Saturday, April 04, 2015

Dialogo interreligioso e interculturale

But Dr. Inge is not old-fashioned; he considers himself highly progressive and advanced. He is a New Theologian; that is, he is liberal in theology—and nothing else. He is apparently in sober fact, and not as in any fantasy, in sympathy with those who would soften the superior claim of our creed by urging the rival creeds of the East; with those who would absorb the virtues of Buddhism or of Islam. He holds a high seat in that modern Parliament of Religions where all believers respect each other's unbelief.

Now this has a very sharp moral for modern religious reformers. When next you hear the "liberal" Christian say that we should take what is best in Oriental faiths, make quite sure what are the things that people like Dr. Inge call best; what are the things that people like Dr. Inge propose to take. You will not find them imitating the military valour of the Moslem. You will not find them imitating the miraculous ecstasy of the Hindoo. The more you study the "broad" movement of today, the more you will find that these people want something much less like Chinese metaphysics, and something much more like Chinese Labour. You will find the levelling of creeds quite unexpectedly close to the lowering of wages. Dr. Inge is the typical latitudinarian of to-day; and was never more so than when he appeared not as the apostle of the blacks, but as the apostle of the blacklegs. Preached, as it is, almost entirely among the prosperous and polite, our brotherhood with Buddhism or Mohammedanism practically means this—that the poor must be as meek as Buddhists, while the rich may be as ruthless as Mohammedans. That is what they call the reunion of all religions.


G. K. Chesterton

Tuesday, March 31, 2015

新生計画 2

Under the watch of a particular bishop the number of faithful has gon down by about 3500, over 6% of the total. In the same period in Nagoya the number is grown by about 2000, and in Tokyo by about 10,000. Now this particular bishop is being transfered to Nagoya, what do you think is going to happen? I leave it to your imagination.Otanoshimi.
ある司教のもとで、信者数は3500ほど減りました(全体の6%を超える)。同じ時期に名古屋教区では信者数は2000ほど増えました。東京大司教区では信者は一万増えました。さて、上記の司教は名古屋教区に任命されました。名古屋教区に何が起こるか、皆さんの想像力にお任せします。



Statistics  fonte: http://www.catholic-hierarchy.org/diocese/dosak.html
YearCatholicsTotal PopulationPercent CatholicDiocesan PriestsReligious PriestsTotal PriestsCatholics Per PriestPermanent DeaconsMale ReligiousFemale ReligiousParishesSource
Diocese of Osaka
195010,1107,952,9050.10%475510299 4245135ap1951
Archdiocese of Osaka
197050,85312,917,0240.40%55174229222 20989973ap1971
198056,94414,340,9800.40%48168216263121085179ap1981
199054,51915,245,5690.40%54157211258 20077981ap1991
199955,87115,313,0000.40%51142193289 17271178ap2000
200055,92015,340,9360.40%51135186300 16171478ap2001
200156,10315,453,4020.40%51130181309116370078ap2002
200256,11415,454,4940.40%53126179313115471078ap2003
200355,73615,466,7570.40%54125179311115268778ap2004
200455,73215,502,0270.40%55118173322114368577ap2005
201352,42515,424,5170.30%43113156336113863981ap2014

Tuesday, March 03, 2015

Tuesday, February 24, 2015

What was God thinking. Time nov. 14 2005

http://www.amacad.org/pdfs/cornell.pdf

Only those who are truly miserable see miracles.

Only those who are truly miserable see miracles.

The second thing is this. You are probably quite right in thinking
that you will never see a miracle done: you are probably equally right
in thinking that there was a natural explanation of anything in your past
life which seemed, at the first glance, to be 'rum' or odd'. God does
not shake miracles into Nature at random as if from a pepper-caster.
They come on great occasions: they are found at the great ganglions
of history—not political or social history, but of that spiritual history
which cannot be fully known by men. If your own life does not happen
to be near one of those great ganglions, how should you expect to
see one? If we were heroic missionaries, apostles, or martyrs, it
would be a different matter. But why you or I? Unless you live near a
railway, you will not see trains go past your windows. How likely is it
that you or I will be present when a peace-treaty is signed, when a
great scientific discovery is made, when a dictator commits suicide?
That we should see a miracle is even less likely. Nor, if we
understand, shall we be anxious to do so. 'Nothing almost sees
miracles but misery'. Miracles and martyrdoms tend to bunch about
the same areas of history—areas we have naturally no wish to
frequent. Do not, I earnestly advise you, demand an ocular proof
unless you are already perfectly certain that it is not forthcoming.

King Lear, Act 2, scene 2
Only those who are truly miserable see miracles.


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Tuesday, February 03, 2015

Padre Battista Mondin, l'atleta della teologia | Chiesa | www.avvenire.it

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/ricordo-di-padre-battista-mondin.aspx


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«Ho terminato la corsa, ho conservato la fede, ora mi resta solo la corona della giustizia…». La metafora agonistica usata da san Paolo calza perfettamente con la conclusione della vicenda terrena di padre Battista Mondin, morto venerdì, sacerdote saveriano, a lungo docente e decano della Pontificia Università Urbaniana, le cui esequie saranno celebrate domani a Parma. Era nato a Monte di Malo (Vicenza) 88 anni fa. 

L’immagine della corsa conviene al teologo e filosofo, infaticabile studioso così come appassionato ciclista. In qualche modo infatti nella sua opera si ritrovano alcune qualità del grande campione del pedale, come la disponibilità allo sforzo prolungato e la postura equilibrata che consente maggiore dinamicità di movimento. Ritroviamo in lui anche una qualità che solo a volte si accompagna alla statura del grande atleta, cioè la disponibilità al sacrificio in favore degli altri, della squadra, fino al punto di sintonizzare la pedalata sciolta al ritmo dei meno dotati.

Così Mondin armonicamente integra, in linea con il grande magistero ecclesiale, due istanze che si sono contrapposte fino allo scisma, nella storia del cristianesimo: conoscibilità o non conoscibilità di Dio. «La teologia negativa e la teologia positiva sono quasi come le ruote di una bicicletta – ha scritto –. Come la bicicletta non può andare avanti, se le due ruote non vanno assieme, così non ci può essere una teologia valida, se la via negativa e positiva non sono adoperate insieme. La via positiva da sola conduce all’antropomorfismo, all’idolatria, alla bestemmia. La via negativa conduce all’agnosticismo e all’ateismo» ("Il problema del linguaggio teologico dalle origini ad oggi", Queriniana). 

Non a caso nel 2004 troverà conferma a questa linea nel testo più controverso in materia: "Il trattato dei nomi divini" dello Pseudo Dionigi, traducendone il commento di Tommaso d’Aquino (Edizioni Studio Domenicano). Mondin sfata la tesi, riciclata dagli interpreti heideggeriani, che l’Areopagita sia solo il teologo dell’ineffabile e non piuttosto il genio che armonizza le due vie teologiche. La lezione di Tommaso è sempre la sua bussola: non un fissismo scolastico, ma il cuore e la vita del pensiero dell’Aquinate, che in qualche modo si declina nella dottrina dell’analogia, armonica e dinamica soluzione della contrapposizione delle due vie.

È con questa chiave che Mondin può confrontarsi a tutto campo con la modernità, fin dal conseguimento del suo dottorato in Filosofia e religione presso l’Università di Harvard, studiando con Paul Tillich. Allo stesso modo si misurerà con l’impatto della “svolta linguistica” in teologia e con le tendenze dell’esistenzialismo contemporaneo. Sicché la sua antropologia dell’autotrascendenza è in linea con la visione agostiniana dell’uomo "capax infiniti", e non con la cura heideggeriana che resta chiusa nel “catenaccio” del finito, come ha osservato Edith Stein.

In questa chiave estatica si spiega anche il suo testo di angelologia: "Il ritorno degli angeli" pubblicato nel 2008 da Pro Sanctitate. Così Mondin è uno tra i pochi a cogliere, non solo i pregi della filosofia di Paul Ricoeur, fin troppo apprezzata in Italia, ma anche i suoi limiti. Il metro è ancora quello della analogia che il pensatore francese respinge, o accetta solo come metafora poetica. Per Mondin è dunque «doveroso avanzare seri dubbi sulla validità della teoria ricoeuriana del simbolismo».

Secondo il teologo decano dell’Urbaniana, nella logica di tutto il pensiero protestante Ricoeur gioca «tutte le proprie carte» a favore della trascendenza di Dio, sottovalutando l’importanza della sua presenza nel cosmo e nella storia. Ma forse l’aspetto più prezioso dell’opera di Mondin sono lo zelo e la carità intellettuale con cui ha profuso se stesso in una sconfinata produzione, tutta modulata sulla finalità di trasmettere il sapere.
 
I suoi scritti sono sempre straordinariamente chiari, profondi e organici, se non esaustivi, dell’argomento trattato: ad esempio i suoi tre volumi della "Storia della metafisica" (Edizioni Studio Domenicano). Per averne la riprova basta scorrere il lunghissimo elenco della sua bibliografia, nella quale spiccano vari dizionari (come il "Dizionario enciclopedico del pensiero di san Tommaso", ancora Esd) forgiati come aiuto concreto e specifico al ricercatore come allo studente alle prime armi, ma senza mai abbassare il livello dell’approfondimento o della precisione della dottrina.

Wednesday, January 28, 2015

新生計画

何故なら、カトリック教会にとって最も大切なのは、信仰であり、救霊だからです。Suprema lex salus animarum. カトリック教会法典の最高法規は、救霊を目ざすものである、ということです。教会法のために霊魂があるのではなく、霊魂の救いのために教会法が存在しているからです。カトリック教会は「法至上主義」ではないからです。この教会の最高の法「霊魂の救い」は、今までは不文律でしたが、カトリック新教会法典にはそれが成文化されています。(Can. 1752 - ... prae oculis habita salute animarum, quae in Ecclesia suprema semper lex esse debet. )

Salus animarum suprema lex Ecclesiae 
Codices di diritto canonico can. 1752
Nella traduzione giapponese sono scomparse le anime. 
Cura animarum 
Can. 150
Anche qui nella versione giapponese sono scomparse le anime

Nel paese il cui governo amministra milioni di "anime" nella chiesa cattolica non si curano più le anime.

Saturday, January 24, 2015

2009年 04月 25日

2009年 04月 25日

天国と地獄の離婚

 では、この世をどう考えるのか、という質問が聞こえるような気がする。この世界は究極的には誰の目にもあまり明確な場所として映ることはないだろうと私は思う。天国を選ばずにこの世を選ぶなら、この世ははじめから地獄の一地域にすぎなかったことを人は知るだろう。これに反して、もしこの世を天国の下位におくならば、それははじめから天国そのものの一部であったことがわかるだろう。

                        (C.S.ルイス『天国と地獄の離婚』より)


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Monday, January 19, 2015

Insight 678

Insight 678

地雷区域


             Unintelligible
Being    Incompletely intelligible
             Completely intelligible

What is this?   Nothing 

reductio ad absurdum






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Sunday, January 04, 2015

Die Grenzen meiner Sprache bedeuten

Die Grenzen meiner Sprache bedeuten 
die Grenzen meiner Welt

The borders of my language determines the border of my world
Wittgenstein

This means that a person only knows and uses words that he needs in his world. For Example I will not use specific terms of fishing since I don't fish.
This is why you can know what a person does in life just by their way of speaking.


私の言語の限界が私の世界の限界を意味する。(5.6)
私の言語の境界が、私の世界の境界を意味する。
ウィトゲンシュタインの『論理哲学論考』の5.6。

このウィトゲンシュタインの独我論は、世界に私一人しかおらず他我が存在しないとするタイプの独我論ではない。世界は全て私の空想でしかなく実体が無いのだとするタイプの独我論でもない。「本当は」という神の視点なるものが無いとする独我論なのだ。「神の視点によると本当はこうである」とする立場の実在をみとめない。だからこそ、私が私の言語によって立ち上げた世界が「現実」であり、それがそのまま実在するものとなっていくのだ。




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Wednesday, December 24, 2014

Everyone is religious

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Tuesday, December 09, 2014

Let’s talk about Moralistic Therapeutic Deism

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Tuesday, November 25, 2014

Japan as number one


Japan as number one

Why would the Japanese people tolerate the value of their currency dropping by more than half, increasing the cost of energy and other imports? The answer to that is a point that my friend Louis Gave makes time and time again, as he did in a missive this week:

With Japan in the middle of a triple-dip recession, and Japanese households suffering a significant contraction in real disposable income, it might seem at first that Prime Minister Shinzo Abe has chosen an odd time to call a snap election. But that conclusion would ignore the two iron-clad rules of investing in Japan that we never tire of repeating:

Rule #1: Never underestimate the amount of pain that the Japanese will willingly bear, as long as the pain is taken together, and is seen to be borne for the good of the community.

Rule #2: Never underestimate the willingness of Japanese policymakers to test Rule #1.



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Sunday, November 23, 2014

Intervista a Mons Takeo Okada

Visto dal Giappone
Incontro mons. Peter Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, a Casa
Santa Marta nel primo pomeriggio di lunedì 13 ottobre. Presento
a mons. Okada il numero de Il Regno che pubblica in italiano la risposta
dei vescovi giapponesi al questionario preparatorio al Sinodo.
E rimane positivamente sorpreso di trovare il testo in italiano,
anche perché – dice – «è quello che ho usato, in forma sintetica, per
il mio intervento al Sinodo».
– Quale è la sua impressione sul Sinodo visto con gli occhi del
Giappone?
«Anche se sono vescovo da 25 anni è la prima volta che partecipo
a un Sinodo. È un evento internazionale in cui si sommano
problematiche molto diverse. Da un lato un vescovo africano ha
detto oggi in aula che il suo paese è preoccupato per l’enorme aumento
della popolazione e la Chiesa trova quindi difficile comunicare
la propria idea sulla procreazione responsabile; o, ancora, che
una delle questioni principali dei matrimoni è data dalla diffusione
della poligamia come prassi corrente in Africa e anche in questo
caso comunicare l’insegnamento della Chiesa sulla famiglia non è
semplice.
Dall’altro, si trovano problematiche simili tra l’Italia e il Giappone,
come il calo drastico della popolazione e delle nascite; l’aumento
dell’età in cui ci si sposa (che spesso provoca il ricorso a costose cure
contro la sterilità); il fatto che molti non si sposano; il costo che le
famiglie devono sopportare per allevare ed educare un figlio; il fatto
che molte coppie decidono di non avere figli; il rovesciamento della
piramide demografica dove un vertice molto ristretto di giovani deve
mantenere una base molto ampia di anziani… Il Governo giapponese
ha attuato politiche di sostegno alla natalità ma non basta».
– Quali sono le problematiche più urgenti per il Giappone e i
quali i punti forza della sua cultura?
«Dopo la Seconda guerra mondiale, il Giappone ha dovuto ricostruire
partendo da zero. Il Governo ha puntato innanzitutto allo
sviluppo economico e poi sulla scolarizzazione in modo da rifondare
il paese. Rispetto al passato, in questi due secoli il percorso educativo
si è allungato di circa 10 anni. Ora a 17 anni tutti s’iscrivono all’università.
E poi c’è il lavoro. Il popolo giapponese non ha tempo libero,
studia molto, lavora molto. Ma questa attività frenetica che mirava
alla ricostruzione ha raggiunto il suo culmine. E si continua a lavorare
e a studiare moltissimo ma senza ulteriori sbocchi. Ogni anno ci sono
ufficialmente più di 30.000 suicidi. Manca il senso del futuro e di
speranza.
Questa situazione generale è vissuta anche dai cattolici che in
più si sforzano di vivere secondo il Vangelo. Ma i cattolici sono pochissimi,
sono lo 0,3% della popolazione, una situazione simile a
quella dei primi cristiani. Praticare la fede è difficile perché devono
vivere in una società fatta così. Ma poiché sono pochi, un uomo che
lavora deve seguire le esigenze dell’industria, che non sempre segue
l’insegnamento del Vangelo».
Dalla diaspora alla rete
– Si celebrano matrimoni misti?
«Quando ci sono matrimoni, spesso sono di un cristiano che è
l’unico in tutta la famiglia. Come può andare a messa se tutta la famiglia
fa diverso? Se una ragazza si sposa con un non cristiano, come
spesso capita, deve promettere che educherà i figli alla fede. Ma
questa promessa spaventa molti, visto che vivono il cristianesimo in
minoranza anche in famiglia. Non costringiamo quindi all’educazione
alla fede dei figli, ma chiediamo di promettere di compiere tutti
gli sforzi necessari per educarli secondo il Vangelo. I bambini, poi,
devono studiare molto, anche la domenica e vivono immersi in questo
clima fortemente competitivo; non possono quindi frequentare
la domenica la parrocchia.
Però occorre dire che i giapponesi hanno anche molte caratteristiche
positive su cui possiamo contare per il nostro lavoro pastorale.
Siamo un popolo molto onesto, diligente e lavoratore. La società
giapponese è molto sicura, anche le donne possono uscire la sera in
tutta sicurezza. E il fatto che si eviti con molta cura di dire tutto ciò
che si pensa per timore di ferire gli altri può essere anche un punto di
forza per il dialogo».
– Potrebbe quindi essere la base per una discussione sulla famiglia
anche con le altre religioni?
«In Giappone tutte le religioni collaborano non tanto sul tema
specifico della famiglia ma ad esempio per la pace, contro le discriminazioni,
per l’ecologia, perché su questi temi sono d’accordo. Recentemente
la Conferenza episcopale del Giappone ha invitato
buddhisti, shintoisti, bonzi per discutere la questione degli anziani
nella società sia sotto l’aspetto della loro cura e del loro ruolo, sia su
come riflettere sul tema della morte».
– È opportuno a suo avviso celebrare un Sinodo regionale o locale
sul tema della famiglia?
«Ci sono le conferenze episcopali asiatiche. Giovanni Paolo II
aveva indetto anche un Sinodo per l’Asia: a mio parere sono state
spese tante energie per fare, con buone intenzioni. Tuttavia l’Asia
non ha lingua comune, è costituita da realtà molto diverse; e i problemi
organizzativi sono molteplici… In Giappone, già nel 1999 si è
celebrato un piccolo Sinodo sul tema di come trasmettere la fede
nelle comunità cristiane attraverso i cristiani laici. La conclusione è
stata la seguente: la situazione è paragonabile a una diaspora e per
darsi forza la diaspora deve diventare una rete. Questa è la direzione.
Ciascuno vive separatamente e per darsi forza conta sulla comunicazione
che passa attraverso questa rete».
– E i movimenti come i neocatecumenali? Che ne è della discussione
sulla loro presenza?
«Forse per voi è difficile comprendere. E spesso a Roma abbiamo
faticato a far comprendere come il loro ruolo sia reso difficile da
questa situazione di diaspora. Per esempio in una parrocchia formata
al massimo da un centinaio di persone, l’entrata di un movimento
che chiede un’adesione forte provoca divisioni nella comunità e anche
il parroco si trova in difficoltà.
In Europa su un migliaio di persone, un gruppo di 100-200 persone
non sposta gli equilibri della comunità. Le comunità giapponesi
sono ancora piccole e non tollerano divisioni che portino a non stare
nella pace, che è un tema molto caro ai giapponesi, proprio in virtù
dell’indole giapponese a non dire ciò che all’altro potrebbe far male.
Alcuni movimenti sono più disponibili a integrarsi con questa visione
della società, altri, sicuramente molto ferventi, rischiano però di diventare
esclusivisti e questo non piace all’animo giapponese che di
per sé sarebbe più sincretista. Per i giapponesi è intollerabile che
qualcuno rivendichi il diritto all’unica religione.
Ai neocatecumenali è stato chiesto di lasciare il Giappone perché
non si inseriscono nel tessuto giapponese ma impongono la
propria visione. Se ne potrà riparlare, diciamo, magari tra cento anni,
quando il cristianesimo giapponese sarà cresciuto. Ancora però
qualcuno in Vaticano insiste…».
a cura di M.E. G.
C h i e s e l o c a l i -

聖煙都の第700号によせて

聖煙都の第700号によせて
                                                A・ボナツィ
                                                
典礼文には、「国と力と栄光は限りなくあなたのもの」という一節がある。これは、自分も含めてすべてが神のもの、ということを表現している。自分のいのちの有り難さを自覚すれば、自分を支えているあらゆるものごとが有り難く感じられ、尊く感じられてくる。ものごとの尊さが分からないと、自分の尊さも分からないのである。
私達は、平生の暮らしのなかで、自分が今日あるのは、大宇宙の根源にはたらいている神の力と、またその力の現れとしての、この地上におけるあらゆる人と物との恩恵によって、今日ここにこうして一人の人間として生かされている。だから、たとえば、食前には「いただきます」と感謝をこめて挨拶を唱える。そこに、食とあらゆる恩恵に対しての調和が生まれる。私達は、すべてがよく調和した、「有り難い」世界に生かされて生きているのだが、なかなかそれに気づけない。ところが、「ありがとうございます」と常に口にしていると、一日一日の有り難いこと、生かされていきていることが、少しずつ自覚できるようになってくる。

Saturday, November 08, 2014

Transcendent Knowledge 超越的認識

Transcendent Knowledge     超越的認識


     ?
------------------------------
universe            宇宙
-----------------------------
planet earth          地球
-----------------------------
society             日本社会
---------------------------
acts               行為
---------------------------------
psyche (mind)        脳の活動
--------------------------
animals           動物
----------------------------
organism          有機体
----------------------------
cells             細胞
---------------------------
molecules                             分子
-------------------
atoms                                    原子
------------------------------------
subatomic particles          亜原子