Monday, March 06, 2017

Balls


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ガス ボンベ - Google 検索

https://www.google.co.jp/search?q=ガス+ボンベ&client=safari&hl=ja-jp&prmd=sinv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjazc6TzMDSAhXFurwKHfM6DGYQ_AUICCgC&biw=768&bih=928


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Coffee

エントロピー - Wikipedia

https://ja.m.wikipedia.org/wiki/エントロピー


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From Vatican Radio

ja.radiovaticana.va: http://ja.radiovaticana.va/news/1295945 

イエスの過ぎ越しは、イエスご自身の「出エジプト」であり、これを通してイエスは満ち満てる永遠の至福の命への道を開いたと教皇は述べつつ、この道を開くために、イエスがその栄光を脱ぎ捨て、十字架上の死に至るまでの謙遜と従順を示され、ご自分のすべてを犠牲にされたことを忘れないよう招かれた。

教皇は、わたしたちはイエスの犠牲のおかげで罪への隷属から救われたが、それは「イエスがすべてしてくださったので、自分たちはもう何もしなくてよい。イエスは十字架を経て過ぎ越されたが、わたしたちは馬車で天国に行こう」ということではないと注意。



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キリスト教の相対化

Evangelii gaudium

85 第二章、共同体的献身の危機にあって>II. 司牧の要人に訪れる誘惑>不毛な悲観主義に対する「いいえという返事」




85.熱意と大胆さを窒息させる最も深刻な誘惑のうちの一つは、文句の多い悲観主義者、また酢に漬けられたような顔の不快感に満ちた人にわたしたちを変える敗北の意識です。だれも最初から勝利を全く信じられないなら戦い始めることはできません。信頼することなく始める人は最初から半分戦いに負けており、そのタレントを地に埋めてしまいます。自分のもろさに関する痛みを伴う自覚があっても、敗北宣言をせずに前進し、主が聖パウロに告げた「わたしの恵みはあなたに充分である。なぜならわたしの強さは弱さのうちに示されるからだ」(Ⅱコリ129節)という言葉を思い出さなければなりません。キリスト者の勝利はいつでもひとつの十字架にあります。けれど同時に勝利の旗であり、悪との戦いを前に戦いに備えた温もりを伴う十字架なのです。敗北の悪い霊は、落ち着かず自己中心的な不信感の産物である、時が来る前に麦を毒麦から分けたがる誘惑の兄弟分です。


 Evangelii Gaudium(福音の喜び)』

Friday, March 03, 2017

Pope Francisさんのツイート

Pope Francis (@Pontifex)
Lent is a new beginning, a path leading to the certain goal of Easter, Christ's victory over death.

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Papa Francescoさんのツイート

Papa Francesco (@Pontifex_it)
La Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce a una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte.

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Thursday, March 02, 2017

教皇フランシスコ(邦訳)さんのツイート

教皇フランシスコ(邦訳) (@chuokyo_pope)
四旬節は新たな始まりです。死に打ち勝つキリストの勝利、復活祭という確かなゴールへと続く道なのです RT @Pontifex Lent is a new beginning, a path leading to the certain goal of Easter, Christ…

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Saturday, January 28, 2017

Una bolgia dantesca

Ho letto:

Antonio Amorosi, Coop connection, Chiarelettere, 2016


L'impressione è quella di attraversare una montagna di rifiuti puzzolenti. Mi chiedo: come si fa a non contaminarsi in mezzo a tanta corruzione? Viene da chiedersi: perché gli esseri umani odiano così tanto i propri simili? Chi ci salverà da tanta cattiveria?

Fortunatamente nell' ultima pagina (288)l'autore cita il Convivio di Dante. Il che mi ha messo la pulce nell orecchio e così ho cercato su Google "Dante-Italia-corruzione" e sono arrivato al documento che ti allego (se ci riesco, se no te lo spedisco a parte).


Le mie riflessioni personali sono le seguenti:


  1. come dice la Bibbia non c'è niente di nuovo sotto il sole. Se anche ai tempi di Dante (più di 700 anni fa) c'era lo stesso tipo di corruzione, vuol dire che il problema è antropologico. Ogni epoca ha la sua parte di corruzione con cui deve fare i conti.
  2. Dante dice che la porta dell Inferno può essere in qualsiasi punto della terra e che ogni uomo può diventare l'occasione per entrarvi. Fuor di metafora, gli uomini sanno creare, se vogliono, un perfetto inferno qui sulla terra. E che non è per niente difficile caderci dentro.
  3. Se uno non vuole cadere in questo inferno è meglio pregare ogni giorno per avere la grazia di non farsi contaminare da tanta feccia. 


http://www.upcf.it/prosa/prose/2014%20-%20Alberto%20Fiore%20-%20Dante%20e%20la%20corruzione.pdf

Wednesday, January 18, 2017

Method 210

Method 210



  • アウグスト・ベック 『言語学的諸科学の百科全書および方法論』Enzyklopädie und Methodologie der philologischen Wissenschaften1877年)安酸敏真訳, アウグスト・ベーク『解釈学と批判―古典文献学の精髄』2014

歴史主義の危機 /
Rekishi shugi no kiki
著者: K.ホイシー ; 佐伯守訳 = Die krisis des historismus / K. Heussi. 佐伯守, ; Karl Heussi; Mamoru Saeki 
出版: イザラ書房, Tōkyō : Izara Shobō, Shōwa 46 [1974]

Saturday, December 31, 2016

タゴール

     赤ちゃんは、神がまだ、私たちに絶望していない、
     というメッセージを持って生まれてくる…。

「すべての嬰児は
 神がまだ人間に絶望してはいない
 というメッセージをたずさえて生れて来る」

Saturday, December 10, 2016

Male

Il male è come un particolare brutto in un’opera. E anche dipende dal fatto che noi vediamo la vita come un mosaico da una distanza troppo ravvicinata, ci sfugge l’intero disegno. Che solo Dio può vedere, e dunque patiamo questo limite. Il mondo è come un’opera d’arte, secondo quanto suggerito dal Libro della Sapienza: “Omnia in numero, mensura,  pondere disposuisti”

Monday, November 21, 2016

Pitagora tra aste e fumi Osservatore romano 17/11/2016

Pitagora tra aste e funi

· Incontri e scontri fra matematica e filosofia ·

I continui progressi della scienza moderna rendono ancora più attuale il classico Insight. A Study of Human Understanding, nel quale Bernard Lonergan propose i parametri basilari per un’integrazione armoniosa di tutte le fonti del sapere umano. Eppure, durante tutto il corso dell’evoluzione della conoscenza umana, anche se non nel modo sistematico proposto dal gesuita canadese, vi è stata una dialettica, a volte costruttiva e a volte conflittuale, fra le nozioni scoperte dalla matematica, dalle scienze sperimentali e dalla filosofia. Una squisita dimostrazione di un’interdipendenza sinergica di questi linguaggi è offerta da Paolo Zellini che, dopo aver scritto un saggio nel 1999 (Gnonom - Una indagine sul numero), ha appena pubblicato l’ulteriore lavoro di approfondimento, La matematica degli dei e gli algoritmi degli uomini (Milano, Adelphi, 2016, pagine 258, euro 14). Il docente di analisi numerica all’università di Roma Tor Vergata, partendo dall’intuizione del filosofo pitagorico Filolao di Crotone — il numero «armonizzando tutte le cose con la percezione all’interno dell’anima, le rende conoscibili e fra loro commensurabili, secondo la natura dello gnomone» (essendo quella parte della meridiana la cui ombra proiettata sul quadrante indica l’ora solare; cfr. 44 B 11 Dk) — guida magistralmente i suoi lettori attraverso i meandri della storia della filosofia e della matematica, per illustrare come lo sviluppo di entrambe si sia mutualmente influenzato.

Raffaello Sanzio, «Scuola d’Atene»  (1509-1511, Pitagora, dettaglio)

Una delle prove più antiche di questa relazione simbiotica si trova in un’appendice ai Veda — la raccolta di testi sacri dei popoli ariani che migrarono nel subcontinente indiano, 1800 anni prima dell’era cristiana — i Śulbasūtras, che definivano minuziosamente come si dovessero costruire e allargare gli altari destinati alla conservazione del fuoco sacro. Nel loro sforzo per garantire la conservazione delle principali caratteristiche geometriche degli altari di fuoco mentre ne effettuavano la trasformazione per usi vari, i matematici indoariani riuscirono a descrivere, con l’uso di semplici strumenti tali le aste o le funi (śulba significa corda, in sanscrito vedico), teoremi fondamentali come quello di Pitagora e permutazioni evolutissime, come quelle che permettono di convertire un cerchio in un quadrato della stessa area e viceversa.

Il linguaggio matematico, ovviamente, non è il solo ad avere avuto un rapporto sinergico con quello filosofico. In merito, va applaudita la decisione di La Morcelliana di rieditare una piccola perla di Grete Hermann (1901-1984), I fondamenti filosofici della fisica quantistica. In un breve articolo, la scienziata che nella sua tesi di laurea aveva postulato l’esistenza di algoritmi capaci di risolvere i problemi fondamentali dell’algebra astratta, rilevò le chiarissime affinità fra il principio di indeterminazione di Heisenberg — che stabilisce che a livello quantistico sia impossibile conoscere simultaneamente i valori di grandezze fisiche coniugate quali lo spazio e il tempo — con il principio di causalità e il criticismo kantiano.

Sarebbe comunque esagerato considerare come contributo al dialogo fra scienza e filosofia, la mera espressione, pur se legittima, di convincimenti personali su materie filosofiche da parte di scienziati, per quanto celebri siano. Si pensi alla Religione Cosmica dal sapore panteistico spinoziano — appena ripubblicata con un’ottima postfazione dei ricercatori Giannetto e Taschini sempre da La Morcelliana — avanzata da Albert Einstein nel contesto di una conversazione intavolata con il poeta Rabrindanath Tagore. Il dialogo fra i linguaggi richiede che delle realtà, concrete o astratte ma comunque correlate, siano analizzate per mezzo di discipline indipendenti, al fine di ricavarne significati diversi che si possano confrontare fra loro.

Un ottimo esempio di questo tipo di dialettica è fornito dal piacevolissimo libro, appena edito da Il Mulino: Zerologia. Sullo zero, il vuoto e il nulla. In esso, il matematico Claudio Bartocci riflette sul numero zero, il fisico Piero Martin sul vuoto e il filosofo Andrea Tagliapietre sul nulla.

Dai loro contributi nasce la zerologia che, da un punto di vista matematico, risponde alle speculazioni di J.W. Richard Dedekin — autore dell’influentissimo articolo del 1888: Was sind und was sollen die Zahlen? (“Cosa sono e cosa dovrebbero essere i numeri?”), che non considerava lo zero un numero naturale ma una creazione derivante da operazioni come la sottrazione — da un punto di vista fisico, spiega come mai the vacuum is not empty (il “vuoto” non è “vuoto”) — in quanto innumerevoli forze sono all’opera nel vuoto fisico come quelle che permettono l’immagazzinamento dell’energia solare nelle cellule fotovoltaiche — e da un punto di vista filosofico, chiarisce perché Immanuel Kant — distinguendo il nihil privativum repræsentabile (“la mancanza di una cosa”) dal nihil privativum irrepræsentabile (“la pura nozione di alterità rispetto all’essere”) — abbia confermato che la filosofia occidentale ricade, sin dai tempi di Parmenide («L’essere è, il nulla non è»; fr. 6 1-2), nel paradosso di definire il nulla in funzione dell’essere.

di Carlo Maria Polvani

Monday, November 14, 2016

Homo proponit, sed Deus disponit


Man proposes but God disposes

人算不如天算

rén suàn bù rú tiān suàn


人算は天算に如かず

〈諺〉人の考えは天の考えには敵わない

〈備考〉

  1. 予想や思惑の通りに事が運ばなかった時などに言う
  2. (「運命には逆らえない」、「世の中そんなに甘くない」、「世の中何が起こるかわからない」、等)

  3. 万策尽くして結果を待つ時などに言う
  4. (「成るようにしかならない」、「神のみぞ知る」、等)

    〈修正歓迎〉

Homo proponit, sed Deus disponit  (Imitatio Christi, book I, ch. 19)
箴言16・9;  19・21参照