Tuesday, February 13, 2018

Hさんへのメール


Hさん

 

メールを受け取りました。

P・ティリッヒというアメリカの有名な神学者は、「信仰」あるいは「信じる」ということを、「究極的関心」と言う風に説明しています。ティリッヒは、マルコ福音書から次の言葉を引用しています。「心を尽くし、精神を尽くし、思いを尽くし、力を尽くして、あなたの神である主を愛しなさい」(マルコ1230)。「心」「精神」「思い」「力」という四つのものとの関係と聖書的な意味について説明するとかなり長くなりますので、おおざっぱに言って「知情意」と言われる場合の「知」「情」「意」に対応すると考えていただいてもいい。

したがって、「信じる」とは、知情意という人間の精神機能すべてがしかも統合された形で関わっている全人格的なものと考えるべきなのです。ですから、信仰=認識(不完全なあやふやな知識)、信仰=意志(無理に信じようとすること、オウム真理教みたいな他律的精神性)、信仰=感情(主観的な気分、独りよがり)といった理解は、よくありがちな信仰への誤解であると言わねばならない。人間の精神全体に関わることなんですが、それは「宗教的」信仰に限ったことではない。我々は日常的にさまざまなものを信頼することによって生きており、人間として生きる上で何ものをもまったく信じないということはおそらく不可能でしょう(電車や飛行機に乗ることを考えてみてください)。つまり、「信じる」とは人間だれしも経験することであり、特別な感受性か鋭い感覚に限ったことではない。相手の誠実さに信頼し、約束を行い、それを遵守したり破ったりする自由と責任を担っているということは、人格的存在者としての人間の基本に属するものであり、宗教的信仰と日常的な信頼関係との両者に共通の構造をもっている。

この共通の構造を表現する用語として「関心」という概念が採用される理由を考えてみると、人間は日常生活において、さまざまな対象に関心をもちながら生活している。家族、恋人、仕事、趣味、事件、食事など。その意味で、「人間である」とは、世界の中で出会う事物や出来事に対して関心を持って生きることであると言い換えることができる。関心をもたない人間はありえない、というぐらいなもの(だから、皆何かを「信じて」いるといえる)。「信仰」とは、人間の全体性に関わる重要なものであると言えるでしょう。

次に「究極性」について。これは、先のマルコ福音書の言葉で言えば、「…尽くして」と表現されていた信仰の性格に関わる。宗教における「信仰」は、日常的な関心(「心」「精神」「思い」「力」)を最高度に高め集中させるところに成立するのであって、真剣で強烈な愛にきわめて類似したものなんです。信仰の対象となるものは信仰する者にとって特別な意味深い価値あるものとして経験されるのです。日常的関心は、生活の一部分にしか関わらない(学生時代は学校に深く関心していても、一生続くわけではない)のに対して、宗教的信仰が生活の一部分ではなく、その全体、つまり全生活、全人生に関わっているということです。信仰者の人生全体の意味がかけられているのです。

ところが、全人生と言っても、これまで経験した部分に関しても、全部理解しているわけではない。これからの部分は、全く分からないから、自分から「神信仰」を生み出すことはできない。信仰の対象を「示して」もらうことが必要なのです。

 

話は変わりますが、この前いただいたプリント(『カトリック教会の文書資料集』)を見たが、これは専門家の使う書物であって、言ってみれば、医者さんが医者になるために勉強する書物みたいなもので、一般の人には分かるはずがない。もっと分かりやすいものを読んでくださるようにお勧めします。例えば、『カトリック教会のカテキズム』。

 

それでは、今回はこの辺で終わりたいと思います。お元気で。

 

ボナツィ


 

 

Sunday, February 11, 2018

Il problema del dolore (Teodrammatica, vol. V)

(Rm 8, 19-26)Il dolore qui non viene visto come un destino che chiude il mondo terreno in se stesso e lo defrauda piu' che tutto di ogni trascendenza -- "sull'aldila' ogni prospettiva e' venuta meno" -- e ci incita a lavorare piu' che tutto al miglioramento dello stato intollerabile del mondo. No, ma il dolore viene visto come un fenomeno che ci viene imposto quale compito dall'alto e che parla di aldila' con tutto il volume del suo linguaggio.
   L'inesplicabile (per noi) eccesso di dolore nel mondo non dovrebbe consistere, in ultima analisi e nella sua totalita', in questa trascendenza per lo piu' inconsapevole? Non dovrebbe essere l'iniziazione al grande atto del dono di se' che conclude la nostra vita nel tempo? Iniziazione anche la' dove colui che soffre, e che viene intimamente devastato contro volonta', insorge con tutte le sue fibbre contro un fenomeno che gli appare insano e che ha su di lui un dominio gelido assoluto? Tutto questo sangue invano versato non dovrebbe alla fine avere qualcosa a che fare con il solo "sangue prezioso", mediante cui siamo "comperati" e "lavati"?

(H. U. von Balthasar, Teodrammatica, vol. V, pp. 423-424)

Monday, January 22, 2018

祈りというドラマ

祈りというドラマ

日常生活の中で「自分」と呼んでいるものも、演劇(ドラマ)的構築物である。主に記憶によって、ひげそりするたびにかがみでみること、「内面を覗く」という、いとも簡単に外れやすい活動で、構築されている。普段から、この構築物を「自分」と呼び、その舞台を「現実の世界」と呼んでいる。さて、祈りという状態は、この「現実の世界」および「現実の自分」とは、岩のようにしっかりとしたものに程遠い、ということに気づくことから成り立っている。なるほど、自分は体でもって舞台を去って、舞台裏に移ることはできない。観客席に座ることもできない。けれども、舞台裏とか、観客席とかいう、そういう別の場所もあるということを思い出すことができる。現実性に乏しいこの自分は、ピエロか、英雄か、あるいは政治家であったりするが、ルージュの下に実際の自己を持っていて、舞台から離れた生活もある、ということも思い出す。この演劇的な自分は、実際の自己をどこかで隠していなければ、舞台に乗ることは一切ありえないのだから。祈りにおいて、この実際の自己は、言葉を作り出すために闘うのだ。それは、ステージ上の俳優と交わす台詞ではない。何と呼ぶべきだろうか迷ってしまう。誰もがすべてを発明したものだから、脚本家というべきか、彼は我々すべてを指示するから、監督というべきか、彼は演じ方を見ていて、我々すべてのパフォーマンスを判断するから、視聴者というべきか、その彼と交わす言葉を作り出すために闘うのだ。

(C. S. Lewis, Letters to Malcolm, 1964, pp. 122-123)





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Sunday, January 07, 2018

Disincantamento del mondo

"L'uomo moderno non porta piu' gli occhiali iridescenti che la fede cristiana offriva all'uomo osservatore del mondo (un mondo che era stato trivato 'assai buono' da Dio, forse nella prospettiva che le sue perdite sarebbero state riequilibrate dal sacrificio della croce). L'uomo moderno scopre la parte notturna del mondo: aggressivita', volonta' di potenza, reciproco annientamento, e nella sfera della storia il tragico della cultura, il cui proseguimento secondo tutte le apparenze conduce al suo proprio annientamento. Una luce si e' spenta; il paesaggio dell'essere appare livido e ostile. Da nessuna parte si riesce a percepire la vittoria sul peccato mediante la morte sacrificale di Cristo; la fede si vede posta fuori combattimento dal sovrappeso del reale. Come il cristiano ha da lottare in maniera nuova per la possibilita' della fede, cosi' il non cristiano ha di fronte l'angosciosa domanda se egli possa accusare una qualche istanza per lo stato del mondo (Sigmund Freud riconosce che questa istanza non c'e' e che l'uomo 'oppresso' deve venire a capo di ogni cosa e di se stesso rimanendo muto), o se debba vedere nel male una pura energia di natura. Anche il cristiano finisce col dubitare che 'i cieli e la terra siano pieni della gloria di Dio' e che per un simile mondo ci sia davvero da offire soltanto lode e ringraziamento. Egli si lascia in tal modo convincere dal non cristiano che e' piu' intelligente dedicarsi unicamente a smuovere le cose e a cambiare un mondo cosi' mal riuscito"

(H. U. von Balthasar, Introduzione al dramma. Teo-drammatica vol. 1, Milano 1980, p. 49)

Friday, December 15, 2017

“Il fatto che Cristo non mi ‘dice niente’, non è opposto all’altro…

"Il fatto che Cristo non mi 'dice niente', non è opposto all'altro che in sé e da sé dice tutto a tutti"
(H. U. Von Balthasar, Gloria, vol. 1, Milano 1971, p. 434)


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Thursday, December 14, 2017

フーコーについて

ハーバーマスなどが指摘しているように、フーコーの思想はさまざまな矛盾を抱えている。人間が自由を奪われる、それを奪うのもまた人間が作った制度だと。これからだけでも分かるはずなのだが、自由を語るには一定の覚悟が必要です。仏教も儒教も自由を語らない。自由を語ってるのは、世界史を見渡しても、聖書だけである。しかも、アダムの時から、人間の自由には問題がついて回っている。これだけでも無視しては、一体全体、どうやって自由を十分に論じられようか。フーコーは"truncated reality"(切り詰められた現実しか語っていない。フーコーの思想を使って犯罪を正当化しようとする人がいる。そんなもん、やめていただきたい。
自由は所有物ではなく、預かりものである。預かりものであるからには授け主もいるはず。授け主を無視するとさまざまな問題が起こるではなかったか、そもそも。人間の自由は限られたものである。聖書によると、「covenant」を守るという枠組みでしか働かない。禁物の果実を食べてもいいよ、と言ったのは誰でしたか?フーコーはそれをまねているだけではないでしょうか。Nihil novi sub sole est une expression tirée de la Vulgate signifiant « rien de nouveau sous le soleil ». Sagesse de l'Ecclésiaste (chapitre 1, verset 9)
古いこの世の知らない、新しい霊と真理の被造物になるために私たちは呼ばれているのです。福音の「新しさ」は、超自然が持つ新しさであり、この世の「新しさ」とは全く別のものです。いえ、それどころか、Nihil novi sub sole! この世では、新しいことなど何もの無いのです! 福音の「新しさ」こそ真の意味の新しさであり、時を越えた新しさなのです。愛そのものである天主の永遠の命の「新しさ」なのです。


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Monday, December 11, 2017

Verita'

"Il dubbio sull'esistenza della verita' si trova nel dubitante immediatamente accanto al sapere primario circa la verita', il quale come tale e' la premessa necessaria del suo dubbio"

(H. U. von Balthasar, Verita' del mondo. TeoLOGICA vol. 1, Milano 1989, p. 40)

"Ogni uomo, svegliato alla coscienza, conosce non solo il concetto della verita' e lo comprende, ma ss pure che questa verita' si presenta nella realta'. La verita' ha lo stesso grado di evidenza come l'essersi, e l'essere cosi', e come unita', bonta' e bellezza"

(Ibidem, p. 39)

Buddismo

"Cio' che esiste al di la' di ogni esistente finito concettualmente afferrabile, cioe' il nirvana, puo' venir definito in quanto e' l'autentico non piu' come essere, ma come 'nulla' ad esso contrapposto, dove per' questo nulla, 'trovato' dal cercatore come l'autentico, deve a sua volta smascherare l'inautentico, cioe' il mondo finito e perituro, con tutta la moltitudine dei suoi soggetti, lo deve denunciare come il 'nullitario' (Nichtige), illusorio, come maya (幻). Mentre in altre forme del buddismo (hinayana) l'Uno (neoplatonico), in oriente il nirvana, era ancora il contenuto appetibile di un'esperienza di unita', mediante cui si pensava di sfuggire al circolo delle rinascite, al samsara, il buddismo zen radicalizza la nullificazione in 'nulla assoluto' (H. Waldenfels, Absolute Nichts, Herder 1976), in cui viene 'superata l'opposizione tra aldila' e aldiqua' (ivi. p. 129). Samsara e nirvana, nonostante la loro penultima opposizione, sono diventati cosi' identici nell'ultima decisione, il che francamente presuppone una certa esperibilita' di questa 'identita' dell'identita' e della non identita' (per parlare con Hegel), e presso Nishitani viene anche poi confermato nel principio fondamentale: 'L'unica reale realta' e' la pura esperienza' (Citato in H. Waldenfels [a cura], Begegnung mit dem Zen-Buddhismus, Dusseldorf 1980, p. 71). (...) Il fondamento della nostra esistenza e' il nulla, cioe' sunyata... Questo e' profondo abbastanza per abbracciare Dio stesso, l'"oggetto" dell'unione mistica come pure l'oggetto della fede. Giacche' sunyata non e' il nulla da cui Dio ha creato ogni cosa, ma e' il nulla da cui Dio stesso e' emerso" (Masao Abe, cit. in Waldenfels, Absolute Nichts, p. 114).
   Questa reciproca doppia nientificazione nello zen e' presumibilmente l'allontanamento piu' lontano possibile da quanto intende la ricerca dell'uomo biblico. Nell'Oriente la ricerca del Dio vivente diventa una tecnica per cercare qualcosa che e' al di la' di ogni ricerca. Nella 'grande illuminazione' la verita' e', come esperienza, realta' presente; il nulla e' stato trovato, non e' necessario cercare piu' oltre.
 (...)
[L]'uomo che, scontento di un cercare che non arriva mai, o si ripara dentro un sistema (anche lo zen lo e') o in un agnosticismo rassegnato, che si distende in negazioni e negazioni, mentre si e' gia rinunciato alla ricerca. Questa teologia negativa primaria rappresenta il bastione piu' forte contro il cristianesimo."

(H. U. von Balthasar, Verita' di Dio. TeoLOGICA vol. 2, Milano 1990, p. 77-81)

Wednesday, November 29, 2017

Monday, November 06, 2017

信仰と善意さえあれば、すぐに何でもできるわけではない

信仰と善意さえあれば、すぐに何でもできるわけではない。こういう知恵ある言葉を聞いたことがあります。「将来の自分に限界をおいてはならない。しかし、現在の自分には限界があることを知らねばならない。」問題は、「理想を貫くか、現実に妥協するか」ではありません。何が本当の現実か、なのです。
(来住英俊、『キリスト者同士の人間関係』、女子パウロ会、2006年、46-47ページ)


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Sunday, November 05, 2017

Friday, November 03, 2017

Bouddhisme

Bouddhisme

« Tout est bien comme il semble, rien comme il semble. À la fois comme il semble et non comme il semble. Ni l'un ni l'autre. Tel est l'enseignement progressif (anuśāsana) des Buhha (18,8) [11]. »

En effet, pour Nagarjuna, non seulement le dilemme (lié au principe du tiers exclu) n'est pas adéquat pour décrire la vérité, mais c'est aussi le cas du tétralemme. Jean-Marc Vivenza déclare que, pour Nagarjuna, « toute proposition du tétralemme est également fausse »[12]

« Aristote affirme qu'une fois nié le principe de contradiction, « il en résulte qu'on ne sera forcé ni à l'affirmation ni à la négation [...] Il est clair que la discussion avec un tel adversaire est sans objet. Car il ne dit rien. [...] Un tel homme, en tant que tel, est pareil à une plante»[13]. »

Ce type de proposition existe en logique orientale, plus précisément indienne, sous le nom de catuṣkoṭi en sanskrit. Elle est typique de la logique bouddhique madhyamaka : Nagarjuna en fait un grand usage, mais on le retrouve également dans des textes bouddhiques plus anciens (par exemple le Brahmājālasūtta). La métaphysique orientale utilise très souvent cette figure logique, par exemple :
L'absolu n'est ni existant ni non-existant, ni à la fois existant et non-existant, ni différent à la fois de l'existence et de la non-existence. (Sarvepalli Radhakrishnan, Indian Philosophy, 1923)
De même, Nagarjuna affirme que dans le nirvāna il n'y a ni existence, ni inexistence, ni les deux, ni aucune des deux (Nagarjuna, Traité du Milieu, chap. 25 paragraphe 17). C'est en fait une façon d'expliquer qu'une telle chose ne peut en aucune façon entrer dans les catégories habituelles du mental, dans les concepts ontologiques courants d'Etre et de Néant.

Eliade: "Si potrebbe tentare di salvare, nella prospettiva del cristia-
nesimo, le ierofanie che precedettero il miracolo dell'Incarnazione, valorizzandole in
quanto serie di prefigurazioni dell'Incarnazione stessa. E conseguirebbe che - lungi dal considerare le modalità pagane del sacro (feticci, idoli, ecc.) come tappe aberranti e degenerate del sentimento religioso di un'umanità decaduta in conseguenza del peccato – si potrebbero interpretare come tentativi di prefigurare il mistero dell'Incarnazione. Tutta la vita religiosa dell'umanità – vita religiosa espressa con la dialettica delle ierofanie – sarebbe, da questo punto di vista, null'altro che l'attesa di Cristo", Trattato di storia delle religioni, Boringhieri, Torino 1988, p. 36, nota 1.
«La gloria di colui che tutto move / per l'universo penetra e risplende / in una parte più e meno altrove»27...Dante Alighieri, Paradiso, I, 1-3.


Si può intravvedere nel pensiero di San Tommaso una differenza tra il
sacrum che si riferisce alle cose, e il sanctum che parla delle persone,
incluso lo Spirito Santo?

Il sacro che si riferisce a "qualcuno" (il santo) che trascende il mondo dell'uomo, si può considerare solo con l'aiuto della grazia di Dio e cioè con la fede cristiana.


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Tuesday, October 24, 2017

And what is worst of all is to adocate christianity, not because it…

And what is worst of all is to adocate christianity, not because it is true, but because it might be beneficial
T. S. Eliot, the idea of a Christian society


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Saturday, October 14, 2017

the three rules of computer security devised by the National Security…

the three rules of computer security devised by the National Security Agency cryptographer Robert Morris: "RULE ONE: Do not own a computer. RULE TWO: Do not power it on. RULE THREE: Do not use it." If everyone continues to ignore those imperatives—and especially political leaders, most of whom have not even enabled two-factor authentication for their e-mail accounts—even the most sophisticated gates will be useless.


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Il papa, il Giappone e il Cammino

Contenuto interessante: http://www.settimananews.it/vescovi/il-papa-il-giappone-e-il-cammino/


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Wednesday, August 30, 2017

Lonergan Method 296

Lonergan Method, 296
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イエスとその目撃者たち: 目撃者証言としての福音 単行本  – 2011/4/13
リチャード ボウカム (著),    Richard Bauckham (原著),    浅野 淳博 (翻訳)
単行本: 654ページ 出版社: 新教出版社 (2011/4/13)ISBN-10: 4400111806 ISBN-13: 978-4400111801
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著者: エイレナイオス   (130- 202)
『異端反駁』:Adversus haereses 3, 3, 4〔小林稔訳、『キリスト教教父著作集3/Ⅰ エイレナイオス3』教文館、1999年。
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クイントゥス・セプティミウス・フロレンス・テルトゥリアヌス(Quintus Septimius Florens Tertullianus, 160年? - 220年?)は、2世紀のキリスト教神学者。ラテン語で著述を行ったいわゆるラテン教父の系統に属する最初の一人。テルトリアヌスとも。

テルトゥリアヌス著、金井寿男訳『護教論』水府出版、1984年。ISBN 491550400X
テルトゥリアヌス著、土岐正策訳『テルトゥリアヌス・1』教文館、1987年。
テルトゥリアヌス著、鈴木一郎訳『テルトゥリアヌス・2』教文館、1987年。
テルトゥリアヌスほか著、佐藤吉昭ほか訳、上智大学中世思想研究所編訳・監修『初期ラテン教父』平凡社、1999年。ISBN 4582734146
テルトゥリアヌス著、木寺廉太訳『倫理論文集』教文館、2002年。ISBN 4764229161
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オリゲネス(Origenes Adamantius, 185年頃 - 254年頃[1])は、古代キリスト教最大の神学者。いわゆるギリシア教父とよばれる神学者群の一人で、アレクサンドリア学派(英語版)といわれるグループの代表的存在。『諸原理について』(De Principiis)など膨大な著作を著したが、死後異端の疑惑をかけられたため、多くの著作が処分された。キリスト教の教義学を初めて確立し、その後の西欧思想史に大きな影響を与えたと評される[2]。
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アレクサンドリアのクレメンス
『ストロマテイス』および『救われる富者は誰か』 秋山学訳 (平凡社『中世思想原典集成 第1巻』に収録)
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27:使徒言行録/ 15章 28節
聖霊とわたしたちは、次の必要な事柄以外、一切あなたがたに重荷を負わせないことに決めました。
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ダマスコの聖ヨハネ (675~750年) ダマスコの司祭、教会博士
(『正統信仰の解明』:De fide orthodoxa II, 1, PG 94, 981参照)。
〔小高毅訳、上智大学中世思想研究所編訳・監修『中世思想原典集成3 後期ギリシア教父・ビザンティン思想』平凡社、1994年

Sunday, August 20, 2017

神秘


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付録 または訳注

 

神秘主義とは人智の及ばない事物(神秘)が存在するとする考え方である。英語の mysticism の訳語にあたるが、mysticism は、この立場での神学や哲学を指すこともあり、この場合は神秘主義思想、あるいは神秘思想と訳される。

もともとは、ギリシア語の「ミュステーリオン」という言葉に由来する。新約聖書ギリシア語辞典によると、次の意味がある

1)はっきり理解できないこと、奥義 a thing not obvious to the understanding I コリ13,2)。

2)キリストを通して人類を救う神の計画。昔は隠されていたが、今は啓示により人類に明らかにされている救いの奥義。(マタ1311;マコ4,11;ルカ8.10;ロマ11,2516,25Iコリ2,7;4,1;15,51;エフェ193349619;コロ126272243IIテサ2,7Iテモ3,916;黙示10,7

3)隠れた、秘められた意味 (エフェ5,32;黙示1,2017,57

典礼においては、2)を中心につかわれている。したがって、重点は人智の及ばないことよりも、明らかにされた救いにおかれている。“L’ignoto genera paura, il Mistero genera stupore” (Meeting di Rimini 1999)「未知のことは恐怖を生むが、ミュステ―リオンは驚きを生む。」

“A religious mystery is not something to be ignored because it is incomprehensible, but to be explored because it is inexhaustible”「宗教的ミステリーは、不可解でるから無視すべきというものではなく、無尽蔵であるから探究すべきものである。」

ロシアの神学者パーウェル・エフドキーモフが言うように、「人智が神秘を明らかにするのではなく、神秘が人智を明らかにする。我々が認識できるのは、未知の事柄のおかげである」(『女性と世の救い』)。

 

Saturday, August 19, 2017

Gerusalemme

- Aforisma (midrash) rabbinico: Dio ha dato al mondo 10 porzioni di bellezza e 9 a Gerusalemme; Dio ha dato 10 porzioni di saggezza al mondo di cui 9 a Gerusalemme; Dio ha dato 10 porzioni di sofferenza di cui 9 a Gerusalemme.
- ラビーの格言(ミドラシュ):神は世界に十部の美しさを与えたが、そのうちの九部をエルサレムに与えた。神は世界に十部の知恵をあたえたが、そのうちの九部をエルサレムに与えた。神は世界に十部の苦しみを与えたが、そのうちの九部をエルサレムに与えた。

Tuesday, July 25, 2017

Ugarit and the Bible

http://www.theology.edu/ugarbib.htm


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Drawing Hands - Wikipedia

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Drawing_Hands


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Solomon Scherecher Genizah

http://jewishquarterly.org/wp-content/uploads/2015/11/Screen-Shot-2015-11-23-at-6.31.31-PM.png


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Canon

In his book God has Spoken, J. I. Packer argues against the idea that “it was the post-apostolic Church that established the New Testament” canon of Scripture and he gives a very useful illustration. He says: “The Church no more gave us the New Testament canon than Sir Isaac Newton gave us the force of gravity. God gave us gravity, by His work of creation, and similarly he gave us the New Testament canon, by inspiring the individual books that make it up.” Of course Isaac Newton did not invent or create gravity – he recognised it by observing an apple falling from a tree (or so we are told). In the same way, mere mortals didn’t determine the extent of the canon – we merely discovered it.

Monday, July 17, 2017

Matteo 12, 36-37

36Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; 37infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Wednesday, July 05, 2017

Saveriani

Voi della DG avete affermato, e la Direzione regionale d'Italia l'ha 

ripreso, che il nostro "carisma è diventato sbiadito". 


Se noi continuiamo a fondare la ricerca di una più grande vitalità del carisma sulla 

consueta produzione di pur ottimi documenti sia Generali che Regionali, fra sei anni 

saremo ancora più o meno daccapo, cioè alle constatazioni di un "carisma sbiadito". 

Con tutte le conseguenze — l'avete già detto voi — sulla formazione dei giovani save-

riani. 


P. Giuseppe Veniero, sx 



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Saturday, June 10, 2017

La terza navigazione Vittorio Possenti

5) La ‘terza navigazione’
 
Con l’avvento delle suddette dislocazioni la situazione dell’alleanza socratico-mosaica si è fatta delicata. Essa sussiste come un acquisto per sempre, ma la sua vitalità e forza vanno costantemente riguadagnate da entrambi i lati. Se guardiamo al passato, la sua fecondità è proceduta dapprima attraverso uno sviluppo endogeno a ‘Socrate’ da un lato ed uno sviluppo proprio a ‘Mosè’ dall’altro. Quando la sorgente greca e la sorgente biblica si sono incontrate e riconosciute, l’alleanza si strinse entro una sorta di guida interiore della seconda, che volta a volta assunse, corresse, rifiutò il retaggio della prima. In altri termini tale alleanza, in cui entrambe le parti hanno apportato qualcosa, ha aperto nuovi spazi e condotto a nuove verità, producendo uno avanzamento fondamentale nella vicenda della filosofia. Questa sotto lo stimolo diretto e indiretto del messaggio biblico ha potuto progredire nel suo svolgimento postgreco, pervenendo al guadagno della ’terza navigazione’ quale incremento decisivo della ragione metafisica. In tale processo, che ha condotto la filosofia dell’essere al suo sviluppo plenario, ha svolto un ruolo centrale la dottrina della creazione dal nulla, forse lontanamente presentita dai Greci, ma certo assente in loro.
 Introducendo circa vent’anni fa il termine-concetto di ‘terza navigazione’, ho inteso collegarmi e ‘riprendere’ la nota metafora platonica della seconda navigazione svolta nel Fedone, ma estendendone ed oltrepassandone il concetto verso la nuova e finale terza navigazione. Essa si pone all’interno dell’alleanza socratico-mosaica e stabilisce dal lato della vicenda della metafisica il suo non plus ultra. Ciò significa che nel rapporto tra metafisica greca e metafisica successiva il punto più alto non sta nella prima, ma nella filosofia dell’essere e dell’actus essendi sbocciata come un miracolo della ragione in certo modo sotto l’irraggiamento del logos biblico, capace di portare a pienezza e quando necessario di correggere il discorso ontologico ellenico.
   Col termine di terza navigazione suggerisco l’esistenza di una storia della metafisica nel suo millenario procedere, da intendere in un senso molto diverso da come l’ha interpretata Heidegger (cfr. i capp. VIII e IX del Nietzsche): non come un ininterrotto scivolare e ribadirsi di un errore iniziale, bensì come faticoso ma non vano muovere verso "acquisti per sempre", verso punti di apogèo. In Heidegger la specifica modalità di intendere la storia della metafisica come storia dell'essere dipende dal suo progetto sistematico volto ad una comprensione dell'essere nell'orizzonte trascendentale del tempo ("la condizione ontologica di possibilità della comprensione dell'essere è la temporalità stessa"), in base a cui il tempo è l'essenza originaria dell'essere, e quest'ultimo è finito, limitato, diveniente. Con la concezione della radicale temporali­tà dell'essere si salda l'assunto storicistico che intende la verità dell'essere come storia e puro evento (Erei­gnis). Poiché nell'interpretazione  heideggeriana dell'ontologia "essere" vale soprattutto come "esser-presente", e la presenza come una modali­tà della temporalità, la risoluzione temporale dell'essere sembra senza residui di modo che "tutte le proposizioni dell'ontologia sono proposizioni tem­porali", e "il tempo è l'orizzonte primario della scienza trascendentale, dell'ontologia, o, più semplicemente, l'orizzonte trascenden­tale" (14). Ne consegue che nel pensiero di Heidegger la possibili­tà di pensare la "differenza cronologica" fra tempo ed eternità sembra sbarrata, mentre la differenza ontologica fra ente ed essere appare consegnata al livello ontico-intramondano, e dunque non in grado di attingere la causalità ontologica che produce e sostiene l'esse degli essenti (15).
   Nella prospettiva teoretica qui delineata l'idea di storia della metafisica non inclina verso lo storicismo, si palesa anzi, in virtù di un possibile disvelamento progressivo della verità dell'essere, come segnata da antistoricismo. Storia della metafi­sica varrà per noi quale susseguirsi delle più essenziali conce­zioni dell'essere, come approfondimento della verità princi­piale del senso dell'essere, non come storia dell'essere, ossia come risoluzione dell'essere nella vicenda dei suoi accadimenti entro l'insuperabile circolo del tempo. Con l'idea di storia della metafisica non viene cercata né una ripetizione della storia dell'ontologia, né un problematico pensiero ultrametafisico, e neppure una distruzione della tradizione ontologica, considerata necessaria per risalire ad esperienze originarie del senso del­l'essere (cfr. Essere e tempo, § 6), ma semplicemente un possi­bile accesso più pieno all'essere. Se l'elaborazione del suo problema deve assumersi anche un compito storico per trovare nelle ontologie del passato una guida, da questo non segue che l'essenza dell'essere debba essere compresa solo storiografica­mente, né che la tradizione necessariamente copra più di quanto sveli. Un risalimento positivo al passato non può che procedere di pari passo con una personale "scoperta" dell'essere.
  La scansione progressiva e ascendente della metafisica è avve­nuta secondo tre navigazioni, nelle quali la ricerca filosofica è avanzata verso una penetrazione teoretica più ade­guata della verità dell'essere; e si è allontanata in alcune sue fasi deci­sive  dall'oblio dell'essere. Tale è stato il compito di alcuni pensatori essenziali. In questo lento avvicinarsi al miste­ro dell'essere, si è venuta elaborando la scienza più alta dell' intelletto umano nel suo esercizio naturale, dispiega­to, solare; il sapere che oltrepassa e circoscrive le scienze particolari delle varie regioni dell'ente. La metafisica non si è arrestata a pensare la differenza ontologica come viene intesa da Heidegger, ossia la diversità fra essere e ente, ma ha anche posto a tema quel­l'altra più radicale e decisiva differenza ontologica, costituita dall'opposizione fra essere e nihil absolutum.
  Adottando il termine "navigazione", si impiega, ampliandone la portata, la metafora introdotta da Platone: la prima navigazione venne iniziata dai filosofi fisici con la loro indagine sulla natura, a cui egli giovane si appassionò. La seconda da Platone stesso. Nel solco aperto da Platone, ma con decisive integrazioni perché in questi il mondo vero è solo quello intelligibile con­trapposto al sensibile, Aristotele prospettò la dottrina ilemor­fica, che ravvisa nella forma l'elemento intelligibile e sopra­sensibile; introdusse nell'esplicazione del divenire la decisiva coppia atto-potenza (energheia-dynamis), imperniandovi la sua concezione ontologica; concepì Dio come Atto puro e Pensiero di pensiero.
  La terza navigazione è stata intrapresa dalla filosofia dell’essere di Tommaso d'Aquino attraverso una ristrutturazione dell'intero, operata da una meta­fisica transontica che porta a compimento la centralità ontologi­ca dell'energheia/actus. I fondamentali nuclei tematici entro cui si distende la terza navigazione e che si presentano in modo più immediato alla riflessione, sono riassumi­bili in quattro: 1) la scoperta della doppia composizione metafi­sica nell'esistente finito (composizione di materia e for­ma, e di essenza ed atto d'essere/esse); 2) la dottrina dell'essere come actus essendi; 3) la dottrina della distinzione reale fra essenza ed esistenza nell'ente finito, e della loro coincidenza in Dio; 4) la determi­nazione del supremo Nome di Dio come esse ipsum per se subsi­stens.
Con la terza navigazione è stato raggiunto un acquisto permanente dal lato dell’alleanza socratico-mosaica, del nesso amico tra filosofia e religione.  Metafisica e filosofia non congedano rivelazione e salvezza e viceversa, ma entrambe le parti muovono verso un riconoscimento reciproco, di modo che una parte include nella propria storia di formazione anche l’altra parte.
Seguono tre commenti sulle implicazioni della terza navigazione.
  1) L’elaborazione proposta consente un ulteriore chiarimento sul tema della deellenizzazione, in specie su un equivoco non infrequente. Non di rado sia coloro che intendono purificare il cristianesimo da un troppo forte lascito ellenico, sia i razionalisti che abbandonano la fede biblica per tornare esclusivamente all’ontologia greca, condividono una valutazione della ‘metafisica cristiana’ ritenuta nient’altro che un calco di quella greca. I primi fanno valere tale idea per allontanare grecità e pensiero cristiano e per volgersi al puro Vangelo, i secondi sostengono che niente di intellettualmente rispettabile è stato formulato dalla filosofia cristiana che non fosse stato già detto, e meglio, da quella greca. Dunque la Rivelazione biblica non presenterebbe alcuna originalità filosofica e alcun apporto al filosofare. La dottrina sulla ‘terza navigazione’ è anche una risposta a tale questione. “La filosofia dell'essere nasce nell'alleanza tra Bibbia e grecità, in cui occorre riconoscere che per quanto grande e decisivo sia stato l'apporto della filosofia greca, quello del­l' ‘ontologia biblica’ è stato meno diffuso ma forse più decisivo. L'influsso che si è dipartito dai cieli della Rivelazione in direzione della filosofia (e naturalmente questo evento è come un sovrappiù o una sovrabbondanza del messaggio biblico che si indirizza alla sal­vezza e non annovera fra i propri scopi primari la riforma della filosofia) è stato tale da condurla alla "terza navigazione". Si comprende dunque quanto si ingannasse Niet­zsche, il quale definiva sprezzantemente il cristianesimo come platonismo per il popolo, e con lui coloro che, non inten­dendo le virtualità metafisiche racchiuse nel messaggio biblico, lo riducono a qualcosa che può essere messo in forma e assumere dignità di pensiero solo attraverso l'ontologia greca. Tuttavia vengono così trascurati due elementi essenziali, ossia che la Bibbia dischiude più profondamente il senso dell'essere, e che la "metafisica cristiana" ha proceduto ad una riforma delle catego­rie e quadri dell'ontologia greca proprio alla luce della sua più radicale concezione dell'essere” (16). Il cristianesimo o meglio la teologia e la metafisica cristiane non possono essere deellenizzate, perché hanno già provveduto a discernere quanto è da accogliere e quanto da lasciare cadere nel retaggio ellenico.
2) I quattro nuclei speculativi in cui è possibile far consistere il guadagno della terza navigazione, risultano essenziali per giungere all’acquisto razionale della verità della creazione o a quello che talvolta si denomina il “teorema della creazione”. Pertanto la posizione della terza navigazione si corona in quella della creazione (17), dove è anche introdotta la differenza abissale fra creatio e mutatio: nella creatio la Causa prima è causa totale, ossia pone tutto l’essere del creato, mentre nella mutatio va presupposta una causa efficiente del solo divenire. Per questo il Dio aristotelico vale come causa/motore immobile del divenire (mutatio), non certo come causa prima ed unica che pone extra nihil il finito. In particolare, tolta la possibilità di determinare Dio come esse ipsum, sembra tolta la possibilità di pensarlo come creatore. Come scrivevamo nell’opera collettanea appena citata, non può dare l’essere nel senso di porsi come causa totale dell’essere finito, colui che non sia l’essere stesso.
 
3) Nel quadro speculativo della terza navigazione assume importanza reg­gente la coppia essenza-esistenza (esse), legata a quella potenza-atto, un aspetto che abbisogna di qualche commento. Non est eiusdem rationis compositio ex materia et forma, et ex substantia et esse: quamvis utraque sit ex potentia et actu (18): avanzando questa nuova determinazione, in cui sia la composizione materia-forma sia quella essenza-esistenza sono intese come com­posizioni di potenza ed atto, si raggiunge una comprensione più profonda ed unitaria della struttura dell'essere, alla luce ap­punto dei concetti di atto e potenza fatti giocare in tutta la loro valenza.
   Nel quadro della terza navigazione la coppia metafisica basi­lare dell'intero è la polarità essenza-atto d'essere (essentia-esse), non quella materia-forma. Né l'ontologia di Pla­tone, che avvista l'Idea, né quella di Aristotele che si arresta alla composizione materia-forma, raggiungono il centro della struttura metafisica del reale, perché fa loro difetto la composizione ultima e più profonda, quella tra essenza e atto d'essere. Poiché la forma è atto sul piano dell'essenza, ma non atto ultimo su quello dell'essere, la coppia ilemorfica non esaurisce l'intero, né sul piano metafisico rappresenta la polarità ultima o la massima concretizzazione della coppia interale potenza-atto: non può perciò essere posta l'equazione tra la coppia materia-forma e la coppia potenza-atto. In altri termini la coppia potenza-atto ha un'estensione maggiore della coppia materia-forma. Secondo l'Aquinate sono infatti possibili forme pure immateriali, che si sottraggono alla composizione ilemorfica ma non a quella poten­za-atto. Tali forme non sono atto puro: sono composte di potenza e di atto sul piano del nesso essentia-esse, stando la prima, l'essentia, dal lato della potenza e l'esse da quello dell'atto (di conseguenza materialità e finitezza non coincidono, potendo esistere forme finite e immateriali).
  Si osservi che nel sinolo materia-forma ed in quello essenza-esse l'interno rapporto di specificazione è opposto. Nel primo caso la materia (potenza) è specificata dalla forma (atto); nel secondo è l'esse (atto) a venir specificato dall'essenza (poten­za). L'esse conferisce l'esistere all'essenza che lo specifica, nel senso che quest'ultima pone la sua propria deter­minazione formale senza di cui non c'è atto finito di esistere. L'essenza-potenza differenzia o "coarta" l'atto d'essere nel momento stesso in cui lo riceve e ne è attua­ta.
   Nell'estensione della dottrina della potenza e dell'atto al rapporto tra essenza ed esistenza -  una tesi molto ardita perché l'essenza già compiuta nella propria linea formale di essenza è perfezionata o attuata da un atto di altro ordine, che non ag­giunge nulla all'essenza come insieme di caratteri intelligibili, ma che le aggiunge tutto sul piano dell'essere, perché la pone extra nihil -, consiste uno dei nuclei della terza navigazione. Mentre nelle filosofie di impronta platonica l’intelligibilità radicale risiede nell’idea o essenza, nella filosofia dell’essere quale pensiero massimamente esistenziale l’intelligibilità più profonda appartiene all’esistenza ed all’atto d’essere. L'esistenza, che non è un'essenza, costituisce la sorgente prima dell'intelligibilità.
 

Autograph

Tuesday, May 09, 2017

SCGBook3

第5章
悪が意図されないものではないことを証明すると思われる議論

[1]

さて、上記の見解に反するように見える論点がある。

[2]

動者の意図とは別に起こることは、運、偶然と呼ばれ、めったに起こらないものとされている。ところが、悪の発生は、運のために、偶然に、まれに起こることと言われない、むしろ常にまたはほとんどの場合に起こると言われる。消滅は常に自然のものの生成に伴われる。 アリストテレスは『ニコマコス倫理学』[II、9:1109a 24]言うように、意志決定した者の場合でさえ、ほとんどの場合、罪が起こる。なぜなら、「円の中心を見つけるほど有徳に応じて行動するのは難しい」 。だから、悪は意図とは別に起こっていないように見える。

[3]

また、『ニコマコス倫理学』の第3巻で[5:1113b 16]アリストテレスは、「邪悪は意志的である」と明言している。彼は、人が意志的に不当な行為をしているという事実によってこれを証明している。「意志的に不公平な行為を行う人は不義を欲しないことは不合理であり、意志的に痴漢を行う人は不節制になることを望まないことは不合理である」[1114a 11]と。立法家が邪悪な人を意志的な悪の行為者として処罰するという事実によっても証明されている[1113b 22]。それで、意志や意図とは別に悪が起きているようには見えない。

[4] 

さらに、すべての自然の変化は本質的に自然によって意図された目的を有する。さて、消滅は、生成と同じように、自然的変化である。したがって、その目的は、邪悪な合理的な性格を持つ窮乏であり、自然によって意図されている。生成の目的である形相と善と同様である。

Friday, April 28, 2017

尼崎

尼崎カトリック教会の皆さん、長い間お世話になり、ありがとうございます。特に感謝したいのは、ご一緒に日曜日ごとに典礼の豊かさを味わい、福音の素晴らしさを共に体験できたことです。人によっては、聖書は昔話に聞こえるが、実はみことばは「いのちの言葉」です。この世で生きるために不可欠なのはこの「命の言葉」です。

「それは、あなたがたが責められるところのない純真な者となり、曲った邪悪な時代のただ中にあって、傷のない神の子となるためである。あなたがたは、いのちの言葉を堅く持って、彼らの間で星のようにこの世に輝いている」(フィリピ215)。

   聞くところによると、尼崎教会のホームページに乗せられたビデオを見ておられる方がたくさんいて、その中で受洗の決意に至った方もおられるそうです。これは、まさにみ言葉の力のおかげであり、最新の技術でもその癒す力が発揮させられている証拠だと思われます。やはり、「まず世間の常識ありき」、と言うのではなく、「始めに言葉があった」というべきでしょう。聖書の言葉を十分深く味わうと、そこに強い希望を感じます。「神はわたしの光、わたしの救い/わたしは誰も恐れない。神はわたしの命の砦/わたしは誰をはばかろう。神に生きる人々の仲で私は神の美しさをあおぎみる。神を待ち望め/強く、たくましく、神を待ち望め。」ところが、今の社会を見ると先はどうなるか、全く見えないので不安になります。占いを頼りにして生きる人もいますが、でもそれは一時的な気休めにすぎない(20年以上、比較研究として、易経と易占いを研究してきました)。先の詩編のような歌は歌えない。救い主を待ち望むことにおいて、このように歌うことが出来るためにはどうしたらよいか。やはり、日曜日ごとにいただいたみ言葉をしっかり受け入れることほど力強いものは他にないと思います。

私たちは聖書の言葉を大事だとは思うのですが、それは現実から遠いことと感じられ、神様のお言葉をまともに聞くことに妥協するわけですね。そういう姿に対してイエス様は「律法の文字から一点一画も消え去ることはない。」神様の律法は人間がその中から勝手に選んでそれを生きるもんじゃありません。むしろ人間が神様の救いから、どんな小さなすき間からもこぼれていくことがないように守るものとして与えられたのです。

イエス様は決して私たちに「あなた方が律法の一点一画もおろそかにすることなく、完成するように努めなさい」とおっしゃったのではありません。「わたしがそれを完成するために来た」とおっしゃっています。神様が律法の一点一画を完成するためにイエス様を送ってくださったということですね。

神様は私たちの生活の一つ一つを、それがどんなに小さなことであっても、その目でご覧になり、そこで私たちが救いから漏れ落ちることなく、救いに与って生きることを願っておられるということなんです。 

  こういうわけ、日曜日ごとに朗読される聖書はどれだけ大事なのかを理解できるでしょう。しばらく、こういう恵みにご一緒にあずかったことを改めて感謝したいと思います。皆さん、これからも、どうぞよろしくお願いします。


A・ボナツィ神父



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Friday, April 14, 2017

Preghiere saveriane


聖ザベリオ宣教会の伝統的な祈り 

 

1.       主イエスがご自分のブドウ畑のために新しい労働者を与えてくださるように。

 

  全人類のために死んでくださり、地上においてあなたのあがないの働きを続けるために教会を創立してくださった主イエスよ、あなたの福音を告げ知らせる人々を増やしてください。

信仰の賜物を(いま)だに受けていない人々が一日も早くあなたを知り、地上においてあなたを愛し、天においても永遠にあなたの報いを楽しむことができるように、宣教者たちの熱心さを増し、その労苦を清めて下さい。

父なる神と聖霊とともに世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

2.       主イエスが福音を告げ知らせる人々の労苦を祝福してくださるように。

 

  私たちの信仰の創始者にして完成者でおられる主イエスよ。互いに愛し合うことをあなたの弟子の特徴として定めたあなたに、全世界であなたの福音を告げ知らせている私たちの兄弟をゆだねます。

  あなたの恵みで彼らの労苦を実らせ、危険から守り、み名のために働き、犠牲をささげることにふさわしい者にしてください。

  私たちが、聖フランシスコ・ザビエルの取次ぎによって、彼らの功労(こうろう)に与り、彼らとともにあなたの至福に入ることができるようにしてください。

世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

3.       主イエスが堅忍の賜物を与え、私たちの会を祝福してくださるように。

 

  すべての人の救いを望んでおられる、いつくしみと愛の神よ、堅忍が全うされる恵みを私たちに与えてくださるよう、心からお願いいたします。

  私たちはあなたの恵みに忠実に生き、あなたが望んでおられる完成度に達することができるようにしてください。

  おん子の死と復活、そしてご聖体の秘跡において示して下さった愛によって、また私たちの聖母マリアの功徳(くどく)によってお願いいたします。

世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

4.       恩人のために

 

生活のために思い煩うことなく、野の花を着飾り、空の鳥に食物を与える天の父を信頼することを教えて下さった主イエスよ、私たちの宣教会に必要なものをお願いいたします。

そして、あなたの導きによって私たちを助けてくださった多数の恩人の恩義を思い起こしつつ、彼らの善業(ぜんぎょう)をあなたの豊かな恵みで報いて下さるようお祈りいたします。

主よ、私たちの恩人に永遠のいのちを報い、あなたの祝福と平安をお与えください。

[主キリストによって]

 

[一同]・アーメン
 

A・ボナツィ訳