soy and sunflower.
"This is a totally unusual and huge breakthrough," says Dr. Thomas Janossy, president of Biostemworld, the company producing the drug internationally. "In the next two to three years, it will become the first anti-cancer prescription drug in the world that is nature-based."
So why has hardly anyone heard of it? According to Biostemworld, the reason is because it was developed in Hungary during the country's Communist era. CellAdam was discovered, by chance, by Adam Kovacs, a Christian Hungarian researcher, who put his whole life into finding a cure for cancer.
Imre Beke, Biostemworld's chairman, calls it a "diamond in disguise" because of the numerous obstacles that have prevented this drug from reaching a wider market.
Prevention
It's best track record, however, is as a cancer prevention therapy. When used as a dietary supplement, it wo rks by building up the body's adult stem cell count. Stem cells can decrease by as much as 80% in the course of a lifetime, leading to signs of ageing, a weakened immune system, and diseases such as cancer. With CellAdam and its other nature-based drugs, Biostemworld claims it can restore that count by as much as 75%, exceeding a similar product in California by 50%. Not only do they prevent cancer, but other diseases too.
More details on CellAdam and Biostemworld's other nature-based disease prevention products can be found at: http://biostemworld.com/portal/
Wednesday, January 14, 2009
日本と学問
わが国の学者は、長期間、欧米の学問にたいする一方的な授受/依存関係になじんできた。もっとも、この関係をかつて「本店-出店」関係と揶揄した評論家よりも、みずから学問的に苦闘する学者のほうが、欧米人学者の学問的苦闘も追体験でき、学者としての共感と敬意という普遍的品位感情を培うとともに、欧米学問の土俵にも乗り込み、対等に論争し、積極的に寄与することで、当該関係の是正につとめてもいる。しかし、そうした学者は、まだわずかで、圧倒的多数は、欧米の最新流行を追い、手早く紹介したり整理したり実証的に適用したりするのに熱心である。そこでは、「言いたい放題」と「見て見ぬふり」をともに「人間として浅ましい」と受け止める品位は、育ちようがない。羽入書への対応は、はからずもそうした島国根性の深層を露呈してはいないか。
ここで筆者には、一九六八~六九年東大闘争のさい、東大当局による事実誤認とその隠蔽という現実の直視を避け、首をすくめて嵐が過ぎ去るのを待った「亀派」教官の姿が思い出される。あれから三五年、事態は変わっていないのか。筆者がいま、あえてこの一文を草し公表するのも、「中堅」や「新進気鋭」の研究者には、この機会にぜひ「学者の品位と責任」について考え、今後に予想される危機状況には慎重にも敢然と立ち向かってほしいからである。
問題と状況のいかんによっては、多忙による回避が許されないこともある。学者は、学問研究と教育に直接責任を負うべきである。あてどなくさまよう人間組織への責任を優先させ、研究への直接の責任を忘れるとすれば、本末転倒であろう。
(折原 浩 Orihara Hiroshi 二〇〇三年一一月三〇日) 東京大学名誉教授
http://www.econ.hokudai.ac.jp/~hasimoto/Orihara%20Hiroshi%20Essay%20Mirai%20200401.htm
羽入辰郎著「マックス・ヴェーバーの犯罪」(ミネルヴァ書房2002年)における問題提起
ここで筆者には、一九六八~六九年東大闘争のさい、東大当局による事実誤認とその隠蔽という現実の直視を避け、首をすくめて嵐が過ぎ去るのを待った「亀派」教官の姿が思い出される。あれから三五年、事態は変わっていないのか。筆者がいま、あえてこの一文を草し公表するのも、「中堅」や「新進気鋭」の研究者には、この機会にぜひ「学者の品位と責任」について考え、今後に予想される危機状況には慎重にも敢然と立ち向かってほしいからである。
問題と状況のいかんによっては、多忙による回避が許されないこともある。学者は、学問研究と教育に直接責任を負うべきである。あてどなくさまよう人間組織への責任を優先させ、研究への直接の責任を忘れるとすれば、本末転倒であろう。
(折原 浩 Orihara Hiroshi 二〇〇三年一一月三〇日) 東京大学名誉教授
http://www.econ.hokudai.ac.jp/~hasimoto/Orihara%20Hiroshi%20Essay%20Mirai%20200401.htm
羽入辰郎著「マックス・ヴェーバーの犯罪」(ミネルヴァ書房2002年)における問題提起
Monday, January 12, 2009
Cristo e la suocera
"Sono convinto che molte persone abbandonano la Chiesa a causa di una proposta cristiana molto noiosa. E cosa c'e' di piu' noioso del sentirsi continuamente solo dire: 'si deve fare questo', 'non si deve fare quest'altro'. Peguy disse "presentatemi Cristo come volete, manon come una suocera".
(Carlo Caffara, citato da Leonardo Sapienza su Oss. Rom. 29 dic. 2008)
(Carlo Caffara, citato da Leonardo Sapienza su Oss. Rom. 29 dic. 2008)
Citazioni
"Chi ha idee e' forte. Ma chi ha ideali e' invincibile" (Jose Narosky)
Los dueños de la verdad la siguen buscando.José Narosky
Los dueños de la verdad la siguen buscando.José Narosky
La bandiera della postmodernita'
"gerade Thatsachen giebt es nicht, nur Interpretationen"
(F. NIETCSHE, Nachgelassene Fragmente 1885-1887, Werke. Kritische Geasmtausgabe, VIII, Berlin, 1974, Fragment 7(60).
There are no facts, only interpretations
事実などない、解釈だけ存在する。
Es gibt keine Fakten sondern nur Interpretationen (Nietzsche)
(F. NIETCSHE, Nachgelassene Fragmente 1885-1887, Werke. Kritische Geasmtausgabe, VIII, Berlin, 1974, Fragment 7(60).
There are no facts, only interpretations
事実などない、解釈だけ存在する。
Es gibt keine Fakten sondern nur Interpretationen (Nietzsche)
Friday, January 09, 2009
Platone predice Cristo
Scrive Platone che l'uomo sommamente giusto deve essere
" (...) un uomo semplice e nobile il quale, come dice Eschilo, - non vuole sembrare, ma essere buono. Bisogna dunque togliergli l'apparenza della giustizia; giacche' se apparra' esser giusto, avra' onori e doni per l'apparir egli tale, e non risulterebbe chiaro se fosse giusto per amor della giustizia o dei doni e degli onori. Percio' va spogliato di tutto fuorche' della giustizia stessa: (...) abbia egli massima fama di ingiustizia, affinche' sia messo alla prova (...); vada innanzi irremovibile sino alla morte, sembrando per tutta la vita essere ingiusto ed essendo invece giusto (...): flagellato, torturato, legato, gli saranno bruciati gli occhi, e infine, dopo aver sofferto ogni martirio, sara' crocifisso " ( Platone, La Repubblica, libro IIー, n. 165-220, Sansoni 1970, p.46-48).
Questo ragionamento, scritto ben quattrocento anni prima di Cristo, non puo' non commuovere ogni cristiano. Qui il pensiero filosofico, nel suo estremo sforzo razionale, teso a comprendere come possa essere collaudata la rettitudine di un uomo perfettamente giusto, riesce ad intuire e a presagire che il perfetto giusto, nel mondo, non potra' che essere il giusto crocifisso, il quale accetta di subire ogni ingiustizia unicamente per amore della giustizia. Il massimo sforzo del pensiero razionale si incontra con la follia della croce: l'uomo perfetto e quindi l'uomo senza peccato puo' essere soltanto l'uomo della croce ed e' la croce, accettata per amore della verita' a rivelare la perfezione dell'uomo.
http://www.futureshock-online.info/pubblicati/html/crocifisso.htm
Now, if we are to form a real judgment of the life of the just and unjust, we must isolate them; there is no other way; and how is the isolation to be effected? I answer: Let the unjust man be entirely unjust, and the just man entirely just; nothing is to be taken away from either of them, and both are to be perfectly furnished for the work of their respective lives. First, let the unjust be like other distinguished masters of craft; like the skilful pilot or physician, who knows intuitively his own powers and keeps within their limits, and who, if he fails at any point, is able to recover himself. So let the unjust make his unjust attempts in the right way, and lie hidden if he means to be great in his injustice (he who is found out is nobody): for the highest reach of injustice is: to be deemed just when you are not. Therefore I say that in the perfectly unjust man we must assume the most perfect injustice; there is to be no deduction, but we must allow him, while doing the most unjust acts, to have acquired the greatest reputation for justice. If he have taken a false step he must be able to recover himself; he must be one who can speak with effect, if any of his deeds come to light, and who can force his way where force is required his courage and strength, and command of money and friends. And at his side let us place the just man in his nobleness and simplicity, wishing, as Aeschylus says, to be and not to seem good. There must be no seeming, for if he seem to be just he will be honoured and rewarded, and then we shall not know whether he is just for the sake of justice or for the sake of honours and rewards; therefore, let him be clothed in justice only, and have no other covering; and he must be imagined in a state of life the opposite of the former. Let him be the best of men, and let him be thought the worst; then he will have been put to the proof; and we shall see whether he will be affected by the fear of infamy and its consequences. And let him continue thus to the hour of death; being just and seeming to be unjust. When both have reached the uttermost extreme, the one of justice and the other of injustice, let judgment be given which of them is the happier of the two.
Socrates - GLAUCON
Heavens! my dear Glaucon, I said, how energetically you polish them up for the decision, first one and then the other, as if they were two statues.
I do my best, he said. And now that we know what they are like there is no difficulty in tracing out the sort of life which awaits either of them. This I will proceed to describe; but as you may think the description a little too coarse, I ask you to suppose, Socrates, that the words which follow are not mine. --Let me put them into the mouths of the eulogists of injustice: They will tell you that the just man who is thought unjust will be scourged, racked, bound --will have his eyes burnt out; and, at last, after suffering every kind of evil, he will be impaled: Then he will understand that he ought to seem only, and not to be, just; the words of Aeschylus may be more truly spoken of the unjust than of the just. For the unjust is pursuing a reality; he does not live with a view to appearances --he wants to be really unjust and not to seem only:--
http://classics.mit.edu/Plato/republic.3.ii.html
" (...) un uomo semplice e nobile il quale, come dice Eschilo, - non vuole sembrare, ma essere buono. Bisogna dunque togliergli l'apparenza della giustizia; giacche' se apparra' esser giusto, avra' onori e doni per l'apparir egli tale, e non risulterebbe chiaro se fosse giusto per amor della giustizia o dei doni e degli onori. Percio' va spogliato di tutto fuorche' della giustizia stessa: (...) abbia egli massima fama di ingiustizia, affinche' sia messo alla prova (...); vada innanzi irremovibile sino alla morte, sembrando per tutta la vita essere ingiusto ed essendo invece giusto (...): flagellato, torturato, legato, gli saranno bruciati gli occhi, e infine, dopo aver sofferto ogni martirio, sara' crocifisso " ( Platone, La Repubblica, libro IIー, n. 165-220, Sansoni 1970, p.46-48).
Questo ragionamento, scritto ben quattrocento anni prima di Cristo, non puo' non commuovere ogni cristiano. Qui il pensiero filosofico, nel suo estremo sforzo razionale, teso a comprendere come possa essere collaudata la rettitudine di un uomo perfettamente giusto, riesce ad intuire e a presagire che il perfetto giusto, nel mondo, non potra' che essere il giusto crocifisso, il quale accetta di subire ogni ingiustizia unicamente per amore della giustizia. Il massimo sforzo del pensiero razionale si incontra con la follia della croce: l'uomo perfetto e quindi l'uomo senza peccato puo' essere soltanto l'uomo della croce ed e' la croce, accettata per amore della verita' a rivelare la perfezione dell'uomo.
http://www.futureshock-online.info/pubblicati/html/crocifisso.htm
Now, if we are to form a real judgment of the life of the just and unjust, we must isolate them; there is no other way; and how is the isolation to be effected? I answer: Let the unjust man be entirely unjust, and the just man entirely just; nothing is to be taken away from either of them, and both are to be perfectly furnished for the work of their respective lives. First, let the unjust be like other distinguished masters of craft; like the skilful pilot or physician, who knows intuitively his own powers and keeps within their limits, and who, if he fails at any point, is able to recover himself. So let the unjust make his unjust attempts in the right way, and lie hidden if he means to be great in his injustice (he who is found out is nobody): for the highest reach of injustice is: to be deemed just when you are not. Therefore I say that in the perfectly unjust man we must assume the most perfect injustice; there is to be no deduction, but we must allow him, while doing the most unjust acts, to have acquired the greatest reputation for justice. If he have taken a false step he must be able to recover himself; he must be one who can speak with effect, if any of his deeds come to light, and who can force his way where force is required his courage and strength, and command of money and friends. And at his side let us place the just man in his nobleness and simplicity, wishing, as Aeschylus says, to be and not to seem good. There must be no seeming, for if he seem to be just he will be honoured and rewarded, and then we shall not know whether he is just for the sake of justice or for the sake of honours and rewards; therefore, let him be clothed in justice only, and have no other covering; and he must be imagined in a state of life the opposite of the former. Let him be the best of men, and let him be thought the worst; then he will have been put to the proof; and we shall see whether he will be affected by the fear of infamy and its consequences. And let him continue thus to the hour of death; being just and seeming to be unjust. When both have reached the uttermost extreme, the one of justice and the other of injustice, let judgment be given which of them is the happier of the two.
Socrates - GLAUCON
Heavens! my dear Glaucon, I said, how energetically you polish them up for the decision, first one and then the other, as if they were two statues.
I do my best, he said. And now that we know what they are like there is no difficulty in tracing out the sort of life which awaits either of them. This I will proceed to describe; but as you may think the description a little too coarse, I ask you to suppose, Socrates, that the words which follow are not mine. --Let me put them into the mouths of the eulogists of injustice: They will tell you that the just man who is thought unjust will be scourged, racked, bound --will have his eyes burnt out; and, at last, after suffering every kind of evil, he will be impaled: Then he will understand that he ought to seem only, and not to be, just; the words of Aeschylus may be more truly spoken of the unjust than of the just. For the unjust is pursuing a reality; he does not live with a view to appearances --he wants to be really unjust and not to seem only:--
http://classics.mit.edu/Plato/republic.3.ii.html
Thursday, January 08, 2009
メタボリックシンドロームと肩こり
メタボリックシンドロームの診断基準
1. ウエスト周囲径: 男85センチ以上、女90センチ以上
2. 高脂血症: 中性脂肪値150mg/dl以上、HDLコレステロール値40mg/dl未満の一方、または両方
3. 高血圧: 収縮期血圧130mmHg以上、または拡張期血圧85mmHg以上
4. 空腹時血糖値 110mg/dl以上
[1] に加えて、[2] から [4] の2つ以上に当てはまる場合
http://www3.nhk.or.jp/gatten/archive/2007q2/20070404.html
第7問「一瞬で肩こりを見破る先生は、体のどこを見ていた?」
正解は「まぶた」。(4ガッテン。正解率3%)
「まぶた」がたるむと、まぶたをより強く引き上げるために、頭や首の筋肉までもが緊張します。そのため、肩こりや頭痛が起きることがあるのです。これは眼瞼下垂(がんけんかすい)と呼ばれる病気で、手術でまぶたのたるみをとる治療もあります。手術は、形成外科や眼科で保険適用で行えます。
http://www3.nhk.or.jp/gatten/archive/2009q1/20090107.html
1. ウエスト周囲径: 男85センチ以上、女90センチ以上
2. 高脂血症: 中性脂肪値150mg/dl以上、HDLコレステロール値40mg/dl未満の一方、または両方
3. 高血圧: 収縮期血圧130mmHg以上、または拡張期血圧85mmHg以上
4. 空腹時血糖値 110mg/dl以上
[1] に加えて、[2] から [4] の2つ以上に当てはまる場合
http://www3.nhk.or.jp/gatten/archive/2007q2/20070404.html
第7問「一瞬で肩こりを見破る先生は、体のどこを見ていた?」
正解は「まぶた」。(4ガッテン。正解率3%)
「まぶた」がたるむと、まぶたをより強く引き上げるために、頭や首の筋肉までもが緊張します。そのため、肩こりや頭痛が起きることがあるのです。これは眼瞼下垂(がんけんかすい)と呼ばれる病気で、手術でまぶたのたるみをとる治療もあります。手術は、形成外科や眼科で保険適用で行えます。
http://www3.nhk.or.jp/gatten/archive/2009q1/20090107.html
Tuesday, January 06, 2009
米の語源
コメ(米)の語義の中に「コ」は子、子供、生物の子等の意があり、遠き神代の頃から男を彦、女を姫と称えた。彦――日の子――男――太陽の子につながり、メは姫――日の女(め)――太陽の女に通じ、天の大神様より授かった神の子、神の姫を、その大御恵(おおみめぐみ)の賜物と信じた。そして彦、姫はさらに転じて、息子、娘の呼称となる。息子とは結びの子、娘とは結びの女(め)の意であり、ムスコ――陽の意、ムスメ――陰の意であり、コメには、陰陽、またプラス、マイナスの二大語義をもっており、生命を生み出す結合(むすび)の原理につながる。
米(こめ)を稔らす「稲」(イネ)は、生命(イノチ)の根(ネ)の語義を秘めている。
(島本邦彦、「『コメ』と日本文化」、大本教学研鑽誌『まつのよ』第6号、平成15年)
米(こめ)を稔らす「稲」(イネ)は、生命(イノチ)の根(ネ)の語義を秘めている。
(島本邦彦、「『コメ』と日本文化」、大本教学研鑽誌『まつのよ』第6号、平成15年)
Saturday, January 03, 2009
Inspiration and Revelation 2
For the modern world will accept no dogmas upon any authority; but it will accept any dogmas on no authority. Say that a thing is so, according to the Pope or the Bible, and it will be dismissed as a superstition without examination. But preface your remark merely with "they say" or "don't you know that?" or try (and fail) to remember the name of some professor mentioned in some newspaper; and the keen rationalism of the modern mind will accept every word you say.
G.C. CHESTERTON, The Superstition of Divorce.
G.C. CHESTERTON, The Superstition of Divorce.
Inspiration and Revelation 1
Handel composed the Messiah in 24 days without once leaving his house. During this time, his servant brought him food, and when he returned, the meal was often left uneaten. While writing the "Hallelujah Chorus", his servant discovered him with tears in his eyes. He exclaimed, "I did think I did see all Heaven before me, and the great God Himself!!" As Newman Flower observes, "Considering the immensity of the work, and the short time involved in putting it to paper, it will remain, perhaps forever, the greatest feat in the whole history of musical composition." At a Messiah performance in 1759, honouring his seventy-fourth birthday, Handel responded to enthusiastic applause with these words: "Not from me - but from Heaven- comes all." In his last years he worshipped twice every day at St. George’s Church, Hanover Square, near his home.
Later, as Handel groped for words to describe what he had experienced, he quoted St. Paul, saying “whether I was in the body or out of my body when I wrote it I know not”
Later, as Handel groped for words to describe what he had experienced, he quoted St. Paul, saying “whether I was in the body or out of my body when I wrote it I know not”
Monday, December 22, 2008
うわさが真実と矛盾している場合、「人はうわさを基に意思決定を行う」との研究
Gossip as an alternative for direct observation in games of indirect reciprocityRalf D. Sommerfeld*,†, Hans-Jürgen Krambeck*, Dirk Semmann‡, and Manfred Milinski*
*Department of Evolutionary Ecology, Max-Planck-Institute for Evolutionary Biology, 24306 Plön, Germany; and ‡Faculty of Mathematics, University of Vienna, A-1090 Vienna, Austria Edited by Vernon L. Smith, George Mason University, Fairfax, VA, and approved August 21, 2007 (received for review May 16, 2007)
Abstract
Communication about social topics is abundant in human societies, and many functions have been attributed to such gossiping. One of these proposed functions is the management of reputations. Reputation by itself has been shown to have a strong influence on cooperation dynamics in games of indirect reciprocity, and this notion helps to explain the observed high level of cooperation in humans. Here we designed a game to test a widespread assumption that gossip functions as a vector for the transmission of social information. This empirical study (with 14 groups of nine students each) focuses on the composition of gossip, information transfer by gossip, and the behavior based on gossip information. We show that gossip has a strong influence on the resulting behavior even when participants have access to the original information (i.e., direct observation) as well as gossip about the same information. Thus, it is evident that gossip has a strong manipulative potential. Furthermore, gossip about cooperative individuals is more positive than gossip about uncooperative individuals, gossip comments transmit social information successfully, and cooperation levels are higher when people encounter positive compared with negative gossip.
うわさが真実と矛盾している場合、「人はうわさを基に意思決定を行う」との研究 結果が、15日発行の米科学アカデミー紀要(Proceedings of the National Academy of Sciences、PNAS)に発表された。
研究を行ったのは、マックスプランク進化生物学研究所(Max-Planck Institute for Evolutionary Biology)の生物学者、ラルフ・ゾンマーフェルト(Ralf Sommerfeld)氏 率いる研究チーム。同チームは、ある人の評判に関するうわさが、その人に対する 態度にどのように影響するかを調査した。 調査の一環として、研究チームはある実験を行った。実験では、126人の大学生に それぞれ10ユーロ(約1700円)を与える。コンピューターゲームを用いて、各学生は ほかのメンバーに対し、決められた額(1.25ユーロ、約210円)の寄付金を渡すか 渡さないかと選ぶ。 次のラウンドでは各学生に対し、前ラウンドでの相手の行動、特に寄付の有無を 示したメモが渡される。相手が前ラウンドで寄付したとのメモを受け取った学生は、 自らも寄付する傾向にあったという。 さらに別の実験が行われた。学生に直近のラウンドでの相手の行動を示す リストを渡すと同時に、そのリストに書かれた事実に反するうわさを流した。 すると驚いたことに、学生は確固たる事実であるリストではなく、うわさに 導かれて意思決定を行う傾向が見られた。
「人はうわさに左右されやすい。自分の目で見たものと反していても、うわさの ほうを信じる」とゾンマーフェルト氏は語る。うわさは有益な情報収集手段として 発展してきた経緯があるため、人はうわさにある程度の信用を置くというのだ。 実験結果から、ゾンマーフェルト氏は「人がうわさなどの口コミ情報を基に意思 決定を行ってきたことがわかる」とし、「特に他人について、直接的な情報よりも 間接的な情報が多く得られるような環境では、そうした意思決定プロセスが 多く見られるはずだ」と指摘している。 その場合、人はさまざまな情報源から得られるうわさを、間接的な情報として できるだけ多く収集しようとする。「そうすることで、他人について収集できる わずかばかりの直接的な情報から導かれる人物像よりも、いっそう鮮明な 人物像を描けるようになる」と研究チームはまとめている。
ソース AFP http://www.afpbb.com/article/environment-science-it/science-technology/2298836/2248510
*Department of Evolutionary Ecology, Max-Planck-Institute for Evolutionary Biology, 24306 Plön, Germany; and ‡Faculty of Mathematics, University of Vienna, A-1090 Vienna, Austria Edited by Vernon L. Smith, George Mason University, Fairfax, VA, and approved August 21, 2007 (received for review May 16, 2007)
Abstract
Communication about social topics is abundant in human societies, and many functions have been attributed to such gossiping. One of these proposed functions is the management of reputations. Reputation by itself has been shown to have a strong influence on cooperation dynamics in games of indirect reciprocity, and this notion helps to explain the observed high level of cooperation in humans. Here we designed a game to test a widespread assumption that gossip functions as a vector for the transmission of social information. This empirical study (with 14 groups of nine students each) focuses on the composition of gossip, information transfer by gossip, and the behavior based on gossip information. We show that gossip has a strong influence on the resulting behavior even when participants have access to the original information (i.e., direct observation) as well as gossip about the same information. Thus, it is evident that gossip has a strong manipulative potential. Furthermore, gossip about cooperative individuals is more positive than gossip about uncooperative individuals, gossip comments transmit social information successfully, and cooperation levels are higher when people encounter positive compared with negative gossip.
うわさが真実と矛盾している場合、「人はうわさを基に意思決定を行う」との研究 結果が、15日発行の米科学アカデミー紀要(Proceedings of the National Academy of Sciences、PNAS)に発表された。
研究を行ったのは、マックスプランク進化生物学研究所(Max-Planck Institute for Evolutionary Biology)の生物学者、ラルフ・ゾンマーフェルト(Ralf Sommerfeld)氏 率いる研究チーム。同チームは、ある人の評判に関するうわさが、その人に対する 態度にどのように影響するかを調査した。 調査の一環として、研究チームはある実験を行った。実験では、126人の大学生に それぞれ10ユーロ(約1700円)を与える。コンピューターゲームを用いて、各学生は ほかのメンバーに対し、決められた額(1.25ユーロ、約210円)の寄付金を渡すか 渡さないかと選ぶ。 次のラウンドでは各学生に対し、前ラウンドでの相手の行動、特に寄付の有無を 示したメモが渡される。相手が前ラウンドで寄付したとのメモを受け取った学生は、 自らも寄付する傾向にあったという。 さらに別の実験が行われた。学生に直近のラウンドでの相手の行動を示す リストを渡すと同時に、そのリストに書かれた事実に反するうわさを流した。 すると驚いたことに、学生は確固たる事実であるリストではなく、うわさに 導かれて意思決定を行う傾向が見られた。
「人はうわさに左右されやすい。自分の目で見たものと反していても、うわさの ほうを信じる」とゾンマーフェルト氏は語る。うわさは有益な情報収集手段として 発展してきた経緯があるため、人はうわさにある程度の信用を置くというのだ。 実験結果から、ゾンマーフェルト氏は「人がうわさなどの口コミ情報を基に意思 決定を行ってきたことがわかる」とし、「特に他人について、直接的な情報よりも 間接的な情報が多く得られるような環境では、そうした意思決定プロセスが 多く見られるはずだ」と指摘している。 その場合、人はさまざまな情報源から得られるうわさを、間接的な情報として できるだけ多く収集しようとする。「そうすることで、他人について収集できる わずかばかりの直接的な情報から導かれる人物像よりも、いっそう鮮明な 人物像を描けるようになる」と研究チームはまとめている。
ソース AFP http://www.afpbb.com/article/environment-science-it/science-technology/2298836/2248510
E' piu' facile credere a una bugia che alla verita'
Pettegole sono le lingue dalla notte dei tempi, che si sparli dei compagni della tribù o si chiacchieri sulla star del momento: il gossip è parte di noi e, forse, è uno dei motoriche hanno hanno fatto evolvere il cervello. Se i maschi hanno sempre potuto contare sui muscoli, le femmine hanno risposto con i primi gruppi sociali, basati sulla cooperazionee, soprattutto, su forme di comunicazione molto intense. Il linguaggio - sostiene Nicole Hess della University of California at Santa Barbara - è nato come forma di difesa intelligente contro la forza bruta, come il gossip, appunto: è stata l’arma per creare o distruggere lo status degli individui, forgiando forme di potere continuamente variabili. È un principio che non abbiamo più dimenticato. «Sono coinvolti due aspetti chiave della psiche - sottolinea Massimo Di Giannantonio, psicologo dell’Università “D’Annunzio”di Chieti -: autostima e narcisismo. Dire male dell’altro non è che un modo indiretto per dire bene di sé». Ed è per questo che l’oggetto preferito del gossip sono i coetanei dello stesso sesso, come dimostrano gli studi di Jerome Barkow della Dalhousie Universityin Canada. L’ha spiegato sul Journal ofApplied Social Psychology: dopo aver fornito a un campione di individui notizie su una seriedi persone a loro sconosciute, ha fatto una serie di domande trabocchetto. È emerso che adoriamo spettegolare su individui simili a noi e che gli argomenti preferiti sono quelli più utili alla nostra ascesa sociale. In realtà, però, non è solo una questione didebolezza o mediocrità. Secondo l’analisi presentata su Personal Relationships da JenniferBosson dell’Università di Tampa, Florida, malignare aiuta a stringere rapporti congli sconosciuti e rinsalda quelli con gli amici. L’ha scoperto mostrando a un gruppo di persone molto eterogenee alcuni video di conversazioni a due: gli estranei solidarizzano più facilmente quando si tratta di dare un giudizio negativo sui protagonisti dei film. Ed ecco che, così, si torna all’alba del genere umano: il gossip - sostiene Roy Baumeister del dipartimento di psicologia della FloridaState University - aiuta a tracciare i confini tra chi fa parte di un clan e gli outsiders e acomprendere le regole di convivenza. Se molte teorie confermano che il pettegolezzo è donna, in realtà - aggiunge Di Giannantonio- l’evoluzione ha condotto a un «pareggio». Lei e lui lo praticano in uguale misura, sebbene su argomenti diversi: le donne si concentrano su sesso, corpo e abbigliamento, gli uomini prediligono denaro e lavoro. Di certo, a scatenare l’attenzione nel villaggio globale del XXI secolo sono sempre più le celebrità, da quelle televisive di piccolo calibro, fino ai divi veri, da Hollywood al business e ai super-ricchi. Uno studio di EtaMeta Research, realizzato da psicologi e psicopedagogisti, rivela che tv e new media non possono farne meno: ogni 11 minuti va in onda un pettegolezzo, ogni 15 un presunto scoop amoroso, ogni 23 uno “scandalo” su un personaggio pubblico. I famosi, così, fanno scattare un meccanismo complesso: se ne parla tanto per un profondo desiderio di identificarsi in loro e, dato che il sogno è destinato a restare irrealizzabile, si finisce per parlarne male. [...]Il pettegolezzo, quindi, non solo è un’arma,ma è potentissima: spesso ha più presa della realtà dei fatti. Lo dimostra un test sulla rivista Pnas di Ralf Sommerfeld del Max PlanckInstitute di Plon, in Germania. Messe in condizionedi formarsi una propria opinione su un certo individuo, le sue cavie hanno dimostratodi credere più volentieri alle maldicenze che ai loro stessi occhi. Se così è, il gossip dovrebbe anche spaventarci. E invece no.Tra Facebook, YouTube, reality show e carta stampata, non sembriamo avere paura dimetterci in mostra e rischiare di trasformarci nell’oggetto della chiacchiera universale. Perduti i valori condivisi, stiamo regredendo alla condizione primitiva: le società impersonali e ier-tecnologiche sembrano fatte apposta per il gossip. Come se vivessimo ancora ai bordi di una caverna.
Paola Mariano, Ilfoglio 22 dic 2008
Paola Mariano, Ilfoglio 22 dic 2008
Wednesday, December 17, 2008
Natura, cultura e creaturalita'
Il dualismo di natura e cultura viene interpretato secondo due modalita' sbagliate: cultura contro natura, o cultura secondo natura. Nella prima modalita' la cultura e'una mega-macchina, come dice Serge Latouche, di dominio e di distruzione; nella seconda modalita' invece, l’uomo si consegna a un presunto ordine naturale che e' al di sotto della liberta' della responsabiュlita' e della sua creativita'. Siamo la coscienza, la voce, i custodi del mondo naturale, non i suoi imitatori o i suoi sudditi.
La visione dell’essere umano come creatura risale al di qua della differenza tra credenti e non credenti, riguarda cio' che e' gia' sempre comune a tutti. Non obbliga a presupporre la dimensione sovrannaturale. La creaturalita' umana, che chiunque puo' riconoscere, non e'una terza dimensione oltre natura e cultura, e' la vocazione di entrambe. Il suo nucleo sta nel fatto che, come tutti i viventi, riceviamo l’esistenza in dono, non la decidiamo ne' la fabbrichiamo. Tale dono, sulla cui provenienza ognuno sviluppera la sua idea o la sua fede, affida proprio a noi la responsabilita' di imparare a vivere in modo creativo. Creativo significa non distruttivo. Dobbiamo rinunciare a usare mezzi mortiferi nella vita interiore e interpersonale, nella politica e nel rapporto con la natura. Gli effetti benefici di questo risveglio sono fondamentali. Intanto perche' solo scoprendo l’essere creatura come condizione radicale comune impareremo a superare quello che ci divide. E poi perche' solo chi assume la propria creaturalita' diventa fino in fondo persona: un soggetto libero, capace di esistere con amore e con speranza, cosi' da rinnovare il volto della terra.
La visione dell’essere umano come creatura risale al di qua della differenza tra credenti e non credenti, riguarda cio' che e' gia' sempre comune a tutti. Non obbliga a presupporre la dimensione sovrannaturale. La creaturalita' umana, che chiunque puo' riconoscere, non e'una terza dimensione oltre natura e cultura, e' la vocazione di entrambe. Il suo nucleo sta nel fatto che, come tutti i viventi, riceviamo l’esistenza in dono, non la decidiamo ne' la fabbrichiamo. Tale dono, sulla cui provenienza ognuno sviluppera la sua idea o la sua fede, affida proprio a noi la responsabilita' di imparare a vivere in modo creativo. Creativo significa non distruttivo. Dobbiamo rinunciare a usare mezzi mortiferi nella vita interiore e interpersonale, nella politica e nel rapporto con la natura. Gli effetti benefici di questo risveglio sono fondamentali. Intanto perche' solo scoprendo l’essere creatura come condizione radicale comune impareremo a superare quello che ci divide. E poi perche' solo chi assume la propria creaturalita' diventa fino in fondo persona: un soggetto libero, capace di esistere con amore e con speranza, cosi' da rinnovare il volto della terra.
Monday, December 15, 2008
Auguri di Natale 2008
Glória in excélsis Deo et in terra pax homínibus bonae voluntatis
“GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI e PACE agli UOMINI…”
“La pace tra gli uomini nasce dalla Gloria che essi danno a Dio; la Gloria di Dio e’ la sola vera pace degli uomini. Nella notte di Natale, mettendoci in ginocchio davanti a Dio fattosi uomo tra gli uomini, compiamo l’atto piu’ diretto, piu’ costruttivo, piu’ creativo della fraternita’ umana” (L. SUENENS) BUON NATALE
"Glory to God in the highest, and peace on earth to people ...!"
"Peace among people is born from the Glory that they give to God; the Glory of God is the only true peace for people. On Christmas Night when we genuflect before God become man among men, we perform the more direct, constructive, creative act towards human brotherhood" (L. SUENENS) MERRY CHRISTMAS
天のいと高きところには神に栄光、地には善意の人に平和あれ。
「人々の間の平和は、神さまにささげられる栄光から生まれる。神の栄光は人々にとって唯一の真の平和である。クリスマスの夜、私たちは人間となった神の前で跪くとき、私たちは兄弟愛へ向けての最も直接な、最も建設的な、最も創造的な行為を行っている。」(L. SUENENS) 御降誕おめでとうございます
“GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI e PACE agli UOMINI…”
“La pace tra gli uomini nasce dalla Gloria che essi danno a Dio; la Gloria di Dio e’ la sola vera pace degli uomini. Nella notte di Natale, mettendoci in ginocchio davanti a Dio fattosi uomo tra gli uomini, compiamo l’atto piu’ diretto, piu’ costruttivo, piu’ creativo della fraternita’ umana” (L. SUENENS) BUON NATALE
"Glory to God in the highest, and peace on earth to people ...!"
"Peace among people is born from the Glory that they give to God; the Glory of God is the only true peace for people. On Christmas Night when we genuflect before God become man among men, we perform the more direct, constructive, creative act towards human brotherhood" (L. SUENENS) MERRY CHRISTMAS
天のいと高きところには神に栄光、地には善意の人に平和あれ。
「人々の間の平和は、神さまにささげられる栄光から生まれる。神の栄光は人々にとって唯一の真の平和である。クリスマスの夜、私たちは人間となった神の前で跪くとき、私たちは兄弟愛へ向けての最も直接な、最も建設的な、最も創造的な行為を行っている。」(L. SUENENS) 御降誕おめでとうございます
Wednesday, December 10, 2008
Scienza e metafisica
Un primo grande problema è quello del rapporto tra fisica e metafisica, ovvero: le formulazioni della fisica, espresse come relazioni matematiche, sono ‘pure’ (riferite esclusivamente all’esperienza) o risentono di costruzioni metafisiche più o meno ‘invadenti’ dalle quali non possono prescindere? La risposta a questa sola domanda richiederebbe uno spazio ben più ampio di quello di una recensione; si può tuttavia considerare una sintesi efficace (anche se non universalmente condivisa, né definitiva – la parola ‘definitivo’ è bandita dal vocabolario della scienza come da quello della filosofia) l’opinione di Einstein al riguardo: “la vera difficoltà sta nel fatto che la fisica è un tipo di metafisica; la fisica descrive ‘la realtà’. Ma noi non sappiamo cosa sia ‘la realtà’, se non attraverso la descrizione fisica che ne diamo” (Lettera di Einstein a Schrödinger del 1935, citata in V. Allori, M. Dorato, F. Laudisa, N. Zanghì, La natura delle cose. Introduzione ai fondamenti e alla filosofia della fisica, Carocci, Roma 2006, p. 13). Per Robert Millikan, premio Nobel nel 1923, “la scienza [...] cammina su due piedi: la teoria e l’esperimento. A volte è un piede ad andare avanti per primo, a volte l’altro; ma un progresso continuativo si ottiene soltanto tramite l’uso di entrambi” (citato in R. Oerter, La teoria del quasi-tutto. Il modello standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna, Codice, Torino 2006, p. 138). Ancora per Einstein, non esiste alcuna osservazione senza una teoria che la guidi: “è la teoria che decide cosa dobbiamo osservare” (W. Heisenberg, Fisica e oltre. Incontri con i protagonisti 1920-1965, Bollati Boringhieri, Torino 1984, p. 73). La cosiddetta ‘osservazione’ “è una questione complicata e carica di teoria” (J. Bell, Speakable and unspeakable in quantum mechanics, University of Cambridge, Cambridge 20042, p. 215). E via discorrendo.
Faraone, Dario, Scienza e metafisica. L’impossibile equazione.Roma, Armando, 2008, pp. 80, € 8,00, ISBN 9788860813299.
Recensione di Paolo Calabrò - 16/9/2008
Faraone, Dario, Scienza e metafisica. L’impossibile equazione.Roma, Armando, 2008, pp. 80, € 8,00, ISBN 9788860813299.
Recensione di Paolo Calabrò - 16/9/2008
Carita’intelletuale
Antonio Rosmini e in primo luogo un esempio di “carita intellettuale, un’espressione da lui stesso coniata, per troppo tempo dimenticata e rivalutata solo negli ultimi dieci anni”.
Cfr. Opere di misericoridia spirituali
Cfr. Opere di misericoridia spirituali
Thursday, November 27, 2008
Creazione come improvvisazione musicale 即興としての創造
Per usare una metafora musicale utilizzata da Arthur Peacocke, la 'fuga' della creazione non e' l’esecuzione di uno spartito fisso gia scritto nell’eternita' ma e'un’improvvisazione che si dispiega meravigliosamente al quale partecipano il Creatore e le creature. L’equilibrio raggiunto tra l’orientamento del Creatore e l’indipendenza delle creature e' una questione delicata, non facile da definire. E' una questione teologica ben conosciuta, in quanto e' semplicemente quella della grazia e del libero arbitrio, ma estesa all’intero cosmo.
Il fisico John Polkinghorne su Avvenire 26/11/2008
Il fisico John Polkinghorne su Avvenire 26/11/2008
Thursday, November 20, 2008
“Non contineri a maximo et tamen non coerceri a minimo vere divinum est”
Non contineri a maximo et tamen non coerceri a minimo vere divinum est” (gesuita polacco del ‘700)
「最大のものに限られず、それでいて最小のものに抑制されない。それはまことに神的なものである」
「最大のものに限られず、それでいて最小のものに抑制されない。それはまことに神的なものである」
Wednesday, November 19, 2008
Skepticism, Pluralism and Metaphysics
Skepticism, Pluralism, and Metaphysics
Metaphysics is the cognitive department that has problems with which it does not get finished. . . . To have problems with which one does not get finished is irritating for the theory of science, but normal for humanity. Skeptics, in my view, are people who put up with irritations in the theory of science in the interests of human normality. For them, metaphysics -- not getting finished with problems -- is precisely not an opponent, but a human state of affairs, so that for skeptics, who opt for what is human, there can never be too much metaphysics. There are human problems in regard to which it would be antihuman, and thus an error in the art of living, to solve them. The skeptical art of not committing these errors in the art of living is metaphysics; and professional metaphysicians are people who have painstakingly and successfully learned not to get finished with problems. Here, precisely, is where their value lies. Of course, someone who gives no answer at all to a problem finally loses the problem, which is not good. Someone who gives only one answer to a problem thinks he has solved the problem and easily becomes dogmatic, which is not good either. The best thing is to give too many answers. That approach . . . preserves the problem without really solving it. There must be a thousand answers -- perhaps, in the Orient, a thousand and one, and in Spain a thousand and three. Abstinence in answering and monism in answering are harmful; what is beneficial is an exuberantly debauched answer-life -- which, for the most part, already exists, as the history of metaphysics, which consequently is the organon of skepticism. That is why the skeptic is enamoured of the metaphysics that produces so many answers that they neutralize one another, reciprocally, and in just that way (divide and think!) leave the problem open, so that the experience of metaphysics, overall, is like that of the lion-loving lion-hunter who, when he was asked how many lions he had already brought down, could admit that the answer was none, and received the consoling response that with lions, that's already a lot. That is exactly what happens to metaphysics (which is why the skeptic likes metaphysics). . . . The number of its problems that it has solved is none. But for human beings, that is already a lot.
Source: Odo Marquard, In Defense of the Accidental: Philosophical Studiestr. by Robert M. Wallace (New York and Oxford: Oxford University Press, 1991), pp.24-25.
Metaphysics is the cognitive department that has problems with which it does not get finished. . . . To have problems with which one does not get finished is irritating for the theory of science, but normal for humanity. Skeptics, in my view, are people who put up with irritations in the theory of science in the interests of human normality. For them, metaphysics -- not getting finished with problems -- is precisely not an opponent, but a human state of affairs, so that for skeptics, who opt for what is human, there can never be too much metaphysics. There are human problems in regard to which it would be antihuman, and thus an error in the art of living, to solve them. The skeptical art of not committing these errors in the art of living is metaphysics; and professional metaphysicians are people who have painstakingly and successfully learned not to get finished with problems. Here, precisely, is where their value lies. Of course, someone who gives no answer at all to a problem finally loses the problem, which is not good. Someone who gives only one answer to a problem thinks he has solved the problem and easily becomes dogmatic, which is not good either. The best thing is to give too many answers. That approach . . . preserves the problem without really solving it. There must be a thousand answers -- perhaps, in the Orient, a thousand and one, and in Spain a thousand and three. Abstinence in answering and monism in answering are harmful; what is beneficial is an exuberantly debauched answer-life -- which, for the most part, already exists, as the history of metaphysics, which consequently is the organon of skepticism. That is why the skeptic is enamoured of the metaphysics that produces so many answers that they neutralize one another, reciprocally, and in just that way (divide and think!) leave the problem open, so that the experience of metaphysics, overall, is like that of the lion-loving lion-hunter who, when he was asked how many lions he had already brought down, could admit that the answer was none, and received the consoling response that with lions, that's already a lot. That is exactly what happens to metaphysics (which is why the skeptic likes metaphysics). . . . The number of its problems that it has solved is none. But for human beings, that is already a lot.
Source: Odo Marquard, In Defense of the Accidental: Philosophical Studiestr. by Robert M. Wallace (New York and Oxford: Oxford University Press, 1991), pp.24-25.
Monday, November 17, 2008
日本の司教のリーダーシップ
日本におけるカトリック教は、信者の中に各界の代表的な人物が少なくないにもかかわらず、総人口の1パーセントに遠く及ばない信者数の乏しさということもあり、また、教会の指導的地位に立つ人々が、世俗の目から見ると必ずしもそうは思えないという聖俗の価値判断の落差の大きさによるショックもあってのことであるが、教会が団結して反戦運動をするというような力もなかったし、いまもないという状態であって、社会的影響力は微弱である。これは、ひとつには教会の古くからの伝統として、比較的古い信者の家柄から司教を選ぼうという慣習があって、初期の日本大司教が聖人であっても文化的社会からは隔絶した風土の中から選ばれたという事情にもよるであろうが、いまひとつは、信者たちが縦のつながりを持ちたがらない傾向があった。日本のような旧来の風習が強く残存する縦社会の場合、むしろカトリック社会でのこの極めて弱い縦の関係のほうが騒ぎが起きなくてよい、という意見も多い。」(148-149頁)
「司教団としては、日本のカトリック学校のもつ前述の屈折した一種の不信感を不従順とか傲慢と取らずに、冷静に汲み取り、対話を続けるだけの寛大な父性(paternitas)をもたなければならない。しかし、はたしてその器量をもっているかどうか。」(151頁)
「教会ないし司教団は、もし派遣者であるとか認可者であると言おうとするならば、つまりは教会法的な権威を持ちたいのならば、苦しい台所事情はあるにせよ、せめて数億円くらい出して、それを基に広く寄附を求めるべきであろう。その小さな額からの積み重ねが、もしかするといくつかの大聖堂を建立する以上に大切で、天主の宿る神殿を世界の未来を担う大勢の少年少女たちの胸に建立することになるのではないか。そうするとき、はじめて大勢の人々が信者として大聖堂を満たすときもあろう。信者の数は問題ではないというが救われる人の数の多いほうがよい。」(155頁)
{今道友信 『超越への指標』 ピナケス出版 2008年)
「司教団としては、日本のカトリック学校のもつ前述の屈折した一種の不信感を不従順とか傲慢と取らずに、冷静に汲み取り、対話を続けるだけの寛大な父性(paternitas)をもたなければならない。しかし、はたしてその器量をもっているかどうか。」(151頁)
「教会ないし司教団は、もし派遣者であるとか認可者であると言おうとするならば、つまりは教会法的な権威を持ちたいのならば、苦しい台所事情はあるにせよ、せめて数億円くらい出して、それを基に広く寄附を求めるべきであろう。その小さな額からの積み重ねが、もしかするといくつかの大聖堂を建立する以上に大切で、天主の宿る神殿を世界の未来を担う大勢の少年少女たちの胸に建立することになるのではないか。そうするとき、はじめて大勢の人々が信者として大聖堂を満たすときもあろう。信者の数は問題ではないというが救われる人の数の多いほうがよい。」(155頁)
{今道友信 『超越への指標』 ピナケス出版 2008年)
音楽とキリスト教 および日本教
「明治維新の和魂洋才によって取り入れられた西洋文明のなかでも、音楽は以前のものを否定し、まったく取って変わるような結果になったものの代表ではないかと思われる。日本クラシック音楽界は追いつけ追い越せで突っ走ってきた。小澤征璽氏がオペラの殿堂、ヴィーン国立歌劇場の総監督に就任したことからも、日本人が西洋音楽を演奏することができるかという実験は一応成功だったと言えるだろう。しかし音楽とは住んでいる家や建築物、衣服、書いている文字、ものの考え方や感じ方、宗教などと切り離して考えられるものではない。西洋音楽を教育されたとしても、それは本当には日本人の他の表現とはあまり密接でない借り物である。宴会や親戚の集まりで、シューベルトの歌曲やオペラのアリアを歌うということはない。お祭りでワルツを踊るということもないのである。だとすれば私たちがもっているのは教養としての音楽の知識、受動的な鑑賞であり、「音楽」そのものではないのである(注1:小泉文夫 『日本の音』 平凡社 1994年 82頁)。」(202頁)
「音楽は国際的言語であるという楽観論が強調されていたが、逆に音楽はよその民族には全然わからないものでもある(注3:小泉文夫・團伊玖磨 『日本音楽の再発見』平凡社2001年 61頁)。(203頁)
「唱歌教育を実施するにあたっては、キリスト教が入ってくるのではないかという大変な危惧があったようである」(210頁)
「日本に西洋音楽が移植された経緯を調べてみると、どういう立場に立っているかで見方は変わってくる。キリスト教側からみれば、キリスト教を受け入れる下地作りとしての賛美歌を歌うための土台、つまりドレミの音感を植えつけることに成功したと言えるし、日本人が唱歌として馴染んできた歌は、賛美歌が元歌になっていて、「きよしこの夜」「いつくしみ深き」など抵抗感なく誰にでも歌われている賛美歌まである。日本にはいくつもオーケストラがあり、キリスト教の宗教曲が好んで演奏されている。だからといってキリスト教化したというわけではない。むしろ西洋音楽とキリスト教の結びつきにはあえて触れず、癒し効果などをもたらすものとして捉えようとしたりする。またこれを邦楽関係者の視点で見れば、嘆かわしい状況であろう。ドレミの音感に塗り替えられてしまったものは、到底元にはもどせない。」(220頁)
「2001年9・11以降、欧米中心の世界観は少しずつではあるが転換してきていると私は感じている。音楽においても芸術としての教養、知識に留まらない、私たちの音楽を、地に足をつけて、再発見していきたいと願っている。」(220頁)
黒川京子、「明治期の西洋音楽の受容」、『キリスト教をめぐる近代日本の諸相』、オリエンス宗教研究所、2008年 所収。
「音楽は国際的言語であるという楽観論が強調されていたが、逆に音楽はよその民族には全然わからないものでもある(注3:小泉文夫・團伊玖磨 『日本音楽の再発見』平凡社2001年 61頁)。(203頁)
「唱歌教育を実施するにあたっては、キリスト教が入ってくるのではないかという大変な危惧があったようである」(210頁)
「日本に西洋音楽が移植された経緯を調べてみると、どういう立場に立っているかで見方は変わってくる。キリスト教側からみれば、キリスト教を受け入れる下地作りとしての賛美歌を歌うための土台、つまりドレミの音感を植えつけることに成功したと言えるし、日本人が唱歌として馴染んできた歌は、賛美歌が元歌になっていて、「きよしこの夜」「いつくしみ深き」など抵抗感なく誰にでも歌われている賛美歌まである。日本にはいくつもオーケストラがあり、キリスト教の宗教曲が好んで演奏されている。だからといってキリスト教化したというわけではない。むしろ西洋音楽とキリスト教の結びつきにはあえて触れず、癒し効果などをもたらすものとして捉えようとしたりする。またこれを邦楽関係者の視点で見れば、嘆かわしい状況であろう。ドレミの音感に塗り替えられてしまったものは、到底元にはもどせない。」(220頁)
「2001年9・11以降、欧米中心の世界観は少しずつではあるが転換してきていると私は感じている。音楽においても芸術としての教養、知識に留まらない、私たちの音楽を、地に足をつけて、再発見していきたいと願っている。」(220頁)
黒川京子、「明治期の西洋音楽の受容」、『キリスト教をめぐる近代日本の諸相』、オリエンス宗教研究所、2008年 所収。
Wednesday, November 12, 2008
日本教
「一定の時間的順序で入って来たいろいろな思想が、ただ精神の内面における空間的配置をかえるだけでいわば無時間に並存する傾向をもつことによって、却ってそれらは歴史的な構造性を失ってしまう」(丸山真男)。「日本人は、自分たちがどの方角から来たものでもその最良なところを取り込もうとするというこの態度を好意的な心の広さと捉えることを好む。しかし、謙虚さが日本人の市民生活に特徴的なものであるとは言え、この態度は虚栄心や傲慢ささえも有するものである」(カール・レーヴィット)。
・ Masao Maruyama, Denken in Japan, Frankfurt, 1988, p. 29.
・ ジョセフ・S・オリリー、「新渡戸文献の神学的検討」、『キリスト教をめぐる近代日本の諸相』、オリエンス宗教研究所、20008年所収。
‘That thought does not accumulate into a tradition and that the “traditional” thought re-enters in a scarcely graspable and unsystematic way, are at bottom two sides of the same thing. There is a tendency, faced with the ideas that came to Japan in a determined temporal sequence, to rearrange them merely spatially in the individual’s interior and let them co-exist timelessly so to speak, whereby they lose their historical structuredness’ (Masao Maruyama, Denken in Japan,\[Frankfurt 1988], 29; quoted, Liederbach, 37). ‘The Japanese likes to interpret as benevolent broad-mindedness his readiness to appropriate the best from whatever quarter. Yet despite the modesty that distinguishes the Japanese in civil life, this attitude is not free from vanity and even arrogance’ (Karl Löwith, quoted, Liederbach, 49). Nitobe’s willingness to recognize the best in Europe is what Maruyama calls a ‘selective reception’. The selected European best (chivalry and imperialism) boosts the selected Japanese best (bushido), short-circuiting a true pluralistic and dialectical encounter of cultures. Maruyama gives an example of what he means, from Inoue Tetsujiro, who claimed that the ethics of German Idealism, ‘though people have seen it as a novel foreign teaching, is close to what the school of Zhu Xi [Chu Hsi 1130-1200] have taught from of old’ (Liederbach, 48). Nitobe’s book would provide Maruyama with many more examples of the same hermeneutical vice of ‘dehistoricizing, i.e. decontextualizing the foreign element’ (48) in order to assimilate it to something already present in Japanese tradition.
Joseph S. O'Leary
http://josephsoleary.typepad.com/my_weblog/2007/01/a_note_on_nitob.html
・ Masao Maruyama, Denken in Japan, Frankfurt, 1988, p. 29.
・ ジョセフ・S・オリリー、「新渡戸文献の神学的検討」、『キリスト教をめぐる近代日本の諸相』、オリエンス宗教研究所、20008年所収。
‘That thought does not accumulate into a tradition and that the “traditional” thought re-enters in a scarcely graspable and unsystematic way, are at bottom two sides of the same thing. There is a tendency, faced with the ideas that came to Japan in a determined temporal sequence, to rearrange them merely spatially in the individual’s interior and let them co-exist timelessly so to speak, whereby they lose their historical structuredness’ (Masao Maruyama, Denken in Japan,\[Frankfurt 1988], 29; quoted, Liederbach, 37). ‘The Japanese likes to interpret as benevolent broad-mindedness his readiness to appropriate the best from whatever quarter. Yet despite the modesty that distinguishes the Japanese in civil life, this attitude is not free from vanity and even arrogance’ (Karl Löwith, quoted, Liederbach, 49). Nitobe’s willingness to recognize the best in Europe is what Maruyama calls a ‘selective reception’. The selected European best (chivalry and imperialism) boosts the selected Japanese best (bushido), short-circuiting a true pluralistic and dialectical encounter of cultures. Maruyama gives an example of what he means, from Inoue Tetsujiro, who claimed that the ethics of German Idealism, ‘though people have seen it as a novel foreign teaching, is close to what the school of Zhu Xi [Chu Hsi 1130-1200] have taught from of old’ (Liederbach, 48). Nitobe’s book would provide Maruyama with many more examples of the same hermeneutical vice of ‘dehistoricizing, i.e. decontextualizing the foreign element’ (48) in order to assimilate it to something already present in Japanese tradition.
Joseph S. O'Leary
http://josephsoleary.typepad.com/my_weblog/2007/01/a_note_on_nitob.html
Thursday, October 30, 2008
La fatica del concetto
“Die Anstrengung des Begriffs” (Hegel, Phaenomenologie des Geistes, prefazione, III [4]). LA FATICA DEL CONCETTO.
概念的把握の努力を身に引き受けること。 (苦労)
Hence the important thing for the student of science is to make himself undergo the strenuous toil of conceptual reflection, of thinking in the form of the notion.
概念的把握の努力を身に引き受けること。 (苦労)
Hence the important thing for the student of science is to make himself undergo the strenuous toil of conceptual reflection, of thinking in the form of the notion.
Monday, October 27, 2008
Landsberg smentisce Heidegger
Paul Ludwig Landsberg (Bonn 1901 - Oranienburg, Berlino 1944), allievo di Husserl e Scheler all’Universita' di Bonn, costretto a emigrare per la sua origine ebraica in Spagna e poi a Parigi, da dove fu deportato nei campi di sterminio fino alla sua morte, fu uno dei principali collaboratori della rivista Esprit, fondata da Mounier, ed uno dei piu' significativi, e meno studiati, rappresentanti del personalismo.
Smentendo Heidegger, per Landュsberg la persona umana, nella sua essenza, non e' un "essere per la morte" ( Sein zum Tode), ma tende verso la propria perfezione e verso l’eternita'. La vita organica non e' mai completamente assorbita dalla personalizzazione. Solo raramente il sopraggiungere della morte coincide con il momento della perfetta compiutezza dell’esistenza personale, come accade per gli eroi dei miti. Questa non-coincidenza denota l’originaria "estraneita' ontologica" della morte rispetto all’esistenza personale, nella quale sembra penetrare quasi da una sfera estranea, quella della vita biologica, che obbedisce a leggi proprie. La persona umana si trova a dover lottare contro l’estraneita' della morte fisica al fine di integrarla nel suo universo spirituale, cercando di renderla sensata e di trasformare la fatalita' della morte in liberta'. In tale prospettiva anche l’angoscia non rivela il nulla, come per Heidegger, ma l’anelito dell’uomo verso l’essere e l’eternizzazione. La persona non e' originariamente per la morte, ma per il suo superamento. "L’angoscia di fronte alla morte sarebbe inconcepibile – scrive Landsberg – se il nostro esserci non fosse di per se stesso fatto per la sopravvivenza". L’angoscia ci rivela che la morte e il nulla si oppongono alla tendenza piu' profonda e inevitabile del nostro essere, che e' quella di realizzarsi e di eternarsi.
Fabio Olivetti PAUL LUDWIG LANDSBERG
Una filosofia della persona tra interiorita' e impegno Edizioni Plus. Pagine 510. Euro 16
Aa.Vv. DA CHE PARTE DOBBIAMO STARE Il personalismo di Paul Ludwig Landsberg Rubbettino. Pagine 395. Euro 22
Smentendo Heidegger, per Landュsberg la persona umana, nella sua essenza, non e' un "essere per la morte" ( Sein zum Tode), ma tende verso la propria perfezione e verso l’eternita'. La vita organica non e' mai completamente assorbita dalla personalizzazione. Solo raramente il sopraggiungere della morte coincide con il momento della perfetta compiutezza dell’esistenza personale, come accade per gli eroi dei miti. Questa non-coincidenza denota l’originaria "estraneita' ontologica" della morte rispetto all’esistenza personale, nella quale sembra penetrare quasi da una sfera estranea, quella della vita biologica, che obbedisce a leggi proprie. La persona umana si trova a dover lottare contro l’estraneita' della morte fisica al fine di integrarla nel suo universo spirituale, cercando di renderla sensata e di trasformare la fatalita' della morte in liberta'. In tale prospettiva anche l’angoscia non rivela il nulla, come per Heidegger, ma l’anelito dell’uomo verso l’essere e l’eternizzazione. La persona non e' originariamente per la morte, ma per il suo superamento. "L’angoscia di fronte alla morte sarebbe inconcepibile – scrive Landsberg – se il nostro esserci non fosse di per se stesso fatto per la sopravvivenza". L’angoscia ci rivela che la morte e il nulla si oppongono alla tendenza piu' profonda e inevitabile del nostro essere, che e' quella di realizzarsi e di eternarsi.
Fabio Olivetti PAUL LUDWIG LANDSBERG
Una filosofia della persona tra interiorita' e impegno Edizioni Plus. Pagine 510. Euro 16
Aa.Vv. DA CHE PARTE DOBBIAMO STARE Il personalismo di Paul Ludwig Landsberg Rubbettino. Pagine 395. Euro 22
Sunday, October 19, 2008
La vita: una messinscena
La vita e' "una messinscena dove risulta impossibile uscire senza danni. Ci si sporca le mani: questo si. Meglio compromettersi che sperare di restar puri. I nemici ti fanno sentire vivo. L'unica possibilita' e' quella di salvare la faccia, se non altro di fronte a noi stessi" (Eraldo Affinati, citato in La Civilta' catt. 2008 III, p. 362)
Sunday, October 05, 2008
Citazioni di Gustave Thibon
Gustave THIBON (1903 - 2001)
"Dio delude chi non lo conosce abbastanza, le creature deludono chi le conosce troppo"
« Dieu est le seul être aimé avec lequel on puisse être pleinement, misérablement soi-même, avec qui l'amour n'ait jamais et à aucun degré besoin de mentir » (L'échelle de Jacob).
La foi consiste à ne jamais renier dans les ténèbres ce qu'on a entrevu dans la lumière.
Le doute est un poison pour la conviction et un aliment pour la foi. (L'Ignorance étoilée)
Le mensonge est un hommage à la vérité comme l'hypocrisie est un hommage à la vertu. (L'Ignorance étoilée)
S'aimer, c'est avoir faim ensemble et non pas se dévorer l'un l'autre.
N'oublions pas que ce n'est pas le nombre et la longueur de ses branches, mais la profondeur et la santé de ses racines qui font la vigueur d'un arbre. (L'équilibre et l'harmonie)
Mal savoir ne vaut pas mieux que tout ignorer... (L'équilibre et l'harmonie)
Croire à l'espace plus qu'à l'aile. Ainsi, sans courir après rien, on possède tout. Les choses fuient celui qui les cherche, elles viennent à celui qui ne bouge pas. (L'ignorance étoilée, p.58 Fayard)
On peut toujours apprendre ce qu'on ne sait pas, non ce qu'on croit savoir. (L'ignorance étoilée, p.71 Fayard)
"Dio delude chi non lo conosce abbastanza, le creature deludono chi le conosce troppo"
« Dieu est le seul être aimé avec lequel on puisse être pleinement, misérablement soi-même, avec qui l'amour n'ait jamais et à aucun degré besoin de mentir » (L'échelle de Jacob).
La foi consiste à ne jamais renier dans les ténèbres ce qu'on a entrevu dans la lumière.
Le doute est un poison pour la conviction et un aliment pour la foi. (L'Ignorance étoilée)
Le mensonge est un hommage à la vérité comme l'hypocrisie est un hommage à la vertu. (L'Ignorance étoilée)
S'aimer, c'est avoir faim ensemble et non pas se dévorer l'un l'autre.
N'oublions pas que ce n'est pas le nombre et la longueur de ses branches, mais la profondeur et la santé de ses racines qui font la vigueur d'un arbre. (L'équilibre et l'harmonie)
Mal savoir ne vaut pas mieux que tout ignorer... (L'équilibre et l'harmonie)
Croire à l'espace plus qu'à l'aile. Ainsi, sans courir après rien, on possède tout. Les choses fuient celui qui les cherche, elles viennent à celui qui ne bouge pas. (L'ignorance étoilée, p.58 Fayard)
On peut toujours apprendre ce qu'on ne sait pas, non ce qu'on croit savoir. (L'ignorance étoilée, p.71 Fayard)
Wednesday, October 01, 2008
性と死 riproduzione sessuata e morte
進化における、性と死 (生と死の間違いではありません)
個体(ヒトの場合は個人)の死というシステムは、性(オスとメス。生殖)のシステムと裏表の関係です。
地球に誕生した最初の生命は細菌より原始的な微生物です。
細菌や単細胞生物(アメーバやゾウリムシやミドリムシなど)は細胞分裂していくだけで、仕組みとしての死がありません。もちろん、環境が悪ければ生きられなくなりますが、寿命は無限大です。
性の無い生物の弱みは遺伝子が原則同じコピーなので大きな環境変化に全滅してしまう恐れがあることです。
この弱点を解消しようとした仕組みが多細胞化と性のシステムです。
オスとメスとが互いの遺伝子を組み合わせて複数の個性を持った子孫を残すことが、様々な環境変化に耐えられるものを残す確率を高めたのです。
多細胞化した生物は、自分たちの代表として卵細胞や精細胞(精子)に自分たちの遺伝子を託します。
そして、本体は子孫の邪魔にならないように死んでいくのです。
性と死の仕組みは、遺伝子が自分のコピーを残そうとする戦略なのです。
個体(ヒトの場合は個人)の死というシステムは、性(オスとメス。生殖)のシステムと裏表の関係です。
地球に誕生した最初の生命は細菌より原始的な微生物です。
細菌や単細胞生物(アメーバやゾウリムシやミドリムシなど)は細胞分裂していくだけで、仕組みとしての死がありません。もちろん、環境が悪ければ生きられなくなりますが、寿命は無限大です。
性の無い生物の弱みは遺伝子が原則同じコピーなので大きな環境変化に全滅してしまう恐れがあることです。
この弱点を解消しようとした仕組みが多細胞化と性のシステムです。
オスとメスとが互いの遺伝子を組み合わせて複数の個性を持った子孫を残すことが、様々な環境変化に耐えられるものを残す確率を高めたのです。
多細胞化した生物は、自分たちの代表として卵細胞や精細胞(精子)に自分たちの遺伝子を託します。
そして、本体は子孫の邪魔にならないように死んでいくのです。
性と死の仕組みは、遺伝子が自分のコピーを残そうとする戦略なのです。
Tuesday, September 30, 2008
Uomini e animali
(...)
La questione è la seguente: se la mancanza di specializzazione riveste sempre un carattere primitivo e se gli stadi di specializzazione sono sempre stadi finali nel cammino evolutivo, ne consegue che è impossibile che le configurazioni morfologiche primitive (quali sono quelle del cranio, della mandibola, delle mani e dei piedi umani, ecc.) procedano da altre posteriori pur maggiormente evolute, come lo sono tutte le caratteristiche morfologiche altamente specializzate delle scimmie.
Se non ho frainteso, vuole dire che l’uomo è una creatura meno evoluta delle scimmie?
Padre Leopoldo Prieto: Esattamente. O meno evoluta, o evoluta in modo contrario alle scimmie. Uno studioso ha suggerito, senza intenti ironici, ma sollevando qualcosa di sostanzialmente veritiero, che, volendo difendere l’evoluzionismo, bisognerebbe sostenere, in luogo della vecchia immagine dell’evoluzionismo del XIX secolo in cui l’uomo deriva dalla scimmia - la famosa serie di individui che passano da semiquadrupedi fino all’uomo eretto attuale -, esattamente il contrario, ovvero l’idea di una scimmia (come essere altamente specializzato e adattato alla forma di vita arborea) che procede dall’uomo, un essere molto più primitivo e meno specializzato.
Un’idea alquanto scioccante, non le pare?
Padre Leopoldo Prieto: Può essere, da un punto di vista culturale, ma dal punto di vista scientifico è piuttosto ben fondata. Autori rinomati del mondo scientifico hanno affermato che la filogenia delle scimmie antropoide è consistita in una “scimmiazione” crescente, a partire da forme arcaiche più simili a quelle umane, rispetto alla “ominizzazione” progressiva della specie umana. Vi è stato persino chi ha parlato di deumanizzazione progressiva della scimmia.
(...)
Ma non è stato dimostrato che alcune scimmie particolarmente sveglie sono capaci di interagire intelligentemente con l’uomo, usando addirittura il computer?
Padre Leopoldo Prieto: Gli sperimenti realizzati con le scimmie, specialmente con gli scimpanzé, allo scopo di dimostrare l’esistenza di attitudini logiche in questi animali, si sono dimostrati sempre dei fallimenti. Sono stati impiegati molti mezzi e molto tempo, ma i risultati ottenuti sono sempre stati deludenti. L’unica cosa che sono riusciti a dimostrare è l’esistenza di una memoria associativa (che è alla base dell’addestramento degli animali), più o meno sviluppata. Gli stessi ricercatori hanno dovuto riconoscere che gli scimpanzé, anche dopo un intenso addestramento linguistico, rimangono al livello di comunicazione del quale sono naturalmente dotati.
Questo dunque significa che ciò che questi animali hanno “appreso” attraverso l’addestramento non è stato anche “compreso”. Per questo non forma parte del proprio patrimonio di comunicazione, né viene trasmesso alla prole. Tutto ciò che si è ottenuto con questi esperimenti, tanto sofisticati quanto tenaci, è stata l’associazione di immagini con determinate azioni (in un numero abbastanza ridotto), rafforzata con i premi più graditi all’animale (cibo, passeggiata, ecc.).
zenit 30 sett. 2008
La questione è la seguente: se la mancanza di specializzazione riveste sempre un carattere primitivo e se gli stadi di specializzazione sono sempre stadi finali nel cammino evolutivo, ne consegue che è impossibile che le configurazioni morfologiche primitive (quali sono quelle del cranio, della mandibola, delle mani e dei piedi umani, ecc.) procedano da altre posteriori pur maggiormente evolute, come lo sono tutte le caratteristiche morfologiche altamente specializzate delle scimmie.
Se non ho frainteso, vuole dire che l’uomo è una creatura meno evoluta delle scimmie?
Padre Leopoldo Prieto: Esattamente. O meno evoluta, o evoluta in modo contrario alle scimmie. Uno studioso ha suggerito, senza intenti ironici, ma sollevando qualcosa di sostanzialmente veritiero, che, volendo difendere l’evoluzionismo, bisognerebbe sostenere, in luogo della vecchia immagine dell’evoluzionismo del XIX secolo in cui l’uomo deriva dalla scimmia - la famosa serie di individui che passano da semiquadrupedi fino all’uomo eretto attuale -, esattamente il contrario, ovvero l’idea di una scimmia (come essere altamente specializzato e adattato alla forma di vita arborea) che procede dall’uomo, un essere molto più primitivo e meno specializzato.
Un’idea alquanto scioccante, non le pare?
Padre Leopoldo Prieto: Può essere, da un punto di vista culturale, ma dal punto di vista scientifico è piuttosto ben fondata. Autori rinomati del mondo scientifico hanno affermato che la filogenia delle scimmie antropoide è consistita in una “scimmiazione” crescente, a partire da forme arcaiche più simili a quelle umane, rispetto alla “ominizzazione” progressiva della specie umana. Vi è stato persino chi ha parlato di deumanizzazione progressiva della scimmia.
(...)
Ma non è stato dimostrato che alcune scimmie particolarmente sveglie sono capaci di interagire intelligentemente con l’uomo, usando addirittura il computer?
Padre Leopoldo Prieto: Gli sperimenti realizzati con le scimmie, specialmente con gli scimpanzé, allo scopo di dimostrare l’esistenza di attitudini logiche in questi animali, si sono dimostrati sempre dei fallimenti. Sono stati impiegati molti mezzi e molto tempo, ma i risultati ottenuti sono sempre stati deludenti. L’unica cosa che sono riusciti a dimostrare è l’esistenza di una memoria associativa (che è alla base dell’addestramento degli animali), più o meno sviluppata. Gli stessi ricercatori hanno dovuto riconoscere che gli scimpanzé, anche dopo un intenso addestramento linguistico, rimangono al livello di comunicazione del quale sono naturalmente dotati.
Questo dunque significa che ciò che questi animali hanno “appreso” attraverso l’addestramento non è stato anche “compreso”. Per questo non forma parte del proprio patrimonio di comunicazione, né viene trasmesso alla prole. Tutto ciò che si è ottenuto con questi esperimenti, tanto sofisticati quanto tenaci, è stata l’associazione di immagini con determinate azioni (in un numero abbastanza ridotto), rafforzata con i premi più graditi all’animale (cibo, passeggiata, ecc.).
zenit 30 sett. 2008
Thursday, September 11, 2008
土着化
「アシジの聖フランシスコと源義経は、同じ十二世紀末ころの人だが、日本人の信者は、聖フランシスコのほうをずっと身近に感じるだろう。それは時空を超えて魂で感知しているからだ。バッハやモーツァルト、ルオー、ドストエフスキーなどの芸術にふれる時、日本の文化・伝統は要らない。まして渇いた魂の深みに降りるのに、同じ文化・伝統というハシゴは要らない。渇きに苦しむ人は、水の入った器が漆のお椀かグラスかなど問わない。『いかに美しいことか、山々を行き巡り、良い知らせを伝える者の足は』(イザヤ52・7)とある。その足が履いているのは、下駄か靴かは、問題にもならない。
生きる重さに苦しむ時、日本人も外国人もなく、ただ一つの魂があえいでいるだけだ。」
(・・・)
旧約聖書は、私には遠いものだったが、数千年前のユダヤ人の『物語』ではなく、私の人生と深いかかわりがあったという驚きは大きかった。『自分が神になって善悪を判断したい』というエバは、わたしであった。すべては益となることを信じないで、悪魔の囁きに耳を貸して神となり『私の苦しみに意味はない。生きることに意味は無い』と判断していた。『すべては神のはからいだった』と泣くヨセフは私であった。」
(安田美知子、「福音宣教」2006年6月号、33頁)
生きる重さに苦しむ時、日本人も外国人もなく、ただ一つの魂があえいでいるだけだ。」
(・・・)
旧約聖書は、私には遠いものだったが、数千年前のユダヤ人の『物語』ではなく、私の人生と深いかかわりがあったという驚きは大きかった。『自分が神になって善悪を判断したい』というエバは、わたしであった。すべては益となることを信じないで、悪魔の囁きに耳を貸して神となり『私の苦しみに意味はない。生きることに意味は無い』と判断していた。『すべては神のはからいだった』と泣くヨセフは私であった。」
(安田美知子、「福音宣教」2006年6月号、33頁)
Saturday, August 30, 2008
福音書の論語化 ?
国立国会図書館のメイン・カウンターの右上に下記のギリシア語の文字が刻まれている。
Η ΑΛΗΘΕΙΑ ΕΛΕΥΘΕΡΩΣΕΙ ΥΜΑΣ
左上にはこう書かれている。
「真理がわれらを自由にする」(国立国会図書館訳)
しかし、これは新約聖書の言葉であり、次のように訳される。
「真理はあなたたちを自由にする」 (新共同訳)
ヨハネ8、32
http://www.ndl.go.jp/jp/aboutus/shinri.html
Η ΑΛΗΘΕΙΑ ΕΛΕΥΘΕΡΩΣΕΙ ΥΜΑΣ
左上にはこう書かれている。
「真理がわれらを自由にする」(国立国会図書館訳)
しかし、これは新約聖書の言葉であり、次のように訳される。
「真理はあなたたちを自由にする」 (新共同訳)
ヨハネ8、32
http://www.ndl.go.jp/jp/aboutus/shinri.html
Sunday, August 24, 2008
Incarnazione Eliot Cori dalla Rocca
“un momento nel tempo
ma il tempo fu creato attraverso quel momento:
poiché senza significato non c’è
tempo, e quel momento di tempo diede il
significato”
Then came, at a predetermined moment, a moment in time
and of time,
A moment not out of time, but in time, in what we call history:
transecting, bisecting the world of time, a moment in time
but not like a moment of time,
A moment in time but time was made through that moment:
for without the meaning there is no time, and that moment
of time gave the meaning.
Choruses from "The Rock"
ma il tempo fu creato attraverso quel momento:
poiché senza significato non c’è
tempo, e quel momento di tempo diede il
significato”
Then came, at a predetermined moment, a moment in time
and of time,
A moment not out of time, but in time, in what we call history:
transecting, bisecting the world of time, a moment in time
but not like a moment of time,
A moment in time but time was made through that moment:
for without the meaning there is no time, and that moment
of time gave the meaning.
Choruses from "The Rock"
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