Monday, July 17, 2017

Matteo 12, 36-37

36Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; 37infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Wednesday, July 05, 2017

Saveriani

Voi della DG avete affermato, e la Direzione regionale d'Italia l'ha 

ripreso, che il nostro "carisma è diventato sbiadito". 


Se noi continuiamo a fondare la ricerca di una più grande vitalità del carisma sulla 

consueta produzione di pur ottimi documenti sia Generali che Regionali, fra sei anni 

saremo ancora più o meno daccapo, cioè alle constatazioni di un "carisma sbiadito". 

Con tutte le conseguenze — l'avete già detto voi — sulla formazione dei giovani save-

riani. 


P. Giuseppe Veniero, sx 



iPhoneから送信

Saturday, June 10, 2017

La terza navigazione Vittorio Possenti

5) La ‘terza navigazione’
 
Con l’avvento delle suddette dislocazioni la situazione dell’alleanza socratico-mosaica si è fatta delicata. Essa sussiste come un acquisto per sempre, ma la sua vitalità e forza vanno costantemente riguadagnate da entrambi i lati. Se guardiamo al passato, la sua fecondità è proceduta dapprima attraverso uno sviluppo endogeno a ‘Socrate’ da un lato ed uno sviluppo proprio a ‘Mosè’ dall’altro. Quando la sorgente greca e la sorgente biblica si sono incontrate e riconosciute, l’alleanza si strinse entro una sorta di guida interiore della seconda, che volta a volta assunse, corresse, rifiutò il retaggio della prima. In altri termini tale alleanza, in cui entrambe le parti hanno apportato qualcosa, ha aperto nuovi spazi e condotto a nuove verità, producendo uno avanzamento fondamentale nella vicenda della filosofia. Questa sotto lo stimolo diretto e indiretto del messaggio biblico ha potuto progredire nel suo svolgimento postgreco, pervenendo al guadagno della ’terza navigazione’ quale incremento decisivo della ragione metafisica. In tale processo, che ha condotto la filosofia dell’essere al suo sviluppo plenario, ha svolto un ruolo centrale la dottrina della creazione dal nulla, forse lontanamente presentita dai Greci, ma certo assente in loro.
 Introducendo circa vent’anni fa il termine-concetto di ‘terza navigazione’, ho inteso collegarmi e ‘riprendere’ la nota metafora platonica della seconda navigazione svolta nel Fedone, ma estendendone ed oltrepassandone il concetto verso la nuova e finale terza navigazione. Essa si pone all’interno dell’alleanza socratico-mosaica e stabilisce dal lato della vicenda della metafisica il suo non plus ultra. Ciò significa che nel rapporto tra metafisica greca e metafisica successiva il punto più alto non sta nella prima, ma nella filosofia dell’essere e dell’actus essendi sbocciata come un miracolo della ragione in certo modo sotto l’irraggiamento del logos biblico, capace di portare a pienezza e quando necessario di correggere il discorso ontologico ellenico.
   Col termine di terza navigazione suggerisco l’esistenza di una storia della metafisica nel suo millenario procedere, da intendere in un senso molto diverso da come l’ha interpretata Heidegger (cfr. i capp. VIII e IX del Nietzsche): non come un ininterrotto scivolare e ribadirsi di un errore iniziale, bensì come faticoso ma non vano muovere verso "acquisti per sempre", verso punti di apogèo. In Heidegger la specifica modalità di intendere la storia della metafisica come storia dell'essere dipende dal suo progetto sistematico volto ad una comprensione dell'essere nell'orizzonte trascendentale del tempo ("la condizione ontologica di possibilità della comprensione dell'essere è la temporalità stessa"), in base a cui il tempo è l'essenza originaria dell'essere, e quest'ultimo è finito, limitato, diveniente. Con la concezione della radicale temporali­tà dell'essere si salda l'assunto storicistico che intende la verità dell'essere come storia e puro evento (Erei­gnis). Poiché nell'interpretazione  heideggeriana dell'ontologia "essere" vale soprattutto come "esser-presente", e la presenza come una modali­tà della temporalità, la risoluzione temporale dell'essere sembra senza residui di modo che "tutte le proposizioni dell'ontologia sono proposizioni tem­porali", e "il tempo è l'orizzonte primario della scienza trascendentale, dell'ontologia, o, più semplicemente, l'orizzonte trascenden­tale" (14). Ne consegue che nel pensiero di Heidegger la possibili­tà di pensare la "differenza cronologica" fra tempo ed eternità sembra sbarrata, mentre la differenza ontologica fra ente ed essere appare consegnata al livello ontico-intramondano, e dunque non in grado di attingere la causalità ontologica che produce e sostiene l'esse degli essenti (15).
   Nella prospettiva teoretica qui delineata l'idea di storia della metafisica non inclina verso lo storicismo, si palesa anzi, in virtù di un possibile disvelamento progressivo della verità dell'essere, come segnata da antistoricismo. Storia della metafi­sica varrà per noi quale susseguirsi delle più essenziali conce­zioni dell'essere, come approfondimento della verità princi­piale del senso dell'essere, non come storia dell'essere, ossia come risoluzione dell'essere nella vicenda dei suoi accadimenti entro l'insuperabile circolo del tempo. Con l'idea di storia della metafisica non viene cercata né una ripetizione della storia dell'ontologia, né un problematico pensiero ultrametafisico, e neppure una distruzione della tradizione ontologica, considerata necessaria per risalire ad esperienze originarie del senso del­l'essere (cfr. Essere e tempo, § 6), ma semplicemente un possi­bile accesso più pieno all'essere. Se l'elaborazione del suo problema deve assumersi anche un compito storico per trovare nelle ontologie del passato una guida, da questo non segue che l'essenza dell'essere debba essere compresa solo storiografica­mente, né che la tradizione necessariamente copra più di quanto sveli. Un risalimento positivo al passato non può che procedere di pari passo con una personale "scoperta" dell'essere.
  La scansione progressiva e ascendente della metafisica è avve­nuta secondo tre navigazioni, nelle quali la ricerca filosofica è avanzata verso una penetrazione teoretica più ade­guata della verità dell'essere; e si è allontanata in alcune sue fasi deci­sive  dall'oblio dell'essere. Tale è stato il compito di alcuni pensatori essenziali. In questo lento avvicinarsi al miste­ro dell'essere, si è venuta elaborando la scienza più alta dell' intelletto umano nel suo esercizio naturale, dispiega­to, solare; il sapere che oltrepassa e circoscrive le scienze particolari delle varie regioni dell'ente. La metafisica non si è arrestata a pensare la differenza ontologica come viene intesa da Heidegger, ossia la diversità fra essere e ente, ma ha anche posto a tema quel­l'altra più radicale e decisiva differenza ontologica, costituita dall'opposizione fra essere e nihil absolutum.
  Adottando il termine "navigazione", si impiega, ampliandone la portata, la metafora introdotta da Platone: la prima navigazione venne iniziata dai filosofi fisici con la loro indagine sulla natura, a cui egli giovane si appassionò. La seconda da Platone stesso. Nel solco aperto da Platone, ma con decisive integrazioni perché in questi il mondo vero è solo quello intelligibile con­trapposto al sensibile, Aristotele prospettò la dottrina ilemor­fica, che ravvisa nella forma l'elemento intelligibile e sopra­sensibile; introdusse nell'esplicazione del divenire la decisiva coppia atto-potenza (energheia-dynamis), imperniandovi la sua concezione ontologica; concepì Dio come Atto puro e Pensiero di pensiero.
  La terza navigazione è stata intrapresa dalla filosofia dell’essere di Tommaso d'Aquino attraverso una ristrutturazione dell'intero, operata da una meta­fisica transontica che porta a compimento la centralità ontologi­ca dell'energheia/actus. I fondamentali nuclei tematici entro cui si distende la terza navigazione e che si presentano in modo più immediato alla riflessione, sono riassumi­bili in quattro: 1) la scoperta della doppia composizione metafi­sica nell'esistente finito (composizione di materia e for­ma, e di essenza ed atto d'essere/esse); 2) la dottrina dell'essere come actus essendi; 3) la dottrina della distinzione reale fra essenza ed esistenza nell'ente finito, e della loro coincidenza in Dio; 4) la determi­nazione del supremo Nome di Dio come esse ipsum per se subsi­stens.
Con la terza navigazione è stato raggiunto un acquisto permanente dal lato dell’alleanza socratico-mosaica, del nesso amico tra filosofia e religione.  Metafisica e filosofia non congedano rivelazione e salvezza e viceversa, ma entrambe le parti muovono verso un riconoscimento reciproco, di modo che una parte include nella propria storia di formazione anche l’altra parte.
Seguono tre commenti sulle implicazioni della terza navigazione.
  1) L’elaborazione proposta consente un ulteriore chiarimento sul tema della deellenizzazione, in specie su un equivoco non infrequente. Non di rado sia coloro che intendono purificare il cristianesimo da un troppo forte lascito ellenico, sia i razionalisti che abbandonano la fede biblica per tornare esclusivamente all’ontologia greca, condividono una valutazione della ‘metafisica cristiana’ ritenuta nient’altro che un calco di quella greca. I primi fanno valere tale idea per allontanare grecità e pensiero cristiano e per volgersi al puro Vangelo, i secondi sostengono che niente di intellettualmente rispettabile è stato formulato dalla filosofia cristiana che non fosse stato già detto, e meglio, da quella greca. Dunque la Rivelazione biblica non presenterebbe alcuna originalità filosofica e alcun apporto al filosofare. La dottrina sulla ‘terza navigazione’ è anche una risposta a tale questione. “La filosofia dell'essere nasce nell'alleanza tra Bibbia e grecità, in cui occorre riconoscere che per quanto grande e decisivo sia stato l'apporto della filosofia greca, quello del­l' ‘ontologia biblica’ è stato meno diffuso ma forse più decisivo. L'influsso che si è dipartito dai cieli della Rivelazione in direzione della filosofia (e naturalmente questo evento è come un sovrappiù o una sovrabbondanza del messaggio biblico che si indirizza alla sal­vezza e non annovera fra i propri scopi primari la riforma della filosofia) è stato tale da condurla alla "terza navigazione". Si comprende dunque quanto si ingannasse Niet­zsche, il quale definiva sprezzantemente il cristianesimo come platonismo per il popolo, e con lui coloro che, non inten­dendo le virtualità metafisiche racchiuse nel messaggio biblico, lo riducono a qualcosa che può essere messo in forma e assumere dignità di pensiero solo attraverso l'ontologia greca. Tuttavia vengono così trascurati due elementi essenziali, ossia che la Bibbia dischiude più profondamente il senso dell'essere, e che la "metafisica cristiana" ha proceduto ad una riforma delle catego­rie e quadri dell'ontologia greca proprio alla luce della sua più radicale concezione dell'essere” (16). Il cristianesimo o meglio la teologia e la metafisica cristiane non possono essere deellenizzate, perché hanno già provveduto a discernere quanto è da accogliere e quanto da lasciare cadere nel retaggio ellenico.
2) I quattro nuclei speculativi in cui è possibile far consistere il guadagno della terza navigazione, risultano essenziali per giungere all’acquisto razionale della verità della creazione o a quello che talvolta si denomina il “teorema della creazione”. Pertanto la posizione della terza navigazione si corona in quella della creazione (17), dove è anche introdotta la differenza abissale fra creatio e mutatio: nella creatio la Causa prima è causa totale, ossia pone tutto l’essere del creato, mentre nella mutatio va presupposta una causa efficiente del solo divenire. Per questo il Dio aristotelico vale come causa/motore immobile del divenire (mutatio), non certo come causa prima ed unica che pone extra nihil il finito. In particolare, tolta la possibilità di determinare Dio come esse ipsum, sembra tolta la possibilità di pensarlo come creatore. Come scrivevamo nell’opera collettanea appena citata, non può dare l’essere nel senso di porsi come causa totale dell’essere finito, colui che non sia l’essere stesso.
 
3) Nel quadro speculativo della terza navigazione assume importanza reg­gente la coppia essenza-esistenza (esse), legata a quella potenza-atto, un aspetto che abbisogna di qualche commento. Non est eiusdem rationis compositio ex materia et forma, et ex substantia et esse: quamvis utraque sit ex potentia et actu (18): avanzando questa nuova determinazione, in cui sia la composizione materia-forma sia quella essenza-esistenza sono intese come com­posizioni di potenza ed atto, si raggiunge una comprensione più profonda ed unitaria della struttura dell'essere, alla luce ap­punto dei concetti di atto e potenza fatti giocare in tutta la loro valenza.
   Nel quadro della terza navigazione la coppia metafisica basi­lare dell'intero è la polarità essenza-atto d'essere (essentia-esse), non quella materia-forma. Né l'ontologia di Pla­tone, che avvista l'Idea, né quella di Aristotele che si arresta alla composizione materia-forma, raggiungono il centro della struttura metafisica del reale, perché fa loro difetto la composizione ultima e più profonda, quella tra essenza e atto d'essere. Poiché la forma è atto sul piano dell'essenza, ma non atto ultimo su quello dell'essere, la coppia ilemorfica non esaurisce l'intero, né sul piano metafisico rappresenta la polarità ultima o la massima concretizzazione della coppia interale potenza-atto: non può perciò essere posta l'equazione tra la coppia materia-forma e la coppia potenza-atto. In altri termini la coppia potenza-atto ha un'estensione maggiore della coppia materia-forma. Secondo l'Aquinate sono infatti possibili forme pure immateriali, che si sottraggono alla composizione ilemorfica ma non a quella poten­za-atto. Tali forme non sono atto puro: sono composte di potenza e di atto sul piano del nesso essentia-esse, stando la prima, l'essentia, dal lato della potenza e l'esse da quello dell'atto (di conseguenza materialità e finitezza non coincidono, potendo esistere forme finite e immateriali).
  Si osservi che nel sinolo materia-forma ed in quello essenza-esse l'interno rapporto di specificazione è opposto. Nel primo caso la materia (potenza) è specificata dalla forma (atto); nel secondo è l'esse (atto) a venir specificato dall'essenza (poten­za). L'esse conferisce l'esistere all'essenza che lo specifica, nel senso che quest'ultima pone la sua propria deter­minazione formale senza di cui non c'è atto finito di esistere. L'essenza-potenza differenzia o "coarta" l'atto d'essere nel momento stesso in cui lo riceve e ne è attua­ta.
   Nell'estensione della dottrina della potenza e dell'atto al rapporto tra essenza ed esistenza -  una tesi molto ardita perché l'essenza già compiuta nella propria linea formale di essenza è perfezionata o attuata da un atto di altro ordine, che non ag­giunge nulla all'essenza come insieme di caratteri intelligibili, ma che le aggiunge tutto sul piano dell'essere, perché la pone extra nihil -, consiste uno dei nuclei della terza navigazione. Mentre nelle filosofie di impronta platonica l’intelligibilità radicale risiede nell’idea o essenza, nella filosofia dell’essere quale pensiero massimamente esistenziale l’intelligibilità più profonda appartiene all’esistenza ed all’atto d’essere. L'esistenza, che non è un'essenza, costituisce la sorgente prima dell'intelligibilità.
 

Autograph

Tuesday, May 09, 2017

SCGBook3

第5章
悪が意図されないものではないことを証明すると思われる議論

[1]

さて、上記の見解に反するように見える論点がある。

[2]

動者の意図とは別に起こることは、運、偶然と呼ばれ、めったに起こらないものとされている。ところが、悪の発生は、運のために、偶然に、まれに起こることと言われない、むしろ常にまたはほとんどの場合に起こると言われる。消滅は常に自然のものの生成に伴われる。 アリストテレスは『ニコマコス倫理学』[II、9:1109a 24]言うように、意志決定した者の場合でさえ、ほとんどの場合、罪が起こる。なぜなら、「円の中心を見つけるほど有徳に応じて行動するのは難しい」 。だから、悪は意図とは別に起こっていないように見える。

[3]

また、『ニコマコス倫理学』の第3巻で[5:1113b 16]アリストテレスは、「邪悪は意志的である」と明言している。彼は、人が意志的に不当な行為をしているという事実によってこれを証明している。「意志的に不公平な行為を行う人は不義を欲しないことは不合理であり、意志的に痴漢を行う人は不節制になることを望まないことは不合理である」[1114a 11]と。立法家が邪悪な人を意志的な悪の行為者として処罰するという事実によっても証明されている[1113b 22]。それで、意志や意図とは別に悪が起きているようには見えない。

[4] 

さらに、すべての自然の変化は本質的に自然によって意図された目的を有する。さて、消滅は、生成と同じように、自然的変化である。したがって、その目的は、邪悪な合理的な性格を持つ窮乏であり、自然によって意図されている。生成の目的である形相と善と同様である。

Friday, April 28, 2017

尼崎

尼崎カトリック教会の皆さん、長い間お世話になり、ありがとうございます。特に感謝したいのは、ご一緒に日曜日ごとに典礼の豊かさを味わい、福音の素晴らしさを共に体験できたことです。人によっては、聖書は昔話に聞こえるが、実はみことばは「いのちの言葉」です。この世で生きるために不可欠なのはこの「命の言葉」です。

「それは、あなたがたが責められるところのない純真な者となり、曲った邪悪な時代のただ中にあって、傷のない神の子となるためである。あなたがたは、いのちの言葉を堅く持って、彼らの間で星のようにこの世に輝いている」(フィリピ215)。

   聞くところによると、尼崎教会のホームページに乗せられたビデオを見ておられる方がたくさんいて、その中で受洗の決意に至った方もおられるそうです。これは、まさにみ言葉の力のおかげであり、最新の技術でもその癒す力が発揮させられている証拠だと思われます。やはり、「まず世間の常識ありき」、と言うのではなく、「始めに言葉があった」というべきでしょう。聖書の言葉を十分深く味わうと、そこに強い希望を感じます。「神はわたしの光、わたしの救い/わたしは誰も恐れない。神はわたしの命の砦/わたしは誰をはばかろう。神に生きる人々の仲で私は神の美しさをあおぎみる。神を待ち望め/強く、たくましく、神を待ち望め。」ところが、今の社会を見ると先はどうなるか、全く見えないので不安になります。占いを頼りにして生きる人もいますが、でもそれは一時的な気休めにすぎない(20年以上、比較研究として、易経と易占いを研究してきました)。先の詩編のような歌は歌えない。救い主を待ち望むことにおいて、このように歌うことが出来るためにはどうしたらよいか。やはり、日曜日ごとにいただいたみ言葉をしっかり受け入れることほど力強いものは他にないと思います。

私たちは聖書の言葉を大事だとは思うのですが、それは現実から遠いことと感じられ、神様のお言葉をまともに聞くことに妥協するわけですね。そういう姿に対してイエス様は「律法の文字から一点一画も消え去ることはない。」神様の律法は人間がその中から勝手に選んでそれを生きるもんじゃありません。むしろ人間が神様の救いから、どんな小さなすき間からもこぼれていくことがないように守るものとして与えられたのです。

イエス様は決して私たちに「あなた方が律法の一点一画もおろそかにすることなく、完成するように努めなさい」とおっしゃったのではありません。「わたしがそれを完成するために来た」とおっしゃっています。神様が律法の一点一画を完成するためにイエス様を送ってくださったということですね。

神様は私たちの生活の一つ一つを、それがどんなに小さなことであっても、その目でご覧になり、そこで私たちが救いから漏れ落ちることなく、救いに与って生きることを願っておられるということなんです。 

  こういうわけ、日曜日ごとに朗読される聖書はどれだけ大事なのかを理解できるでしょう。しばらく、こういう恵みにご一緒にあずかったことを改めて感謝したいと思います。皆さん、これからも、どうぞよろしくお願いします。


A・ボナツィ神父



iPadから送信

Friday, April 14, 2017

Preghiere saveriane


聖ザベリオ宣教会の伝統的な祈り 

 

1.       主イエスがご自分のブドウ畑のために新しい労働者を与えてくださるように。

 

  全人類のために死んでくださり、地上においてあなたのあがないの働きを続けるために教会を創立してくださった主イエスよ、あなたの福音を告げ知らせる人々を増やしてください。

信仰の賜物を(いま)だに受けていない人々が一日も早くあなたを知り、地上においてあなたを愛し、天においても永遠にあなたの報いを楽しむことができるように、宣教者たちの熱心さを増し、その労苦を清めて下さい。

父なる神と聖霊とともに世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

2.       主イエスが福音を告げ知らせる人々の労苦を祝福してくださるように。

 

  私たちの信仰の創始者にして完成者でおられる主イエスよ。互いに愛し合うことをあなたの弟子の特徴として定めたあなたに、全世界であなたの福音を告げ知らせている私たちの兄弟をゆだねます。

  あなたの恵みで彼らの労苦を実らせ、危険から守り、み名のために働き、犠牲をささげることにふさわしい者にしてください。

  私たちが、聖フランシスコ・ザビエルの取次ぎによって、彼らの功労(こうろう)に与り、彼らとともにあなたの至福に入ることができるようにしてください。

世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

3.       主イエスが堅忍の賜物を与え、私たちの会を祝福してくださるように。

 

  すべての人の救いを望んでおられる、いつくしみと愛の神よ、堅忍が全うされる恵みを私たちに与えてくださるよう、心からお願いいたします。

  私たちはあなたの恵みに忠実に生き、あなたが望んでおられる完成度に達することができるようにしてください。

  おん子の死と復活、そしてご聖体の秘跡において示して下さった愛によって、また私たちの聖母マリアの功徳(くどく)によってお願いいたします。

世々に生き、支配しておられる主イエス・キリストによって。

 

[一同]・アーメン

 

4.       恩人のために

 

生活のために思い煩うことなく、野の花を着飾り、空の鳥に食物を与える天の父を信頼することを教えて下さった主イエスよ、私たちの宣教会に必要なものをお願いいたします。

そして、あなたの導きによって私たちを助けてくださった多数の恩人の恩義を思い起こしつつ、彼らの善業(ぜんぎょう)をあなたの豊かな恵みで報いて下さるようお祈りいたします。

主よ、私たちの恩人に永遠のいのちを報い、あなたの祝福と平安をお与えください。

[主キリストによって]

 

[一同]・アーメン
 

A・ボナツィ訳

Tuesday, April 11, 2017

History of Art Department, Visual Resources Collections: MSS., GERMANY, 10TH CEN.; Codex Egberti, Noli me Tangere; 977-993; Ottonian

http://quod.lib.umich.edu/h/hart/x-289632/05d103751


iPadから送信

Summa Contra Gentiles Book II Incipit


トマス・アクィナス

『カトリック信仰の真理について 不信仰者の誤謬を論駁する書』

(『対異教徒大全』)

 

2巻 序 論(第1-5章)



フォームの終わり


                     第二巻

1

1巻と第2巻の連続性

  1.        

わたしはあなたのなさったこと(operibus)をひとつひとつ思い返し/御手の業(factis)を思いめぐらします。」『詩篇』1435節。[1]

  1.  

どんな事物であってもそれの完全な認識はそれの働き(operatio[2]が認識されなければ得られ得ない。実際、働きの様態と種とから、能力(virtus)の尺度と質とは量られ、能力は事物の本性を示すのである。というのも、それぞれのものは現実的に一定の本性を得ていることに即して、働きをなすものだからである。[3]

  1.  

ところで、哲学者〈アリストテレス〉が『形而上学』第9(1050a23-b2)で教えているように、事物の働きには二種がある。一つは働くもののうちにとどまり、働くもの自身の完全性であるようなものである。たとえば、感覚する働き、知性認識する働き、意志する働きがそうである。それに対してもう一つは、外的事物に移ってゆき、その働きによって作り上げられたものにとっての完全性であるような働きである。たとえば、熱くする働き、切る働き、建築する働きなどがそうである。

  1.  

さて、今述べた二つの働きのいずれもが神に適合している。第一の働きは神が知性認識し、意志し、愛することにおいて適合し、第二の働きは事物を存在へと産出し保存し支配することにおいて適合しているのである。しかし、第一の働きは働く者の完全性であり、第二の働きは作られたものの完全性である。そして、作用者は作られたものよりも本性上先なるものであるし、それの原因である。したがって、前述のうちの第一の働きが第二の働きの根拠であり、原因が結果に先立つように[4]、本性上第二の働きに先立っている。このことは人間的事象において明らかである。つまり、技術者の考察と意志とが建設の働きの原理であり根拠なのである。

  1.  

したがって、上述のうちの第一の働きが、働くものの端的な完全性として、「働き(operatio)」、または「活動(actio)」という名称を得ることになる。それに対して第二の働きは、作られたものの完全性であることによって、「制作(factio)」という名称を受けることになる。だから、この種の作用を通じて技術者から存在へと進み出る(procedunt[5]ようなものは手工物(しゅこうぶつ)と呼ばれるのである。

  1.  

さて、神の第一の種類の働きについては、われわれは神的認識と意志が論じられた前巻においてすでに述べた。そこで今、神的真理の十全な考察[6]のために残されていることは、第二の働き、すなわち事物を産出し支配する神の働きを論じることである。

  1.  

そしてこれを論じる順序を冒頭の聖句から知ることができる。というのは、「わたしはあなたのなさったことをひとつひとつ思い返し」と述べられており、第一の種類の働きの省察が先に置かれている。それに対して、次に「御手の業を思いめぐらします」と語られたときに制作についての省察について述べられているのである。つまり、神の手によって作られたものとは天と地、そして技術者から手工品がでてくるのと同じように、神から存在へと出て来たすべてのもののことであると、われわれは理解しているのである。


\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\


2

被造物についての考察は信仰の教示に有益であること

  1.  

さて、このような神の作ったものについての省察は神についての人間の信仰を教示するのに必要である。

  1.  

というのは、第一には、作られたものについての省察からわれわれは神的知恵を何ほどか賛嘆し考察することができるからである。実際、技術知によって生じたことがらは、技術知の類似性へと作られたものとして、技術知そのものを表象するものだからである。ところで、神は自己の知恵によって諸事物を存在へと産出した。そのために『詩篇』10424節で「あなたはすべてを知恵によって成し遂げられた」と言われているのである。それゆえ、作られたものの考察から神的知恵を取りまとめることができるのである。それは、作られた事物において散在して何らかの仕方で伝達されている神の類似性を通じて取りまとめるようなものなのである。実際、『集会の書〔シラ書〕』110節では「神は自己の業のすべての上にそれを」すなわち知恵を「押し広げている」[7]と語られているのである。だから、『詩篇』1396節で「その驚くべき知恵はわたしを超え/あまりにも高くて到達できない」と語られている。また、続いて「夜も光が私わたしを照らし出す12節)云々と語られているときには、神的照明の助けのことが語られているのである。そして、神的業についての考察から神的知恵を認識するのに自分が助けられたことを告白しているのが、「御業がどんなに驚くべきものか、わたしの魂はよく知っている14節)と語る言葉なのである。

  1.  

第二には、この考察によって神の最高のちからへの賛嘆へと導かれ、それに続いて人間の心の中に神への崇敬が生み出されるからである。実際、制作者のちからは作られた事物によってより卓越した仕方で理解されなければならないのであって、だから『知恵の書』134節で「彼らは」すなわち哲学者たちは「それらのもの」すなわち天や星々や世界の元素の「力と働きに心を打たれたなら、天地を造られた方がどれほど力強い方であるか、それらを通して知るべきだったのだ」と述べられているのである。また、『ローマ人への手紙』120節では「目に見えない神の性質、つまり神の永遠の力と神性は被造物に現れており、これを通して神を知ることができます」と言われている。また、この神への賛嘆から畏れと尊崇がでてくる。だから、『エレミア書』1067節では「御名には大いなる力があります。諸国民の王なる主よ、あなたを恐れないものはありません」と語られているのである。

  1.  

第三には、この考察によって人間の魂は神的善性への愛へと高められる。実際、第1巻で示されているように(第2840章)、さまざまな被造物において個別的な仕方で配されている善性と完全性は、その全体が善性全体の源泉としての神において普遍的な仕方で一なるものとなっている。それゆえ、被造物の善性、美、甘美さが人間の精神を引きつけている。だとすれば、個々の被造物において見いだされる小川のような善性と比べるならば、泉であるような神自身の善性は、人間の魂を燃え立たせてその魂を全面的に自己の方へと引き寄せるのである。だから、『詩篇』925節で「主よ、あなたは御業を喜び祝わせてくださいます。わたしは御手の業を喜び歌います」と語られるのである。また、他の箇所[『詩篇』369-10節]では人の子が「あなたの家」という被造物全体「に滴る恵みに潤い」、そして「あなたの甘美な流れに渇きを癒す。命の泉はあなたにあり」とある。さらに、『知恵の書』131節ではある人々に反対して、「目に見えるよいもの」すなわち何らかの参与によって善である被造物から、「存在そのものである方を」、すなわち、第1巻で示されているように(38)、真に善なる、というより善性そのものである方を「知ることはできな〔かった〕」とあるのである。

  1.  

第四には、この考察は人間を神的完全性の何らかの類似性においてあるものとする。というのは、第1巻ですでに示されているように(第49章以下)、神は自己を認識することによって、自己のうちで他のすべてのものを直観している。それゆえ、キリスト教信仰によって人間が神について主要に教示を受け、神的啓示の光を通じて被造物の認識者となる時に、人間のうちには神的知恵の何らかの類似性が生じることになるのである。このゆえに、『コリント人への手紙二』318節で「わたしたちは皆、顔の覆いを除かれて、鏡のように主の栄光を映し出しながら、栄光から栄光へと、主と同じ姿に造りかえられていきます」とあるのである。

  1.  

以上から、キリスト教信仰の教示には被造物についての考察が含まれることが明らかなのである。だから、『集会の書』4215節で「わたしは今、主の業を思い浮かべ、わたしの見たことを詳しく語ろう。主の言葉によって御業はな〔る〕」と語られるのである。





3

被造物の本性の認識は神に関する誤謬を論破するために役立つこと

  1.  

また、被造物についての考察は真理の教示にとってだけではなく、誤謬を排除するのにも必要なのである。というのは、被造物に関する誤謬は、神についての真なる認識と背馳している限りにおいて、信仰の真理からの離反をもたらすことがあるからである。こういったことは多くの仕方で生じる。

  1.  

第一には、被造物の本性を知らない者どもは時として、他者によってしか存在し得ないものを第一原因であり神であると想定し、目に見えている被造物を越えたものが何もないとみなしてしまうという転倒に陥るということによる。たとえば、どんなものであっても物体を神であると評価した人々がいたのである。このような人々について『知恵の書』132節で、「火、息、すばやく動く空気、あるいは連なる星々、巨大な水、太陽や月を神々であると考えていた」と述べられているのである。

  1.  

第二には、神のみに属することをある種の被造物に帰属させることによる。このことは被造物に関する誤謬からも生じる。すなわち、或る事物の本性が受容しないようなことがその事物に帰属させられるのは、その本性が知られていないからでしかない。たとえば、三本足ということが人間に帰属させられる場合がそうである。ところで、神のみに属することを被造物の本性は受容しない。それは、人間だけに属することを他の事物の本性が受容しないのと同じことである。それゆえ、被造物の本性が知られていないことによって、前述の誤謬が生じるのである。このような誤謬に反対して、『知恵の書』1421節で「彼らは共有化されえない名前を木や石に与えた」と語られているのである。諸事物の創造、未来のことがらの認識、あるいは奇跡の働きを神以外の別の原因に帰している人々はこの誤謬に陥っているのである。

  1.  

第三には、被造物の本性が知られていないために、被造物に働きかける神的ちからから何らかのことが差し引かれてしまうということによる。このことは次のような人々において明らかである。すなわち、事物に二つの原理を設定してしまう人、事物が神的意志からではなく、神から本性の必然性によって発出していると主張する人、さらに、すべての事物あるいはある種の事物が神的摂理を免れているとする人、あるいは神的摂理が通常の道程をはずれて働き得るということを否定する人である。このようなことすべては神的権能を弱めるものなのである。このような人々に反対して、『ヨブ記』2217節で「彼らは万能である者が何もなすことができないかのうに見なした」と語られ、『知恵の書』1217節では「あなたがちからにおいて全きものであることを信じない者に、ちからを示される」とあるのである。

  1.  

第四。人間は信仰を通じて究極目的としての神へ導かれるのであるが、諸事物の本性を知らないことによって、したがって宇宙における秩序における自己の地位を知らないことによって、自分の方が上位にある何らかの被造物に自分は従属していると考えてしまうのである。たとえば、人間の意志を星辰の下においてしまう人々がそうである。このような人々に反対して『エレミア書』102節で「民が怖れている天のしるしを恐れるな」と語られているのである。また、天使を魂の創造者であるとみなす人々や、人間の魂が可死的であるとみなす人々もそうである。そして、これと同様のことによって人間の尊厳を弱めている人々も同じである。

  1.  

以上から、或る人々の見解が間違っていることが明らかである。すなわち、アウグスティヌスが『魂の起源について』で語っているように、神について正しい見解を持ってさえいれば、被造物についてどんな見解を持っているのかは信仰の真理に何の関係もないと語った人々の間違いである。実際、被造物に関する誤謬は神に関する間違った見解へと反響し、人間の精神を何か他の原因の下におくことことによって、信仰がそれに向かわせようとしている神からその精神を離反させることになるのである。

  1.  

だから、被造物について誤謬を犯す人々に聖書は不信仰者として罰を科しており、『詩篇』285節で「彼らは主の業を主の手の業において知性認識しなかったので、かれらを滅ぼし建てないようにしてください」とある。また、『知恵の書』221節では「かれらはこのことを考えたが間違った」とあり、その後に「聖なる魂の名誉を見分けなかった」とあるのである。





4

哲学者と神学者は被造物について別の仕方で考察すること

  1.  

さて、上述のことから明らかなことであるが、キリスト教信仰の教えが被造物に関する考察をするのは被造物のうちに神の何らかの類似性が反映していること、また被造物における誤謬が神的なものに関する誤謬を導き入れてしまうこと、このことの限りである。だから、前述の教えと人間的哲学とでは、被造物は別の特質のもとに主題とされることになる。というのは、人間的哲学は被造物を被造物である限りにおいて考察する。だからまた、諸事物の類が異なるのに応じて哲学の諸分野が見いだされることになるのである。それに対して、キリスト教信仰は被造物を被造物である限りにおいてではなく(たとえば火を火である限りにおいてではなく)、神的高貴さを表象し神そのものへと何らかの仕方で秩序づけられている限りにおいて考察するのである。実際、『集会の書』4216-17節では「主の業はその栄光に満ちている。主は聖者たちにも自分の驚くべきことのすべてを語らしめなかったのではないか」とあるのである。

  1.  

a)このために、被造物に関して哲学者と信仰者とは別のことを考察することにもなる。実際、哲学者は被造物にそれ固有の本性に即して適合していることがらを考察する。たとえば、火において上昇するということを考察するのである。それに対して、信仰者は被造物について神に関係づけられている限りにおいて適合することだけを考察する。たとえば、被造物が神によって創造されたこと、神に従属していることなどである。

b)だから、天の形状や運動の性質など、諸事物の多くの固有性を信仰の教えが等閑に付すとしても、それは不完全性に属することではないのである。実際、自然学者も同じように、線について幾何学者が考察するような特質を考察するのではなく、自然的物体の限界である限りにおいて線に生じていることだけを考察するのである。

  1.  

また、仮に哲学者と信仰者が被造物に関して何かを共通して考察する場合にも、別々の原理を通じて伝えられることになる。というのは、哲学者は議論を事物固有の諸原因から得てくる。それに対して、信仰者は第一原理から得てくるからである。たとえば、そのように神によって伝えられているから、あるいはこのことが神の栄光に資するから、あるいは神の権能は無限であるからということから得られてくるのである。

  1.  

だから、『申命記』46節で「これは民の前でのあなたがたの知恵であり理解である」とあるように、信仰は最も高度の原因を考察するものとして、最高の知恵そのものと語られねばならないのである。

  1.  

a)このために、人間的哲学は最高の知恵を原理的な知恵としてそれに仕えるのである。だから、時には人間的哲学の諸原理から神的知恵がでてくることにもなるのである。

b)というのも、哲学者たちにおいても、第一哲学というものがそれに与えられた課題を明らかにするために、すべての知識の証拠を用いるからである。

  1.  

a)そこからまた、その二つの教えが同じ秩序で議論を進めるのではないことになる。というのは、哲学の教えにおいては、それ自体としての被造物を考察しそれから神の認識へと達するものであるから、最初に考察されるのは被造物であり神は最後に考察されることになる。ところが、信仰の教えにおいては、被造物は神への秩序においてしか考察されない以上、最初に神についての考察があり、のちに被造物についての考察があることになるのである。

b)この意味で信仰の教えの方がより完全である。つまり、自己を認識することによって他者を直観している神の有する認識により類似しているからである。

c)以上から、この順序に従って、第1巻で神それ自体について語られたことに引き続いて、神に由来することがらへと進むことが残っていることになるのである。





5

論述の順序

  1.  

そこで、以下での議論の順序は次のようになるであろう。第一にわれわれは諸事物の存在の産出を論じる。第二に諸事物の区別について論じる。そして第三に、その産出され区別されている諸事物そのものの本性を、信仰の真理に属する限りにおいて論じることになろう。

 




 



[1] 聖書の引用は『新共同訳』(日本聖書協会)による。
[2] トマスは詩編のoperibusという語からoperatioを引き出し、factisは次章の外的働きにあてられる。「聖霊の力強い働きにより、すべてにいのちを与え、とうといものにし(“Spiritus Sancti operante virtute vivificas et sanctificas universa”)」(第三奉献文)参照。
[3] 「飛ぶこと」を無視しては、鳥というものは認識されえない。鳥は飛ぶ能力を持ち、飛ぶことは鳥の本性に属している。
[4] “In general, causality denotes the objective and real counterpart of the question and further questions raised by the detached, disinterested, and unrestricted desire to know” (Lonergan, Insight, 1997, p. 674).近代科学はアリストテレス的な因果関係を疑問にしたが、上記のロナーガンの定義で考えると現代にも通用できると思われる。「一般的に因果性とは、(何ものにも)執着しない、私心のない、無制限な知る欲求によって立てられた設問とさらなる設問に対応する客観的で現実的なものを意味する」。第一巻第81686参照。
[5] 三位一体論に使われるprocessio(発出)と同じ語源。
[6][6] Kretzman (1999, 9)が指摘するように、この「十全」(completam)は、神についての「完全(perfecta)な認識」(I,14,118およびI,30.278参照)と区別すべきである。考察すべき側面はすべて取り上げられるが、対象は完全に把握されるわけではない。
[7] Vulgataから直訳。新共同訳では、「主は、御自分を示すために、知恵を分け与え、こうして彼らは主を見るようになる」となっている。